07
Mar
15

Un pedale di sangue blu

Ne avevo parlato giusto ieri e non mi riferivo al mio Mooer Blues Mod e neppure al pedale da cui trae origine, cioè il BOSS Blues Driver, ma mi riferisco ad un  pedale che non solo è blu di fatto, ma anche di origine dato che ricrea il canale di un amplificatore abbastanza famoso ed è realizzato dallo stesso autore di tale amplificatore: garanzia di qualità insomma!

Trovato usato nel ‘mio’ negozio di fiducia non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di provarlo con la chiara intenzione di tenerlo. Bogner è sinonimo di qualità ed infatti il pedale è veramente robustissimo a vedersi: il pannello frontale lascia intendere tante possibilità di regolazione e quindi potrebbe veramente essere l’OD o distorsore di ‘sangue blu’ che cercavo e che manca nel mio arsenale.

Ma mi manca davvero? Forse il primo errore l’ho commesso proprio qui e il secondo è quando continuo a restare ‘affascinato’ leggendo il nome ‘Plexi’ da qualche parte su un pedale; la Plexi è la testata Marshall più osannata del rock ed ogni volta che vedo scritto o so che un pedale in qualche modo si rifà a quel modello… ebbene ci casco e voglio provare. Mi convinco sempre di più che il Plexi-sound forse non è il ‘mio’ suono.

L’idea era di sostituire il Crunch Distortion con qualcosa di veramente rock di qualità assoluta; il pedale nuovo costa uno sproposito: raramente si trova nuovo a meno di 300 euro, cifra per me non giustificabile nonostante la qualità. Comunque sia è usato e quindi starei sotto quella cifra anche se per me sempre troppo visto che ci avviciniamo parecchio ai 200 euro che, secondo me, è il prezzo forse più giusto del pedale. Ancor prima di inserire i jack ero pronto ad una resa incondizionata del rosso Joyo Crunch Distortion: come è possibile che un pedale da 35 euro possa sostenere il confronto con uno da 300? Non esiste possibilità alcuna che il duello sia alla pari. Che la ‘demolizione’ abbia inizio!

A parte la differenza macroscopica delle dimensioni, la prima cosa che balza ‘alle orecchie’ è che il crunch distortion appena inserito anche con il GAIN sotto la metà, come lo uso io, emette un bel fruscio anche se inferiore a quello dell’ampli con il canale OD inserito; il Bogner anche con GAIN al massimo è praticamente muto, solo inserendo il boost il fruscio aumenta, ma a livelli normali, di certo non arreca fastidio e vi assicuro che questo boost pompa e parecchio. Ancor prima di emettere un suono la ‘debacle’ del piccolo Joyo è annunciata e si sta consumando, ma è ora di sentir le differenze sonore. Purtroppo non ho avuto tempo di registrare e temo non ne avrò anche in futuro quindi dovete accontentarvi delle parole.

Come dicevo la parola Plexi sul pedale ‘frega’ perché emula una Plexi, ma in leggero crunch ed anche mettendo il GAIN al massimo otteniamo solo un clean bello sporco, ma di certo non il rock devastante che associo al nome Plexi; sia chiaro, la Plexi appena ‘crunchata’, orribile neologismo, ha un gran bel suono, ma mi aspettavo altro. Con lo switch su Blue le cose cambiano e di parecchio anche se non si arriva mai a dei crunch veramente esagerati. Con la Strato poi raggiungere suoni veramente cattivi non è affatto facile: messo GAIN al massimo, boostato prima dal MicroAmp plus (altro pedale veramente ben fatto, ma che sta giocandosi il posto in pedaliera con il Soul Food) e settato al massimo della cattiveria con gli switch rimane sempre definito, ma mai esageratamente dirompente. Se inseriamo il boost del Bogner allora le cose cambiano e di parecchio anche mantenendo le due piccole manopoline che lo regolano, volume e gain, al minimo; anzi, mi domando come si possa alzare ancora il volume perché anche tenendolo al minimo il risultato è una botta allucinante. Il Crunch Distortion, a confronto, a meno della metà del GAIN è già oltre e ben ‘al di là del bene e del male’ di questo Bogner. Di contro il Bogner ha una dinamica pazzesca: anche tutto tirato si pulisce con la manopola del volume e/o il tocco in modo sorprendente, il Crunch Distortion no, è un pedale della serie ‘o tutto o niente’. Interessante lo switch variac che dovrebbe simulare il SAG delle valvole negli ampli vintage: il risultato è che si perde volume e saturazione specie sul lato Plexi. Capire cosa facciano gli altri switch è veramente roba da palati fini – ehm, orecchie fini, sto scrivendo prima di cena – perché più si alza il GAIN e più il loro effetto sparisce. Naturalmente voi direte che anni di JCM800 mi hanno rovinato le orecchie, ma vi devo deludere: una visita di un paio di anni dall’otorino mi aveva confermato che ho ancora ‘nonostante l’età’, come disse testualmente il dottore, un udito ottimo al punto che mi disse che ‘sento quasi crescere l’erba’! (l’importante è vederla crescere da sopra e non dalle radici   🙄 ) Oggi in un centro commerciale c’era la prova dell’udito gratis e l’ho fatta per divertimento: ero sul verde in tutte le frequenze testate, ma molto sul verde e quindi gli operatori, delusi, non mi hanno neanche proposto la visita di controllo. Altra cosa strana è che il suono che esce è abbastanza legnoso e pieno di medio-basse, ma questo forse si spiega con il fatto che è stato riproposto il suono della testata Ecstasy proprio della Bogner, quindi c’è un po’ ‘quel suono’ in questo pedale. Per trovare il ‘mio’ sound dovevo regolare l’EQ in modo abbastanza atipico: medi a metà, bassi poco oltre lo zero ed acuti quasi al massimo.

