06
Mar
15

Svelato anche l’ultimo test

Va beh, con tutta “l’educazione” che vi ho fatto con gli ascolti precedenti ormai questo test svolto con i pedali di fatto non aveva più nessun segreto ed era facilissimo riconoscere i due amplificatori: A=Blackstar HT-40, B=Peavey Classic 30. Il suono del Peavey rimane sempre molto inscatolato, ma si comporta bene con i pedali, il Blackstar è molto più Hi-Fi cosa che può piacere o meno; di certo c’è che il Classic 30 ha un look spettacolare con quel tweed e con il suo OD tirato ben benino ci fai rock-blues alla grande, specie con gli humbucker, ma è un suono abbastanza lontano da quello che cerco io.

Comunque ho già restituito da un po’ il Classic 30, ma altre trasformazioni sono in atto. Tanto per cominciare mi son presentato alle prove con la mia pedaliera ultima versione e cioè quella che già conoscete: questa qua sotto!

Ma non ho portato il Blackstar HT-40 come amplificatore bensì un ‘volgare’ transistor prestatomi da Cut: il Peavey Bandit 112 ‘red stripe’ rigorosamente Made in China.

Volete ridere? Mi hanno fatto i complimenti per il bel sound che avevo: naturalmente l’ho usato sul pulito e solo con i pedali, ma il piccoletto si è difeso alla grande e considerate che l’altro chitarrista ha un Hot Rod che per me è un amplificatore spettacolare sul pulito e con i pedali. Penso che ora contratterò un buon prezzo con l’amico Cut – oppure lo tengo in ostaggio – e mi tengo il Bandit come ‘muletto’ in sala prove e casomai le valvole facessero strani scherzi.

A questo proposito credo anche che dopo oltre 4 anni il Blackstar potrebbe aver finito di svolgere il suo ruolo e magari mi metto a cercare qualcosa di più piccolo; una delle cose che ho capito iniziando di nuovo a strimpellare in un gruppo è che oggi non è più possibile usare wattaggi esagerati: se mi capitasse di suonare all’aperto, come un tempo, potrei sempre microfonare un ampli piccolo o usare la mia JCM800/bulldozer , in una situazione chiusa mi ero preso il 40 watt per avere riserva di pulito, ma raramente vado oltre ore 9 di volume altrimenti copro anche il batterista. Con il Peavey addirittura sto più basso   🙄 . Quindi? Quindi perché non prendere una di quelle mini-testate con cassa da un solo cono da 12″ per girare agilmente e non tirarsi dietro sempre kg. inutili? Ieri sera stavo conversando con Chicco che lavora per Gurus – io ho queste fortune sfacciate per cui riesco a parlare anche con i produttori e/o loro rappresentanti – che mi diceva: “non farti trarre in inganno dal “valore” del volume. Un twin ha si cento watt, e lo si tiene a 1-2 di volume.. In realtà non c’è molto di più.. Oltre il 4 cruncha e comprime e basta, non è infinito il pulito.. Sono settaggi che i costruttori hanno sempre utilizzato quando c’era la moda dei ‘tanti watt è meglio’. […] Beh tanto dipende dall’altoparlante.. Il Vox AC-30 ti rovescia ed era un 30 watt. Aveva altoparlanti molto morbidi, che si muovono con poca corrente, ma ormai coni cosi non ne trovi piu, e avevano anche i loro contro. Lo standard ormai sono i V30. Il fatto è che basarsi sul dato dei watt del produttore è un po’ fuorviante, sono spesso dati “nominali” o “commerciali” per dire: 2 finali = 50 watt. La plexy 50 in realtà ne sparava 36rms.”

Come vedete, anzi leggete, c’è sempre qualcosa da imparare: da tutti! Cose che in parte conoscevo già, ma che il ‘rumore di sottofondo’ tipico di certi forum tende a farti dimenticare; da questo punto di vista suonare con qualcuno ‘in carne ed ossa’ aiuta a capire molte cose perché suonare da soli in camera è una cosa, suonare ‘al servizio’ di un gruppo è ben altra anche a livello sonoro. Quindi tutto è possibile: potrei rivoluzionare ancora tutto dall’ampli, ai miei amati delay! Anche il Replica, che è lì da tantissimo, è sacrificabile in nome dell’economia di quello che realmente mi serve in un contesto sonoro ‘LIVE’, ma su questo parlerò in futuro; in questa ‘rivoluzione copernicana musicale’ non mi pongo limiti, tranne quelli imposti dalle mie magre finanze, ma ho scoperto che ormai sono tornato ad un’economia di baratto: saranno anni che in pratica le spese ‘importanti’ non sono vere spese, ma in realtà permute, insomma ‘baratto’ qualcosa per altro.

La pedaliera? Tranquilli, è ancora quella, ma sto sperimentando altri due pedali: uno è questo qua sotto preso dal mitico AndreaUeb che è stato così gentile da portarmelo a Torino mentre ero a trovare mio padre.

Così anch’io posso provare l’ebrezza di testare una specie di ‘Klon dei poveri’; l’altro? L’altro è di colore blu e non dico altro per ora   😛 .

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