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T-Rex Replica: recensione, parte seconda

Comincio con il ringraziare il simpatico ‘burlone’ che mette sempre il ‘pollice verso’ ai miei video su Youtube: sia chiaro, possono non piacere, ma ci rimango male perché io ci dedico del tempo, spesso molto tempo. Pensavo fosse per la scelta della lingua italiana, ma ho i miei dubbi: comunque ho scelto l’italiano apposta per parlare la ‘mia’ lingua e difenderla contro l’omologazione imperante che abbassa la qualità di qualsiasi lingua (sento certo inglese sul web che fa paura!!!!!!) In ogni caso non mi faccio sangue amaro e proseguo con la seconda parte della recensione che è divisa in tre parti. Nella prima parte continuo la descrizione del pedale; nella seconda faccio il confronto con l’altro delay che ho, il TC Electronic Flashback, e penso che questa sia la parte più interessante del mio video. Certo confrontare un pedale che costa 2 volte e mezzo l’altro potrà sembrare impietoso, ma forse aiuterò qualcuno a prendere alcune decisioni; in ogni caso il Flashback non ne esce con le ossa rotte ed è un pedale riuscitissimo nel suo genere ed infatti me lo tengo bello stretto. L’ultima parte è puro divertimento: non ho voluto emulare nessuno in modo filologico, ma solo fare un po’ di caos in libertà.

Volete sapere l’ultima? Per Youtube le mie due ignobili citazioni rappresentano una ‘quasi-violazione’ del copyright (dico ‘quasi’ perché per ora è online); vorrei capire come, le ho suonate talmente male e talmente diverse dall’originale che si fa fatica a riconoscerle. BOH!!!!

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9 Responses to “T-Rex Replica: recensione, parte seconda”


  1. 1 thesonofalerik
    giovedì 30 giugno, 2011 alle 19:04

    Per pareggiare i conti con quel “pollice verso” su you tube (purtroppo la madre degli ignoranti è sempre incinta [diceva qualcuno]) io ho messo 2 o 3 “mi piace” sia a questo video che alla prima parte e li ho caricati nei miei preferiti 😛
    Continua così!!!!

  2. 3 thesonofalerik
    giovedì 30 giugno, 2011 alle 19:26

    Non ti preoccupare come diceva quell’altro tipo (oggi sono in vena di citazioni) “…eppur si muove” (il treble booster) piano, ma si muove (sto sperimentando transistor diversi, letti sui vari forum, per “centrare” meglio il suono di QUEL treble booster.
    Piccola domandina: quindi questa pedaliera è in pratica una “delay only”: flashback + T-rex + (volendo) il delay del regenerator ?

    • 4 vigilius
      giovedì 30 giugno, 2011 alle 19:33

      Il Regenerator fa le modulazioni che non sono delay… oddio in realtà sono una specie di segnale ritardato e poi modulato… mi sa che hai pure ragione. Dici che è grave? Smetterò di guardare delay. QUEL treble booster cambiava di volta in volta mi sa e la sua caratteristica principale mi sa fosse la pulizia. Certo che tu hai la stessa chitarra, il cube che simula anche un VOX e/o MARSHALL, se ricordo bene, quindi con un plettro duro non dovresti essere lontano da QUEL suono (mani a parte)

      • 5 thesonofalerik
        giovedì 30 giugno, 2011 alle 22:18

        No non è grave, e secondo me la ricerca DEL delay è analoga a quella DEL treble booster… quindi continua a cercare.
        Manine sante (le SUE) a parte mi ritrovo (per ora) con Strato (palettona) Made in Japan replica ’72 (da ritasttare) con, ad ora, corde Rotosound (?) 010-046, AmPlug AC30 della Vox (consigliato, l’Amplug non il modello, da Shreddreamer di MusicOff) a mo’ di Treble Booster (per ora) [amplug di cui 20 minuti fa, suonando, sono quasi morte le batterie] e Roland DAC15D [15 watt digitale] con sezione effetti incorporata con long delay, short delay, chorus e flanger (sempre attivo per cercare di recuperare un ciccini-ni-ni-no di dinamica).
        Plettri Dunlop Tortex, Fender Delrin e Fire Stone (?) 1.0.
        Secondo te cosa manca valvolare e treble booster a parte?

  3. 6 vigilius
    venerdì 1 luglio, 2011 alle 14:30

    Non ti manca nulla se ti diverti: il plettro duro è l’unica cosa necessaria, con la strato, per suonare ‘alla’ Blackmore: come LUI non è possibile. Se proprio proprio devi spendere un ampli piccolo valvolare, ma giusto per sfizio.

    • 7 thesonofalerik
      venerdì 1 luglio, 2011 alle 18:59

      Hai ragione tu come al solito, visto che divertirmi, mi diverto. Però, quelle sonorità di Fireball e Burn (intesi come album) che mi piacerebbe tanto “avvicinare”……… devo assssolutamante sbancare al “Gratta e vinci” 😛

      • 8 vigilius
        venerdì 1 luglio, 2011 alle 19:03

        La sonorità di Fireball è la strato con treble booster e VOX AC30, quindi fattibile; quella dell’album BURN la vedo già più dura perché non l’ho mai più sentita e forse è merito più del mix con pochi bassi che del suo ‘vero’ suono che infatti LIVE era molto più mastodontico. Ora dirò un’eresia, ma BURN per me è l’album perfetto!

  4. 9 thesonofalerik
    venerdì 1 luglio, 2011 alle 19:14

    Allora siamo due eretici 😉


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