07
Ago
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La mia terza stratocaster

Ed ecco giunta l’ora di presentare la mia terza stratocaster; come mai è passato così tanto tempo prima di questa presentazione ufficiale? Avrete notato che mi sono passate fra le mani chitarre che non sono mai state presentate ufficialmente come ‘la mia…’, ad esempio la BaCH o la Squier o la Fender messicana; in effetti una chitarra diventa ‘mia’ solo quando corrisonde in tutto a per tutto ad una mia ‘idea sonora’ ed ha subito le modifiche necessarie affinché diventi una parte essenziale del mio modo di esprimermi. Ok, lo so, ho detto un sacco di cavolate ed espresse pure male, ma vi assicuro che quando una chitarra la sento ‘mia’ allora la presento e, salvo casi eccezionali non prevedibili, tipo default delle finanze, rimarrà con me per sempre perché ha raggiunto ormai lo status necessario ad essere appunto una delle ‘mie’ chitarre. Strana storia quella di questa chitarra e chi mi ha seguito qui avrà seguito tutte le vicissitudini dell’acquisto e delle sue trasformazioni, le racconto in breve anche nel video; ora ha raggiunto la maturità e la posso presentare come terzo elemento del mio piccolissimo arsenale di Stratocaster. Ma sono tutte strato? Certo, “Che noia!” direte voi, ed avete ragione: ma ognuna ha una voce sua, una caratteristica sua che io sento come ‘mia’, come facente parte del mio modo di esprimermi. Ho la strato metallara anni ’80, la vintage ’74 per ‘sentirmi’ il ‘blackmore dei poveri’ ed ora ho questa che mi permette di esplorare nuovi mondi sonori: nella vita si cambia e invecchiando mi piace ‘lavorare’ con sonorità inedite, per me, e diverse dalle precedenti.

Continua pure la mia lotta personale con Youtube che mi ha pizzicato ancora con il copyright: questa cosa mi sta veramente facendo passare la voglia di fare video perché mi fa sentire quasi che fossi un malfattore quando invece voglio solo passare del tempo a suonare mettendo a disposizione la mia piccola esperienza accumulata negli anni. Nel video sentirete tre brani: il primo è su una base, regolarmente pagata, dove ho improvvisato in stile fusion; di tale brano non so neppure la struttura armonica, ho semplicemnete scoperto la il mi minore ci stava bene sopra ed ho suonato di conseguenza. Ho cercato di essere il più ‘fus(i)o(n)’ 😆 possibile lasciandomi alle spalle il mio retaggio rock: non so se ci sono riuscito, ma mi ha permesso di farvi sentire le differenti voci della mia strato.
Il secondo brano non ha bisogno di presentazioni: fa parte del mio passato che non rinnego e mi diverte sempre perché mi permette di sfogarmi facendo casino 😉
Il terzo, che credo sia quello ‘pizzicato’ dal copyright, è un’assoluta anteprima per me: suono completamente pulito dall’inizio alla fine con molti impacci e incertezze, ma volevo usare proprio quei suoni lì per costringermi a qualcosa di nuovo e difficile per me. Il vero problema è che l’ho ‘tirata giù’ ad orecchio e suonata, per esercitarmi, solo in due mezzi pomeriggi (ho trovato la tab, ma per leggerla ci ho messo una vita solo per il primo rigo scoprendo poi che ad orecchio imparavo il tutto in 10 minuti); questo ha fatto sì che non l’abbia memorizzata bene, non sia proprio come l’originale e non abbia fatto del tutto mio il pezzo. Va beh, l’importante è divertirsi, no?

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18 Responses to “La mia terza stratocaster”


  1. 1 thesonofalerik
    domenica 7 agosto, 2011 alle 11:39

    Una sola parola: GRANDE !!!! (come sempre)

  2. 4 Stefano
    domenica 11 settembre, 2011 alle 13:46

    Prima di tutto devo farti i complimenti per i video che hai pubblicato e anche per come suoni le tue strato! Volevo solo sapere una cosa se possibile…la Squier strato che si vede nei tuoi video è una standard o una affinity? Grazie anticipatamente per la risposta!

    • 5 vigilius
      domenica 11 settembre, 2011 alle 16:41

      Mi sto ancora mangiando le mani per averla data via anche se in parte permutata per quella che vedi essere la mia terza strato; comunque era una standard, chitarra più che dignitose.

      • 6 Stefano
        domenica 11 settembre, 2011 alle 17:10

        Grazie molto gentile! Siccome vorrei proprio acquistare una standard visto che il mio bugdet attualmente mi può permettere quel tipo di chitarra e poi sarebbe la mia prima strato. Tu che che sei un esperto di strato cosa ne pensi del corpo in agathis? visto che in certi forum parlano male di questo legno.