Vi lascio questo video che è rappresentativo del suono del pedale, dal momento che io non ho tempo di farlo.

Voi direte che è bello cattivo, certo, ma ha gli humbucker, con i single coil è un po’ diverso, molto diverso. Volete i single coil? Allora vi beccate Sam Vilo, ma occhio che quello fa suonare bene tutto, ha il pedale inserito in una testata Germino ed ho il forte sospetto che il suo pulito sia in realtà già leggermente sporco; la dinamica si sente tutta comunque, ma io non riesco a farlo suonare così bene (non ho le sue mani!)

Ripeto: il pedale suona benissimo ed ha forse come unico difetto quello di avere la sezione boost poco gestibile a livello di volume, ma io ne sono rimasto un po’ deluso perché forse mi aspettavo altro, mi aspettavo un pedale stile Plexi pompata. In quest’ultimo ruolo il Joyo da 35 euro si comporta meglio nonostante i suoi mille difetti.

Questa è la mia prima impressione e purtroppo non so se avrò tempo di provarlo un’altra volta prima di decidermi se restituirlo o meno.

Annunci

7 Responses to “Un pedale di sangue blu”


  1. 1 son of aleric
    sabato 7 marzo, 2015 alle 22:14

    Era proprio ora di cena…..hai scritto “…dopo Hanni di JCM 800…” 😯 Un calo di zuccheri? 😆 😆 😆

  2. 2 son of aleric
    sabato 7 marzo, 2015 alle 22:16

    E…..gia che ci sei correggi anche “scrittio”….. 😳

  3. domenica 8 marzo, 2015 alle 15:02

    Che bel pedale, di cui non conoscevo l’esistenza! La modalità blue è mooolto interessante. A me piace molto il plexi sound, e a tal proposito ho trovato un momentaneo equilibrio sonoro col plexitone della carl martin vecchio modello (quello con due stati di gain più boost)…che è a dir poco favoloso, e credo ti possa piacere parecchio (è molto blackmoriano nella modalità crunch)…è tutt’altra cosa rispetto al plexitone single channel che hai già avuto modo di provare, IMHO 🙂

    Concordo su ciò che dici riguardo il pedale inserito nella testata germino…al di là di com’è settato, l’ampli agisce in maniera significativa sul pedale (ne so qualcosa, dato che ho di nuovo cambiato ampli, tornando al mesa express 5:50 che i pedali si che li mangia 🙂 )

    Buona domenica vigilius!

    • 7 vigilius
      domenica 8 marzo, 2015 alle 17:44

      Buona domenica anche a te e… non sei il primo che mi parla parecchio bene del Plexitone Carl Martin che ha come difetto il ronzio introdotto dall’alimentatore – non succede sempre, ma capita – e le dimensioni ‘generose’: dovrei rinunciare ad un delay per metterlo in pedaliera ed ha quell’odiosa alimentazione interna che fa uscire una cavo della 220. Mi sa che lo provo se lo vedo in giro.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


PRIVACY POLICY E COOKIE POLICY

Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all'uso dei cookie. In alternativa è possibile rifiutare tutti i cookies cambiando le impostazioni del proprio browser oppure uscire dal sito. Qui di seguito potete trovare la gestione della privacy e dei cookie da parte di Automattic (la società che gestisce la piattaforma Wordpress.com) Privacy Policy and Cookies; per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Law.

Benvenuti!

Questo blog è dedicato a tutti gli appassionati di chitarre, direi quasi esclusivamente Fender, e del vecchio e sano Hard-Rock anni '70. Il mio è solo un hobby condiviso in rete quindi il sito è da considerarsi 'amatoriale' e non ha nessuno scopo di lucro.

Avvertenze

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
marzo: 2015
L M M G V S D
« Feb   Apr »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Visitatori

  • 134,408 visite
Follow Vigilius's Weblog on WordPress.com

Blog che seguo

Categorie

Archivio


Ritchie Blackmores Rainbow

Ritchie Blackmore's Rainbow - the ultimate resource

Mauro Principi

La musica è arte, armonia, cultura, e soprattutto cibo per l'anima.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: