24
Giu
11

Pedaliera: nuova versione (adesso basta!!!!!!)

Prosegue il mio tentativo di prepararmi la pedaliera perfetta che dev’essere leggera, ma completa, chic, ma non troppo costosa, bella, ma non vistosa, insomma… non esiste!!!! Cominciamo con il dire che leggera non è: 7 kg. di roba tutti stipati in questa valigietta che ha una lunga tradizione.

La Pedaltrain che vedete fu del grande AndreaZozz prima (Andreaweb di MusicOff), passata poi di mano al Raffus – l’essere mitologico mezzo uomo e mezzo pedale, sempre di MusicOff – ed infine giunta immeritatamente a me e non ne sono sicuramente degno, ma tenterò di tenere alto il nome della tradizione. Sono nel pieno degli Esami di Stato, ma oggi corregge l’altra classe quindi ho l’intera giornata libera: in compenso avrò il sabato tutto impegnato per le correzioni, mattina e pomeriggio 😦

Moglie al lavoro = cucina libera 🙂

Si rifà la pedaliera e questa volta la voglio definitiva (le ultime parole famose…) Anche se non ne ho parlato sempre in questa sede, i miei esperimenti, prove, checkup, test ecc. sono continuati nei ritagli di tempo e sono giunto alla versione 3.0, almeno credo, della mia tribolata vicenda ‘pedalofila’ (occhio a leggere bene!) Per prima cosa si dispongono ordinatamente gli attrezzi sul tavolo con pedaliera e pedalozzi 😉

Ordinatamente è una parola grossa: anche cambiando il punto di vista il caos regna sovrano (ma io trovo tutto ;-))

Sto comunque attento a non rigare il tavolo, ma sul bancone cucina ho pronto il nastro isolante con la mia solita mania di tenerlo così per comodità (che rimanga tra noi e il web però :lol:).

Come avete fisto ho preso la Fuel Tank Classic per alimentare il tutto: a dire il vero l’alimentatore della BOSS e la daisy chain, collegamento multiplo, funzionavano benissimo, ma il nuovo delay funziona a 12 volt e quindi si imponeva un rifacimento totale: o presa multipla e trasformatori in giro oppure alimentatore singolo dedicato per tutto. Mi sono tenuto aperto le due opzioni, ma alla fine ho scelto la seconda ed ho cercato di realizzarla. Non è stato facile perché la Pedaltrain è veramente piccola: mettere l’alimentatore sotto non se ne parla a meno di mettere dei piedini di gomma nuovi, ma altissimi; si poteva aggangiarlo esternamente al lato lungo, ma si perdeva  manegevolezza e la pedaliera sarebbe entrata a fatica nella borsa; incastrata nello spazio dietro i pedali ci stava, a patto di far fuori i piedini di gomma dell’alimentatore, ma poi non ci sarebbero state le pipette dell’alimentazione che sporgevano troppo o sulla fuel tank verso l’alto o sui pedali in profondità. Bel problema; tra l’altro dovevo lasciare dello spazio libero dietro al Flashback per la presa mini-usb che è quella che permette il caricamento dei toneprints. Stamattina mi sono svegliato prestissimo, alle 5 😦 e mi è venuta l’idea: ho una daisy chain con le pipette angolate se la tagliuzzo riesco ad ottenere dei cavi di alimentazione che dovrebbero starci. Pensato, fatto! Ho incastrato la Fuel Tank, ho tagliato la daisy chain in varie sezioni, nastrato con l’isolante i terminali scoperti, collegato il tutto e fatto una prova: funzionava tutto! 🙂

Torno indietro e rimetto tutto sul tavolo; così non si può andare in giro, voglio ordine e praticità! Se vi state chiedendo perché ho aperto il Flashback la risposta è semplice: il pedale ha dentro due mini-switch di cui uno serve per decidere se avere il true bypass o un buffer. Ho fatto la prova ed ho deciso di lasciare il buffer non perché perdessi segnale – la pedaliera è piccola e non ho cavi lunghi – ma perché dopo aver cambiato le valvole del pre del Blackstar con delle Tung-Sol Gold ‘matchate’ sono riuscito, tramite il buffer, ad avere un pizzico di acuti frizzanti in più e come sapete io amo gli acuti.

