03
Lug
13

Sturm und Drang – 1

Oggi si ascolterà qualcosa, prima però due cenni sul mixaggio che è avvenuto o il giorno dopo o un paio di giorni dopo, non mi ricordo più bene, ma la seconda ipotesi mi pare la più probabile. Non fu facile perché era la mia prima (e per ora anche unica) esperienza e partirono 2-3 ore: troppo? Non saprei: di certo un cattivo lavoro in questa fase rischia di vanificare tutto; questa fase fu tutta a carico mio e dell’uomo al mixer perché la mia collega si limitò a scegliere gli effetti da mettere tra i brani. Già, come tutti i neofiti appena lei scoprì che si potevano mettere degli effetti sonori ‘naturali’ alla fine ed all’inizio dei brani ci prese gusto e… per me esagerò, ma siccome pagava lei… Sui singoli brani parlerò quando sarà il momento, in linea generale posso dire che decidemmo di tenere la chitarra in diretta e quella microfonata allo stesso livello in un mix di circa il 50% a testa per tutto il CD in modo di avere un mix coerente ed uniforme. La chitarra microfonata perdeva un po’ in bassi, ma guadagnava in ambiente in modo che l’uso di riverberi digitali, Lexicon se ricordo bene, fu veramente limitato; fu scelto un ambiente ‘standard’ da ripetersi più o meno simile in tutti i brani con leggere variazioni tra uno e l’altro, ma difficilmente percettibili: sempre per mantenere l’uniformità del lavoro. Delay? Certo, potevano mancare con me? Qui vidi il mixerista con il cronometro in mano misurare il tempo della singola canzone e poi sincronizzare il delay attraverso un calcolo matematico che lui faceva a memoria e che poi ‘correggeva’ ad orecchio: voi direte che si sente poco ed è vero, ma abbiamo tentato di mantenere il suono originale il più puro possibile. La chitarra praticamente non è stata equalizzata se non con l’equilibrio delle due tracce registrate sempre in contemporanea, diretta e panoramico, ed anche la voce non ha subito molti interventi. Quindi alla fine si trattava solo di equilibrare i volumi, lavoro comunque non facile e ricco di possibili sfumature.

Vi avverto: le canzoni sono tutte un po’ soporifere, ma non le ho scelte io e poi il duo chitarra voce non permette più di tanto.

Annie’s Song – Questa canzone di John Denver l’avevamo già eseguita dal vivo e quindi era quella che conoscevamo meglio e da questa abbiamo iniziato a registrare: io in soffitta e la cantante in cantina! L’arrangiamento originale fu suonato nella mia scuola in occasione della nascita della bambina di una mia alunna (già, mi è capitato anche questo): Anna, appunto. Ora è già grandina ed andrà alle superiori, ma fu un momento comunque bello e felice ed a fine anno io, la mia collega, 3 violini e un violoncello la suonammo alla ‘mamma’ per dedicarle buona fortuna per l’esame e, soprattutto, la vita. L’arrangiamento dei violini e violoncello era mio: cantato prima a voce e poi scritto su spartito; cosa non ho fatto io nella mia vita… Comunque questa volta era solo chitarra e voce e quindi ho rivisto l’arrangiamento per l’occasione. La cosa difficile è stata mantenere la fluidità dello spostamento dei bassi cosa che, mi pare, mi sia riuscita piuttosto bene. Ne abbiamo registrate 3 versioni diverse e poi tenuta la prima: la chitarra classica è suonata con le dita ed aveva veramente tutti quei bassi dati anche dal mio pollicione sui bassi; ancora oggi sono stupito di come sapessi suonare fluido e pulito, oggi me lo scordo! Scelto il primo take della canzone decisi di suonarci sopra anche con l’acustica in strumming, ma nel mix abbiamo deciso di tenerla molto bassa ed entrare con un lunghissimo ‘fade in’ fatto a mano ‘al volo’, infatti all’inizio non c’è proprio nel mix. La canzone ha un verso che ricorda proprio il mare che ha dato il titolo al CD ed ha ispirato i suoni naturali all’inizio; nel ritrovo pre-pranzo dove l’abbiamo velocemente ripassata, come già detto la conoscevamo, mi è venuta l’idea di bloccare la chitarra quando nella seconda parte viene ripetuta la frase del titolo del CD e così abbiamo fatto. Così quello è stato il momento in cui il climax raggiunge il massimo e la seconda chitarra scompare; secondo me abbiamo ottenuto un bell’effetto. Ogni tanto mi piace riascoltarla: non è un capolavoro, ma non è fastidiosa e si lascia ascoltare in modo innocuo.

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3 Responses to “Sturm und Drang – 1”


  1. 1 Simone
    mercoledì 3 luglio, 2013 alle 19:09

    Bella davvero molto molto bella, ottima esecuzione strumentale, anche se a dire il vero la cosa che mi ha stupito di più è la voce (spero che strum non me ne voglia) davvero molto calda.

    • 2 vigilius
      mercoledì 3 luglio, 2013 alle 19:28

      Sturm ti perdona perché sa benissimo che il suo ruolo era di essere una comparsa, ma gli arrangiamenti sono miei e secondo me ascoltando poi anche gli altri pezzi viene fuori il limite della cantante che è molto brava, ma… sentirai 😉


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