21
gen
12

Ancora cambiamenti: la storia infinita!

Di me si potrà dire di tutto, ma non che non cerchi di migliorare continuamente una situazione per renderla il più possibile ergonomica alle mie esigenze. Risolti i problemi di HUM dei miei due Danelectro in pedaliera, erano dei loop di massa che si innescavano solo con collegamenti particolari (manco a farlo apposta quelli che necessitavo io), ho infine scoperto che potevo benissimo farne a meno perché assolutamente marginali nel mio sound. Tra l’altro ho già due amici che sono pronti a comprarmeli: potere di avere un pedale ‘battezzato’ da Vigilius? :-) Non credo proprio, probabilmente a loro sono più utili che a me ;-)

Ma torniamo al motivo per cui ho scrivo questo post: la pedaliera sta ancora mutando! 8-) Io sono un fanatico del silenzio assoluto quando non si suona e quindi sono andato alla ricerca di un Noise Gate, so già che i puristi mi massacreranno (basta usare la manopola del volume sulla strato), ma ho suonato per anni con il rack e la JCM800 avendo sempre inserito l’HUSH della Rocktron e nessuno si è mai lamentato del mio timbro. Nessuno si è mai presentato a me strappandosi i capelli sostenendo che il noise gate uccideva il mio timbro e/o la mia dinamica. Va beh, suonando Deep Purple e Judas Priest forse la cosa era in secondo piano, ma avevo in repertorio anche Pink Floyd, Queen e un po’ di tutto. Tra l’altro nei miei video strampalati quanti di voi si sono accorti del noise gate che ho sempre inserito quando uso Guitar Rig? Nessuno, mi pare. Eppure ho video in cui suono con molta dinamica: evidentemente so regolare bene il noise gate o lo so sfruttare a mio vantaggio, l’esatto contrario del feeling inesistente che ho con i compressori. Ecco allora che, HUM a parte – tra l’altro non eliminabile con il noise gate -, sono andato alla ricerca del noise gate perfetto per me. Già, perché l’esperienza mi dice che quello che va bene al 90% delle persone di solito non fa per me che, proletario quale sono, ho una percezione del suono molto, ma molto più rozza della maggior parte dei chitarristi odierni ‘coccolati’ da anni di suoni perfetti. Io faccio parte della generazione ‘SGRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANNNNNNNNNNNNGGGGGGGGG!!!!!!!!!!!!!!!’, quelli delle scordate con Marshall tirati :-D

Ecco allora la nuova versione della mia pedaliera, per ora ;-)

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!! direte voi, si è preso uno scrausissimo BOSS!!! Gente: ho provato vari noise gate tra cui anche alcuni rinomati come Carl Martin e MXR, ma questo è l’unico che si interfacciava alla perfezione con il mio setup senza perdita di qualità sonora alcuna (l’ISP decimator non l’ho potuto provare e di comprare al buio un pedale così particolare non mi andava); forse perdo un minimo di acuti, ma tanto ne ho in riserva parrecchi che recupero quando e come voglio, ma sfido qualcuno a capire quando è inserito o meno. In compenso ho il SILENZIO assoluto! Il Blackstar sul pulito è una tomba, ma appena inserisco la distorsione inizia il fruscio tipico (quello che io non sento da minimo 20 anni a causa della mia abitudine all’HUSH di cui ho detto prima); ora ho il silenzio tombale anche lì ;-) . Ma la dinamica? Qui è stato più problematico perché da ignorantone quale sono inserivo il noise gate nel send/return dell’ampli, evidentemente prima dei vari delay, per non uccidere le ripetizioni, ma utilizzando solo l’input e l’output del pedale (che invece ha anche lui il send/return). Così facendo avevo il silenzio assoluto, ma con la regolazione del noise al massimo e se tornavo sul pulito e abbassavo il volume della chitarra con la sua manopola a 4 sentivo chiaramente l’intervento del noise se appena appena pennavo meno forte. Ok, situazione improbabile se non impossibile suonare in quel modo, ma non ero soddisfatto al 100%! Voglio la libertà totale quando suono e non scendere a patti con una manopola da spostare avanti e indietro a seconda del pulito o no. Sul web ho trovato uno schema in cui il pedale BOSS veniva collegato in un modo particolare: all’inizio non ci ho fatto caso perché voleva dire rivoluzionare i cablaggi della mia pedaliera, ma poi mi sono detto: “Proviamo!”

Non chiedetemi quale sia la logica che ci sta dietro, non ne ho idea, so solo che adesso funziona tutto in maniera perfetta e con la manopola solo al 20% delle sue possibilità; la dinamica è perfetta e sento la chitarra in clean anche a bassissimo volume con la regolazione del silenzio assoluto sul canale distorto. Insomma è un pedale che ho settato in modo da ‘dimenticarmelo’ ;-)

Ma se date un’occhiata alla prima immagine noterete anche altri piccoli cambiamento come il tuner rialzato, per un più facile accesso, ed anche la posizione del noise e dell’Hall of Fame non sono casuali: sopra ai corrispettivi pedali del mio ampli posso schiacciare due switch con una ‘pedata’ sola. Sono un pazzo, lo so. Dal Replica verso sinistra la pedaliera è praticamente perfetta – ho scoperchiato i fili per gli esperimenti e devo ancora mettere a posto alcune cosette, ma è definitiva – a destra invece ho ancora un po’ di dubbi sulla disposizione. Ho scoperto che la GAS è spesso alimentata da spazi vuoti che si vorrebbero riempire, il famoso ‘horror vacui’ di aristotelica memoria, ma ho intenzione di allargare un po’ il tutto in modo da poter dire che non ci sta più nulla (potere della suggestione). Ho provato anche un BOSS OC-3, avevo il 2 ed ho sempre avuto un octaver in pedaliera per emulare il buon Richie anche se solo per 25 note a concerto; buono, traccia bene, ma dal 10° tasto in giù funziona un po’ troppo a singhiozzo per i miei gusti. Per me c’è posto più solo per massimo un pedale: vedremo se mi cascherà dal cielo o mi verrà qualche idea.

13
gen
12

Ancora cambiamenti

Cambiamenti, ancora cambiamenti: sono alla ricerca della pedaliera perfetta ‘per me’ e sto lavorando di fino cercando di eliminare tutto ciò che può essere eliminato per renderla il più ergonomica possibile alle mie esigenze. Tanto per iniziare alla mia età ci si vede di meno rispetto ad una volta e quindi… notato nulla? ;-)

Naturalmente non è ancora finita e sto giusto pensando a qualche altra piccolissima modifica: aloha!

07
gen
12

Foto di gruppo

Non le avevo mai immortalate tutte assieme.

Direi che non posso proprio lamentarmi.

Troppa roba per uno come me, persino Blackmore alla fine ne usa una sola o poco più.

05
gen
12

Anno nuovo, pedaliera nuova

Sarà l’ultima versione? Spero di sì perché per finire ‘sta cavolo di pedaliera ho completamente disimparato a suonare.

Ci sarebbe posto ancora per un pedale (e tra l’altro è già tutto predisposto perché ho lasciato pure lo spinotto dell’alimentazione già pronto), avevo pensato ad un noise gate, ma ne ho talmente le scatole piene che rimarrà così sino alla mia morte. Poi spiegherò il percorso del segnale e menate varie, ora devo solo trovare il modo di cambiare le manopole nere con alcune bianche in modo da riuscire a vederle anche quando sono in piedi: l’età non acuisce di certo la vista! Penso anche che una volta regolato il tutto bloccherò con dello scotch le manopole stesse per impedire che si muovano accidentalmente: insomma sono la versatilità fatta chitarrista :( .

04
gen
12

E sono quattro!

