06
Nov
10

Sempre in giro a provar ampli!!!

Venerdì mattina prima di andare dal dentista, forse per sdrammatizzare un po’ la cosa e la spesa (per fortuna minima: solo pulizia e una carie), e sapendo di non poter andare al pomeriggio, causa impegni scolastici, ho girato nuovamente i due negozi principali di BG per provare amplificatori di piccolo wattaggio rigorosamente valvolari, più una fissa che una reale necessità, in cerca del sound perfetto! (che probabilmente non ho in testa neppure io). Primo negozio e finalmente posso provare direttamente io (anche complice una conoscenza tra l’addetto ed una mia studentessa): mi viene fornita come strumento di prova una Strato usata nera con manico in acero e, udite udite, palettone anni ’70!!!!!!!!!!!!! Mi sa che qualcuno ha detto al tipo che mi piace Blackmore ed ha cercato di indebolire le mie difese al portafoglio. Ma via con le prove.

Laney VC30 212

Se ne era parlato ultimamente sul forum di MusicOff e dai video su youtube pareva proprio un bell’ampli dal sapore vintage. Come l’ho trovato? Ostico, ostico, ostico: pulito bello, quasi un Vox AC30 dei poveri, ma grezzo e  il suono ‘sporco’… quasi come inserire il cavo della chitarra direttamente nei coni senza che ci fosse nulla in mezzo. Non che sia una cosa brutta in sé, ma veramente vintage nel senso di difficile da far suonare bene: ci vogliono mani che io non ho. Mi aspettavo un suono molto più rotondo, più bluesy ed invece… Ripeto: non è brutto, ma non fa per me anche se Mike Casswell nella prova che ho visto su youtube lo faceva suonare benissimo, ma quello fa suonare bene tutto, ma proprio tutto. Altro giro, altro Laney 😉

Laney LC30 112 II

La forma è un po’ tozza in quanto è più profondo di quanto uno si aspetti, ma è anche abbastanza compatto; scaldate le valvole lo accendo e… questo è già più trattabile, un suono più moderno e rotondo. Pulito molto caldo e ben gestibile, crunch o distorto che dir si voglia molto più moderno del precedente Laney. Il pannello, con quei due switch messi in orizzontale non mi piace, ma il suono non è male, forse un po’ ‘inscatolato’ per i miei gusti, però se metto il gain al massimo scopro che la manopola del volume della chitarra, se abbassato, non ripulisce mai il suono, toglie solo distorsione. Ho come l’impressione che il gain dell’ampli funzioni proprio stile pedalino e quindi comprime il suono, lo distorce, ma si perde di quella dinamica tipica dei valvolari; curioso il fatto che cerchi quel tipo di tocco che poi non saprei usare essendo io diventato con il tempo una specie di ‘zappatore’ delle sei corde. Mi viene proposto di provare un Bugera: smorfia sul mio viso… se ne leggono troppo sul web di fatti negativi relativi a questo ampli, ma… proviamo.

Bugera BC30-212

Ampli particolarissimo con due canali separati con addirittura entrate separate; persino i due coni sono diversi: uno è da 80 watt e l’altro da 100 watt; mi sfugge il motivo, comunque ha tante altre particolarità come un doppio send-return (uno per ogni canale) e sul secondo canale un selettore a 6 posizioni per scegliere la ‘forma’ del suono da rotonda a selvaggia. Acceso è molto figo perché si illumina il pannello ed anche la scritta Bugera: senza dubbio molto scenografico, ma tutte quelle opzioni non me lo rendono amichevole. Sono sincero: l’idea di avere un selettore e non i classici toni (acuti, medi, bassi) per il suono mi disorienta; questo ampli va studiato per bene per riuscire a tirarci fuori qualcosa di buono. Certo il prezzo è realmente allettante, ma… mi pare più amichevole il piccolino in parte.

Bugera V22

Cominciamo con il dire che sembra proprio una scatola profonda con un cono e guardando da dietro si scorgono con molta difficoltà le valvole; questo per dire che la fabbricazione mi pare grezza, ma non so giudicare se sia robusto o meno. Il frontale appare migliore, quasi il cruscotto di un’auto d’epoca con dei bei colori tenui: stavolta non si accende nulla. Sarà che questo ha dei controlli più normali e quindi riesco a capirci qualcosa, fatto sta che i suoni mi paiono carini, belli rotondi, magari dal crunch mi sarei aspettato un po’ di più o forse sono io che pretendo troppo. Ma sono un po’ prevenuto sui Bugera anche perché costa troppo poco per essere… ma, forse sto solo delirando ed è giusto che i giovani abbiano la possibilità di iniziare con prodotti così: insomma è pur sempre un valvolare!!!!

Decido di lasciare questo negozio, restituisco la Strato con palettone, :-(, non senza aver riempito la sala del riff di Burn prima di uscire (riconosciuto dall’addetto) e passo all’altro negozio dove ho la libertà di fare tutto quello che voglio. Scendo e… il piccolo VOX è lì!!! Prendo, porto nella saletta insonorizzata con un’altra strato nera usata, stavolta del 1983, lo stesso anno sfigato della mia prima, quella a cui ho scavato i tasti e quella senza jack obliquo sul corpo (maledetta Fender… ma che sto dicendo???? Chiedo umilmente perdono!!!!).