Allora con pazienza certosina mi metto a fare ordine tra i cavi: sono pignolo, lo so, ma ‘l’ordine esteriore è sintomo di ordine interiore’ (lo diceva mia nonna, lo ripete sempre mio padre e lo dico pure a scuola quando inciampo nelle cartelle lasciate in giro dai miei studenti disordinatissimi, dentro e fuori). Ecco il risultato sotto la pedaliera: eh, già, ho messo ordine anche sotto, sono fissato io!

Più che fissato mi sa che sono kantiano: guardate che roba!

Avevo pensato pure di inclinare i pedali leggermente in avanti mettendo una doppia striscia di velcro, ma fatta la prova risultavano poi essere troppo ‘molleggiati’ e non mi piaceva ‘sta cosa. Però una pedaliera si suona dal sopra e non dal sotto e quindi ho messo ordine anche lì. Non vi dico la difficoltà di allineare i pedali che hanno le prese IN-OUT perfettamente speculari che vanno ad ostacolarsi tra di loro; menzione di merito al pedale Marshall che ha non solo le prese messe in alto, vista la sua altezza, ma anche il pulsante inclinato in avanti cosa che trovo molto più ergonomica rispetto ai ‘piattoni’, in fianco.

Così è svelata anche la new-entry del giorno (veramente di ieri prima di andare a fare assitenza alla seconda prova): il T-Rex Replica, delay senza preset, ma con il tap tempo, di sapore analogico, raccomandato dal Raffus, ma preso di testa mia (e quando mai non faccio così?) Ha vinto a mani basse la sfida con il suo fratello povero Reptile2; a dire il vero non c’è stata proprio gara vista la netta superiorità del Replica. Bene, bene, devo studiare un altro modo di suonare e di usare il delay: queste sfide mi piacciono, mi tengono ‘vivo’ e mi costringono a non ripetere le mie abitudini. Certo è una pedaliera stranissima: due pedali usati e per di più low-cost affiancati a due delay, di cui uno decisamente snob, che messi insieme costano più di una strato messicana: sono da ricovero! Ma non c’è abbastanza ordine per me ed allora… ideauzza… nell’immagine sotto si vede come ho messo ancora più ordine al tutto.

Tutto questo diventa la borsa chiusa che avete visto all’inizio: 7 kg. di pedalozzi da mettere nel send/return. Seguire il percorso del segnale è facilissimo: basta seguire i colori dei jack 😉 Il segnale arriva nel polytune tramite il jack angolato nastrato di bianco: perché nastrato? Semplice perché ho messo una bella striscia di nastro bianco anche sull’altro capo del jack ed un’altra striscia di nastro, sempre bianco,  sulla parte superiore dell’ampli in modo da indovinare il ‘buco’ senza andare per tentativi (9 volte su dieci sbagliavo, acc…) Tornando al segnale fa il suo bel giro ed esce dal MicroAmp con il jack angolato nastrato di nero con la sua corrispondenza sull’ampli 😉 Mi sento figo per aver pensato ‘sta cosa (dai, lasciatemelo credere). Con questo routing posso fare lo scemo da solo: come? Sul Flashback mi faccio un loop di chitarra pulita, ho a disposizione 40 secondi in mono, poi posso passare sullo sporco, temporizzare il Replica e farci sopra un solo strappalacrime: troppo forte!!!! (troppo scemo!)

Sarà finita così? Direi che per i 4/5 ci siamo; se sposto fuori il polytune avanza lo spazio per un altro pedale che, se non ha i jack proprio lì potrebbe essere anche più largo del dovuto, ma che pedale? E se fosse un altro delay?

Fermatemi…

ermatemi…

rmatemi…

matemi…

atemi…

temi…

emi…

mi…

i…

😆

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3 Responses to “Pedaliera: nuova versione (adesso basta!!!!!!)”


  1. 1 thesonofalerik
    venerdì 24 giugno, 2011 alle 18:20

    Noooo!!! Quello è il posto per il “Vigilius Treble Booster” :-))


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