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La ‘mia’ Parisienne walkways

Ci risiamo: eccomi 😉 Questa volta tocca a Gary Moore, ma non ho optato per la solita The loner (che prima o poi arriva perché è un ‘must’ per tutti i chitarristi di una certa generazione, quella vecchiotta, la mia… ), bensì per un altro brano all’apparenza facile, ma dalla difficilissima interpretazione, almeno per uno sfigato come me.  Conoscevo l’interpretazione di questo brano perché l’avevo su una vecchia VHS (ma c’è qualcosa di non vecchio in me?) in cui c’era anche Phil Lynott che suonava il basso e la cantava; di Moore mi piaceva il modo in cui prendeva le note, molto ‘sofferte’ con bending che non sembravano mai arrivare al dunque, cioé alla nota giusta. Ci ho provato anch’io, ma a lui esce il pathos vero, a me sembra di stonare: sentirete e giudicherete. Problemi enormi nel registrare: primo non so cantare e quindi ho cercato di rifare la linea melodica del canto con un suono pulito. Solo che pulito il suono mi sembrava troppo fine ed allora ho aggiunto un po’ di chorus e un ‘pedale virtuale’ (ricordo che uso sempre e solo il GR4): l’octaver per dare un po’ di spessore al suono aggiungendo un’ottava bassa. A me non dispiace, giudicherete da voi stessi. Secondo problema l’improvvisazione finale ad libitum che LIVE, appunto, si risolve in uno sguardo agli altri della band per sapere quando finire. A dire il vero Gary utilizza un glissato lunghissimo per avvertire gli altri che sta finendo; io non posso avvertire una base e quindi il problema mi si presenta capovolto: devo capire quando finisce la base. Quando faccio le basi io metto sempre dei segnali particolari per sapere dove sono (tipo un passaggio di batteria, alcuni colpi di piatti, ecc.), ma chi ha fatto questa base no. Ecco quindi che improvvisavo con l’ansia di sapere quando finiva e dando spesso un’occhiata al contatore dei minuti della base: capite tutti che non è la situazione ideale per lasciarsi andare nel solo finale. Infatti il solo per me è meglio all’inizio che alla fine dove devo stare attento a troppe cose estranee alla sola musica. Anche il ‘rubato’ finale doveva essere di più ampio respiro, ma ho dovuto correre dietro alla base: sorry! 😦 Come se non bastasse ho scoperto che suonare dal 12 tasto in giù (ho volutamente sfruttato il 22esimo tasto della mia Squier per dire che c’è) mi risulta più difficile da seduto rispetto a quando sto in piedi: sarà la panza? Già ma suonare in piedi da solo mi sembra strano, magari lo farò e mi disegnerò della folla delirante davanti a me che mi incita a suonare 😆 Ci tenevo tantissimo a questo brano, ma come al solito la versione che vedrete non è la meglio riuscita: soffro ancora un po’ del ‘panico da ripresa’ e di ‘manie di perfezionismo’ allucinanti che mi fanno scartare esecuzioni ottime per pochissime sviste e mi costringono poi, per mancanza di tempo, a pubblicare versioni un po’ raffazzonate. Naturalmente dopo che carico su youtube butto tutto ciò che avevo realizzato (oddio, del solo finale ne esistevano poi solo 3 versioni ed ho tenuto l’ultima, l’unica che ho conservato). Buon ascolto e che Moore mi perdoni.

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3 Responses to “La ‘mia’ Parisienne walkways”


  1. 1 Soldier Of Fortune
    lunedì 15 marzo, 2010 alle 15:41

    No,fermi tutti.Cos’hanno le camicie?
    No perchè non sa quante volte mi è stato detto:”porti sempre camicie morosini’s style”
    Nel prossimo metta quella marrone con i ghirigori alla mick jagger(la mia preferita)

    Complimenti non lo scrivo più,anche perchè dopo quella versione rapsodica di highway star non penso possa ulteriormente valicare il limite dei comuni mortali…se può andar oltre grido al mostro…

    Ci starebbe un altro pezzo con un bel tiro

    Long live rock n roll

    • 2 vigilius
      lunedì 15 marzo, 2010 alle 17:20

      Io quella camicia proprio non la ricordo, ma non mi metto a discutere con la tua memoria e il tuo look ‘alla Moro’ 😆
      La finiamo di postare video dove il più scarso è 1000 volte meglio di me?

  2. 3 Soldier Of Fortune
    lunedì 15 marzo, 2010 alle 20:33

    ha ha ha si vede che è lo stile dei migliori…

    Ho visto il video di last train home vecchio,c’è sempre l’impronta rockettara di fondo…si troverebbe bene a suonare mike stern per me,che anche lui nonostante i mischiotti l’ha sempre quel suono da hendrix.

    tante belle giornate


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