VOX AC15 C1

Capperi che bel pulito, molto più bello di quello sentito l’altra volta con il modello precedente, il CC1: il Greenback lavora proprio bene. L’ampli tutto è stato rivisto in quanto questo ha praticamente due canali: clean e Top Boost con due ingressi jack separati (per passare da uno all’altro bisogna proprio sfilare e inserire il jack o usare un qualche pedale line selector) con controlli separato: minimali per il clean, solo volume, e volume, bassi e acuti per il Top Boost. C’è poi una sezione tremolo, una reverb, che oltre le ore 9 secondo me è inusabile in quanto è veramente troppo, e una sezione master con un altro volume e il tone cut che stravolge abbastanza il suono essendo un tono sulla sezione finale. Puliti dell’altro mondo, ma essendo un 15 watt riesco tranquillamente a suonare con i due master al massimo: lo so, oltre ad essere pazzo, riesco però ad ottenere un simil sporco picchiando duro sulle corde. Il canale Top Boost l’ho capito poco in quanto me l’aspettavo molto più spinto o comunque facile da imballare ed invece… ‘sto coso vuole il pulito e a fatica, con una Strato, riesco ad ottenere dei crunch. Chiedo lumi al mio amico Stefano che mi fornisce un boost da provare: un Carl Martin Hot Drive’n boost.

Le cose migliorano e di molto, ma, non ci crederete, riesco a suonare quasi al massimo del volume; sia chiaro, non volume da appartamento, molto, ma moooooooolto di più, però… devo avere oramai le orecchie rovinate da anni e anni di Marshall. Il VOX suona proprio british (ma va? che scoperta del menga!) ed ha un pulito spettacolare, ma quando suono rock vorrei di più. Purtroppo l’altro boost usato che mi aveva fornito, un T-Rex dr. Swamp, è senza pila e quindi passo ad altro. Riporto il VOX al suo posto e devo dire che anche il look classico mi piace molto; ho pure trovato le manopole a becco molto comode, molto più di quelle tonde e pensare che io le avevo sempre snobbate…

Mi guardo in giro: c’è il Randall usato (quello con i moduli stile ‘autoradio’), un Hiwatt, sempre usato, piccolino, nel senso che è un combo, che costa una follia (a momenti svengo), un Cicognani, ma ha due coni da 10″ e tanta altra roba. Mi attira il Blues Custom della Epiphone che ha addirittura la valvola nella sezione rettificatrice (come i Bugera, almeno il primo che ho provato), ma i due coni Eminence fanno sì che non riesca quasi a sollevarlo da terra (l’età… ma pesa proprio una follia: 30 kg.!!!!!!!!!!) quindi lo lascio lì. Passo nella seconda sala insonorizzata (oddio, quando suono io mi sentono tutti comunque) e scopro che Stefano ha riparato il Laney che la prima volta non avevo potuto provare; il ‘cinesino, si era dimenticato di collegare i fili alla mainboard, era tutto giusto tranne l’ultimo collegamento, come inserire una spina.

Laney LC30

A me pare suonare esattamente come quello provato mezz’ora prima anche se la sua forma è molto più snella: ha le dimensioni del classic30 della Peavey. Noto lo stesso ‘difetto’ del suono che non si pulisce usando la manopola del volume della chitarra sul canale crunch (mi sa però che avevo il bottone ‘modern’ azionato) e, in aggiunta, mi pare che il riverbero sia debolino: rispetto al VOX qui devo metterlo quasi al massimo per sentire qualcosa. Il suono è tutt’altro che brutto, specie sui puliti, ma il crunch non mi soddisfa, sta un po’ troppo a metà strada tra vintage e modern (sì, sì, lo so che c’è il bottone che spinge l’ampli a modern e l’ho usato). Rimane l’impressione di suono un po’ ‘inscatolato’, al confronto il VOX con soli 15 watt era molto più ‘aperto’.

Conclusione

Sono ancora in alto mare anche se oramai un’idea abbastanza precisa me la sono fatta: il JCM800 mi ha rovinato l’udito nel senso che ho troppo in mente il Marshall sound. L’ampli perfetto era il Vintage Modern della Marshall, di cui ho fatto i video, che era IMHO favoloso, ma… fuori budget e fuori wattaggio. Ho anche capito che io per mia formazione necessito almeno di 30 watt: so benissimo che ne sfrutterò solo la metà se mi va bene, ma io così ho imparato a suonare e regolare gli ampli. Sarò fissato, ma i watt in più mi servono per avere dei puliti degni di questo nome più o meno a metà del volume massimo dell’ampli, un modo di pensare alquanto vecchio, ma vecchio sono (anche per gli HI-FI ragionavo così: le casse potenti per avere il suono pulito a bassi volumi. Lo so: un ampli per chitarra è tutto, tranne che Hi-FI). Da ultimo il Vypyr funziona sin troppo bene e mi ha viziato anche se penso che alla fine non resterà il mio ampli perché dinamica uguale a zero. Alla fine faccio tutto con 4 suoni, meglio due dato che gli altri due sono variazioni dei primi: puliti stile Twin e sporchi stile Rec (la sigla sul Vypyr e non so neppure a quale ampli reale si riferisce). Insomma il mio ampli ideale dovrebbe avere i puliti di un Fender e la distorsione stile high-gain da gestire poi con volume e tocco (curiosamente non uso mai l’emulazione della Plexi che trovo troppo ‘spompa’ per i miei gusto: ora i puristi mi cercheranno per lapidarmi): nessun ampli a valvole può soddisfare queste richieste. E allora? E allora ecco rispuntare il Blackstar HT-40 che sarà impersonale, ma è proprio quello che più si avvicina a quello che ho detto prima. I suoi coni al neodimio fanno sì che l’ampli pesi di meno e suoni sempre pulito, ma si perde molto in personalità e suono grezzo. Ma a questo punto come ho imparato su MusicOff: il cono si può cambiare e poi la differenza non la fa il chitarrista? Io? 😆

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