Quando si tratta di delay sono bulimico! :D

24
dic
11

Buon Natale

Buon Natale

a voi ed alle vostre famiglie

16
dic
11

La mia strato ‘politicamente scorretta’

C’è una delle mie chitarre che si vede proprio poco nei miei video ed è la Fender Stratocaster Classic Player 60; non ho nulla contro questa chitarra, anzi, probabilmente se siete andati al link sopra scoprirete che è protagonista del mio video migliore, almeno secondo me. Una strato nata quasi perfetta ed infatti non ho mai sentito l’esigenza di cambiarle i pickup o farle altro e questo per me è una vera e propria novità, ma… C’è sempre un ‘ma’! A parte il fatto che è la chitarra che ha scelto mia moglie in seguito ad un’altra nata male (chitarra, non la moglie :P ), a parte il fatto che l’ho comprata l’11/3/11 la cui somma fa sette come le note e che è il giorno del terribile terremoto in Giappone, resta il fatto che non potevo non personalizzarla un poco come tutte le altre ed allora… via! Il lavoro non è finito, anzi, sono sempre dietro a cercare qualcosa per renderla sempre più mia in modo da non riuscire più a staccarmene. Considerando che il suo suono mi piace tantissimo giungo alla conclusione che i pickup non glieli cambio proprio quindi posso solo modificar’le’ il look senza stravolgerla troppo: una strato è e ‘deve’ rimanere una strato (da che pulpito…).

Parto dall’alto e decido di fornirla di chiavette Kluson deluxe opportunamente già invecchiate: le acquisto da Boxguitar e vanno praticamente a pennello da subito; solo le boccole sono un pelino più strette, ma basta fare un doppio giro di teflon sulle stesse ed il gioco è fatto (ok, sarà una tecnica da ‘idraulico’, ma non ho trovato di meglio e poi non è una modifica invasiva in quanto posso tornare indietro quando voglio).

Mi piace molto questo look ‘opaco’ e un po’ vissuto, però… però l’alberino abbassacorde era nuovo di zecca e luccicava troppo e quindi mi sono rivolto al mio fornitore di fiducia inglese che sta sull’Isola di Wight (dove altrimenti?): Fatboy guitars. Non aveva il pezzo in oggetto invecchiato come piace a me però me lo poteva fare e quindi me lo sono fatto fare su ordinazione insieme ad altro.

Adesso il look della paletta mi soddisfa ed anche molto; notate tra l’altro l’ordine maniacale con cui avvolgo le corde sulle meccaniche, sono riuscito persino a fargli fare lo stesso numero di giri (lo so, sono pazzo!).

Preso questa strada si trattava di continuare e quindi nell’ordine di Fatboy sono arrivati anche dei reggi-cinghia debitamente invecchiati anche nella vite di fissaggio; vorrei far notare che sono io che decido l’invecchiamento in quanto a stretto giro di mail ho ordinato e mi sono fatto fare i pezzi che volevo io.

La placca che fissa il manico invece presentava un problema insormontabile: c’è anche invecchiata, ma non con la scritta personalizzata ‘Custom Shop Designed’ che si trova solo sui modelli Classic Player: allora che fare? Preso un po’ di carta abrasiva fine e sfregato un po’ per renderla un po’ opaca e vissuta, non avevo idea però di come invecchiarla senza smontarla (non avevo nessuna intenzione di fare un intervento così radicale come smontare la chitarra: tutti i lavori gli ho fatti mantenendo sempre la chitarra in perfetta efficienza). Ho avuto un’idea malsana ed anche un po’ sozza: usare il sudore come dovrebbe avvenire nella realtà. Già, ma dove prenderlo? Semplice: almeno 3 volte alla settimana devo fare 30 minuti di cyclette per cercare di mantenermi in forma e quindi finita la ‘sudata’ prendo uno straccetto, mi asciugo la fronte, le spalle, la pancia (c’è n’è ancora troppa per i miei gusti anche se ho perso quasi 15 kg.) e lo metto sulla placca di fissaggio del manico. Voi direte che è folle ed in effetti lo è, ma quando sudo io produco liquidi in quantità industriale e lo straccetto si può tranquillamente strizzare; comunque resta il fatto che ho fatto così. Chiudevo la chitarra con lo straccetto umido di sudore sulla placca nella custodia e dopo un 2-3 giorni controllavo che fosse successo: poco in realtà, ma dopo 4-5 applicazioni qualcosa si cominciava a vedere specie nell’invaso delle viti o dove c’è la croce delle stesse.