  3. 7 vigilius
    domenica 11 settembre, 2011 alle 17:58

    Sincero? Suonare e provare di più e leggere meno i forum. Scommetto che nessuno di quelli che parlano male dell’agathis saprebbero distinguerlo ad occhi bendati solo con le orecchie. Tutto dipende dal budget e dalle finalità: io non so manco cosa sia l’agathis, ma quella strato per il suo prezzo suonava e pure bene (va beh, aveva anche i pickup Di Marzio). Il legno conta meno di quanto si pensi nel suono finale di una chitarra elettrica; il top delle Squier comunque rimane la serie Classic Vibe o 50 o 60. Se puoi vai su quelle anche se non hanno il palettone e si rifanno ad un look più vintage. La standard che ho avuto io e un’altra che ho potuto provare spesso perché di un mio collega erano chitarre dignitosissime e ci si poteva togliere già delle belle soddisfazioni. Necessita di un buon setup e magari, ma solo se particolarmente esigenti, di un cambio pickup; chiaramente suona da strato e non ci fai heavy-metal! (anche se…)

    • 8 Stefano
      domenica 18 settembre, 2011 alle 12:50

      Ieri ho acquistato la squire strato standard! Avevi proprio ragione una buona chitarra! Solo una cosa volevo sapere da te anch’io uso per registrare guitar rig 3 però ho notato con i pick up single coil si sente un fruscio che non si sentiva con i pick up humbucker come mai?

      • 9 vigilius
        domenica 18 settembre, 2011 alle 17:22

        Per quello non c’è nulla da fare perché è proprio una differenza costruttiva fisica dei pickup: gli humbuckers hanno 2 bobine e la seconda serve proprio per togliere il ronzio e il rumore di sottofondo (il famoso ‘hum’ da cui prendono il nome); i single coil, quindi mono-bobina, hanno proprio come loro caratteristica il fatto di ‘ronzare’. L’unica cosa che puoi fare è tentare di limitare la cosa, ma non riuscirai mai ad eliminarla del tutto perché fa parte del progetto single coil. Puoi tentare di schermare meglio la chitarra, fare un circuito migliore con cavi e potenziometri di qualità ed evitare come la peste di suonare in vicinanza di luci al neon, tutte quelle a risparmio energetico lo sono, e, soprattutto, suonare nei pressi del computer. Infatti la prima cosa che impara un ‘suonatore’ di stratocaster è quella di azzerare il volume quando non suona per eliminare i rumori inutili; alla fine diventa parte del suonare. Non è quindi un difetto della chitarra, ma una sua caratteristica che, naturalmente, può piacere o meno. Certo per chi viene dagli humbuckers è un grande trauma all’inizio. Altra possibile soluzione è quella di cambiare i pickup mettendo i single coil stack, cioé quei pickup che hanno la forma di un single coil, ma sono in realtà humbucker con due bobine sovrapposte una sopra l’altra (non affiancate come negli humbuckers); il ronzio sparisce, ma perdi un po’ del suono strato, soprattutto l’attacco deciso e il suo tipico twang. La mia strato ‘metallara’, quella con il manico scavato, ha quei pickups al ponte e al manico ed infatti è quella che suona meno strato. La soluzione con questi pickup è quella che usa anche Malmsteen.

      • 10 Stefano
        domenica 18 settembre, 2011 alle 17:38

        Grazie! Sei stato preciso come al solito. Comunque non suono heavy metal ma preferisco rock anni ’70 ’80 ’90 e pezzi classici rivisti in chiave moderna visto che abbiamo da quello che ho capito abbiamo 4 anni di differenza insomma è proprio vero che dentro di noi si nasconde sempre un ragazzino!

  4. 11 vigilius
    domenica 18 settembre, 2011 alle 17:49

    La storia del ‘ragazzino’ è quella di una generazione che è vissuta di sogni – praticamente del tutto irrealizzati – e non si è mai rassegnata a crescere nell’ipocrisia, ma sogna ancora; in fondo non facciamo del male a nessuno (se non forse a noi stessi).
    W l’hard-rock!!!!!!!!!!

  5. 12 Claudio
    sabato 26 maggio, 2012 alle 18:18

    Da un anno circa, cioè da quando ho regalato una Ibanez (di quelle tutto compreso) a mio figlio, mi sono appassionato alla chitarra. Premetto, sono anche più grande (eufemismo per non dire più vecchio) di te ma la sbornia è veramente alta al punto che gli ho costruito una Fender strato alla quale ho messo dei pick up Mama. Tu li hai mai provati? Volevo un tuo parere anche perchè io non sento la differenza che c’è tra i vari pick up. Forse è colpa anche del fatto che ho insegnato per molto tempo Spinning quindi puoi immaginarti come sono ridotte le mie orecchie.

    • 13 vigilius
      sabato 26 maggio, 2012 alle 18:58

      No, non ho mai provato quei pickup perché non sono facilmente reperibili nei negozi. Sentire la differenza tra i vari pickups non è cosa facile e bisogna veramente applicarsi con attenziona, ma, specie se suoni, è avvertibile alle volte anche al ‘tatto’ nel senso che è proprio la risposta che è diversa, quasi più del suono stesso. Comunque se poni attenzione ai particolari e alle nuances del suono alla fine le percepisci; certi devi essere sui puliti, con un buon ampli e silenzio attorno. Fortunato tuo figlio 😉

  6. 14 Claudio
    domenica 27 maggio, 2012 alle 13:04

    ma non domo, gli ho comperato una strato american deluxe e stò costruendo una SG, una Les PAUL e a breve inizierò una telecaster. Penso anche io che mio figlio sia abbastanza fortunato! Se ti interessa potrei mandarti le foto della strato che ho costruito.

  7. 16 Claudio
    domenica 27 maggio, 2012 alle 21:13

    no,sono solo uno che suo malgrado ha TROPPO tempo libero e quindi per non impazzire si chiude in garage e prova a costruire chitarre. Non essendo molto pratico mi puoi spiegare come posso mandarti le foto?


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