Ho deciso di fermarmi anche perché non è un posto dove il sudore c’è molto o rimane e quindi mi accontentavo di un look ‘reliccato’ molto blando. Tenete presente che sulla mia strato dell’83 la vite su cui si sfrega di più quando si usano gli ultimi tasti ha perso completamente la cromatura, ma l’ho suonata per più di 20 anni prima di ottenere quel risultato! Sono passato quindi al vano molle ed ho usato la stessa tecnica che, tra l’altro, costa di meno che comprare i pezzi invecchiati ad hoc dall’amico inglese: pedalare e sudare. Altre 4-5 applicazioni dello straccetto ed i risultati si vedono.

Notate che le viti devono essere fatte di un materiale più morbido perché si arrugginiscono che è un piacere: eppure non ha mai sospettato di avere il sudore così acido, a me le corde durano parecchio e pur non pulendo mai la chitarra a fine suonata o concerto ho strato ben più vecchie senza alcun segno di ruggine. Tra l’altro ero convinto che le molle fossero in acciaio e quindi non mi aspettavo potessero essere intaccate anche loro anche se, a dire la verità, sono le più resistenti all’invecchiamento precoce forzato. Per ora fermo l’invecchiamento del retro qua perché comunque non sono zone così soggette ad usura come la parte anteriore.

Per il battipenna, le viti dello stesso e le parti in plastica mi affido all’amico Fatboy, che in realtà si chiama Mark: ci sono vari metodi per invecchiare le parti in plastica, ma non si è mai sicuri di nulla perché esistono troppe plastiche diverse e non avevo voglia di sbattermi. Sempre nell’ordine di cui ho già detto mi sono fatto arrivare tutto l’occorrente con anche le viti già invecchiate; tra l’altro solo la testa perché ‘sotto’ sono nuove e quindi perfettamente funzionanti.

Adoro come invecchia lui le parti della strato, lo fa benissimo riuscendo anche a ‘sformare’ la plastica nei punti giusti e dando un look realmente vissuto al tutto (la mia RollingCaster ha tutte le parti in plastica simil-bakelite trattate da lui con alcuni pezzi, i copri pickup ad esempio, fatti proprio come volevo io con le mie specifiche precise: anche se pochi l’hanno notato sono proprio rotti all’estremità come capitava con la bakelite vera). Anche l’attacco del jack è un pezzo unico fatto da lui: in realtà l’avevo trovato anche su CrazyParts, ma non volevo fare l’ordine solo per una cosa ed allora ho chiesto a Mark se me lo faceva uguale. No problem: ho scoperto che in realtà è lui che fa molti dei pezzi invecchiati di CrazyParts tra cui proprio quello (ho scoperto che ha lavorato anche per ‘Dawk’ che è stato il tecnico di Blackmore per lungo tempo ed ha di sicuro fornito qualcosa anche a Ritchie anche se neppure lui sa cosa perché intorno all’Uomo-Nero aleggia il mistero. Di certo c’è che ho una cosa in comunque con Blackmore: lo stesso fornitore di… boh!)

Fatto benissimo anche questo e si vedono sullo sfondo anche le manopole invecchiate a regola d’arte; per me Mike è un’artista nel suo genere. Guardate che look fantastico ha la strato con le sue parti invecchiate in modo più che ottimo.

Le immagini non riescono a rendere tutte le finezze come lo sporco sul copri-pickup vicino alla vite di regolazione proprio dove va a toccare il cacciavite quando regoli l’altezza dei poli; però si vede bene la rottura tipica del battipenna in corrispondenza della vite o lo schiacciamento della plastica quando stringi troppo la vite.

Ma ora viene la parte difficile: il ponte! La Classic Player 60 ha il ponte a 2 pivot e quindi non posso montargli un ponte a 6 viti che si trova già invecchiato ad arte (tra l’altro questo a 2 viti funziona benissimo): quindi? Quindi stesso metodo usato prima: pedalare e sudare ;-) Ho scoperto così che la cromatura o il materiale del ponte è più  leggero di quello delle altre parti metalliche perché già dopo la prima ‘applicazione’ spuntavano dei puntini di ‘vissuto’ (ruggine?); ho continuato altre due volte e poi ho dimenticato lo straccetto nella custodia per una decina di giorni causa impegni lavoro. Ho aperto e mi sono spaventato: questo è il risultato.

Alla faccia del relic! Non me l’aspettavo proprio: tutto funziona alla perfezione perché ho regolato l’ottavatura giusto ieri al cambio corde, ma si è ‘corroso’ mica da ridere.

Tutto sommato però non mi dispiace e la chitarra ha un aspetto più vissuto almeno nelle parti di metallo e di plastica.

Adesso la mia Classic Player 60 ha un look veramente ‘politicamente scorretto’ in quanto è uno stranissimo mix di nuovo e vecchio che nella realtà non può essere: però non mi dispiace perché sicuramente non sono normale. Ma è scorretto due volte perché il risulato l’ho ottenuto in un modo veramente poco ‘corretto’: usando il mio sudore letteralmente parlando. Di sicuro altri avranno schifo ed orrore a suonarla :D

Per essere perfetta le mancano ancora un paio di cose: una verniciatura alla nitro opaca con leggere sverniciature almeno dove si appoggia il braccio destro e un PALETTONE! Purtroppo per quest’ultima caratteristica non c’è nulla da fare. Non credo farò altro perché così può bastare, ma non si sa mai ;) Vi lascio con una visione d’insieme per percepire in pieno la discrepanza vecchio e nuovo che ho messo in piedi; quel che è grave è che mi piace pure.

12
dic
11

Pedaliera ennesima versione: la 4.2?

Sono ormai alla pedaliera versione 4.2 come minimo, ma il peggio è che non l’ho ancora sistemata del tutto :x

A destra ho la sezione che io chiamo ‘pre’ perché si trova tra chitarra ed ampli; a sinistra la sezione ‘send/return’ e il nome spiega tutto. Ho ancora qualche dubbio nella sezione ‘pre’ in quanto ho messo il vibe in testa a tutto e mi piace pure così, ma ho letto che forse andrebbe dopo la sezione overdrive  :?:
Sto tirando ai dadi se mettere prima I-Ods e poi CTO1 o viceversa; per ora mi trovo anche bene così, ma i dubbi mi assalgono sempre.

10
dic
11

Hall of Fame della Tc Electronic

Questo pedale ha avuto una storia strana perché il primo ha smesso di funzionare ed ho dovuto restituirlo; tra l’altro sono stato rimborsato completamente proprio in questi giorni. Chi segue il mio blog già conosceva questa storia, fatto sta che finalmente sono riuscito a farne una recensione anche se di fretta e quindi con molti difetti.

Ecco a voi la prima parte.

E qui la seconda.

 

03
dic
11

E vai con il Vibe!

Piccola recensione di un pedale ‘proletario’: il Vibe della Danelectro. Come al solito, e per conservare la continuità con le recensioni precedenti, ho usato Guitar Rig 4 (simulazione del Twin Reverb) e la mia RollingCaster con pickup I-Spira; mi scuso per la scarsa qualità (l’inquadratura fissa sul pedale è triste, ma mi permette di montare velocemente il video), purtroppo il tempo a disposizione è sempre meno :-(




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