26
Giu
15

Liutaio? Sì, grazie!

Oggi ho deciso di fare il grande passo e due mie strato, le più nuove, sono finite dal liutaio. No, non dal mio amico del negozio, ho voluto provare a fare un salto di qualità osando qualcosa di più e mi sono ricordato che a poco più di una ventina di chilometri da casa mia c’è una persona che le chitarre le costruisce: se non è un liutaio lui! Si tratta della strato reliccata e della strato del bù: funzionano bene tutte e due, ma ogni tanto qualche nota ronza ed ho certi tasti già segnati pesantemente: curiosamente, o forse no, il tasto della nota ‘la’ sulla corda di ‘sol’ dove evidentemente quando faccio l’accordo di re premo come un dannato. Era anche un banco di prova per vedere come erano i miei setup fatti su due chitarre che ho rimaneggiato tante volte e di fatto sono un ‘miscuglio’ di pezzi provenienti da altre parti come ben sa chi segue il mio blog.

Prima di tutto permettetemi di dire che entrare nella stanza di un liutaio è sempre uno spettacolo: la prima cosa che ho notato sono stati un corpo forma strato in noce ed un manico, sempre stile strato, in legno scuro ‘duro’ che stavano asciugando dopo la verniciatura: subito ho pensato alla mitica walnut strat che da giovane mi ha tolto il sonno per anni!

Non so a voi, ma a me questa strato ha sempre colpito moltissimo: notare che non amo il battipenna nero e le meccaniche dorate, preferisco il manico in acero eppure… ha un suo fascino. Non sarà così la strato che ho visto, ma io l’ho subito immaginata così: fortunato in ogni caso il futuro proprietario, già così ‘nuda’, a pezzi ed appesa ad asciugare faceva un figurone. Poi è sempre bello vedere il legno grezzo in giro, legno che ha già preso la forma di vari corpi o manici. L’odore del legno poi è veramente speciale… e non sono stato nel posto dove si effettua la sagomatura e taglio del legno, magari la prossima volta, chissà!

Comunque il liutaio – che ha un nome, Matteo – ha guardato le mie strato ed ha detto che non sono poi messe così male e forse un buon setup mette a posto tutto anche se sulla ‘strato del bù’ secondo lui ci sono un po’ di tasti alzati e quindi forse è necessaria una rettifica. Ha subito notato che tengo il ponte sollevato – devo essere ormai uno dei pochi della ‘vecchia guardia’ ad usarlo ancora così – ha pure notato che ho l’action delle corde altissima: qui si può migliorare, ma prima deve controllare anche l’assetto corpo-manico che in tutte e due è leggermente disassato. L’avevo capito anche io, ma non ho mai avuto il coraggio di intervenire perché è un’operazione che richiede una certa esperienza ed è meglio che intervenga chi lo sa fare. Bisogna avere anche l’umiltà di capire che certe cose è meglio lasciarle fare a chi è più esperto di me.

La strato sunburst reliccata ha detto che a guardarla è veramente riuscita bene ed in effetti ha ragione al punto che la folle idea di scambiare i manici tra le due mi è passata in un attimo. La strato del bù ha un manico veramente grosso, è rimasto stupito anche lui, grossi anche i tasti, troppo per me (la rendono quasi una chitarra scallopped), ed un look più moderno; ha però notato che ha delle belle venature del legno sul corpo. Infatti avevo pensato di riverniciarla e lui naturalmente lo farebbe anche, ma mi ha consigliato, nel caso volessi farlo, di non usare un colore coprente perché quelle venature sarebbe un peccato nasconderle. Certo che la terza chitarra sunburst sarebbe veramente un’esagerazione!!!!!!!!! Oddio, già sono tre e quindi se cambio, cambierei del tutto. Visto che ha il manico con un acero così chiaro pensavo ad un olympic white o comunque a qualcosa di chiaro, qualcosa tipo così.

Lo so, il manico è in palissandro, ma è per vedere il colore; ok, avete ragione: praticamente identica all’altra che ho! Poi non si vedono le venature del legno… anche questo colore è affascinante e si vedrebbero le venature.

 

Forse un po’ troppo ‘femminile’; ah, tra l’altro ho scoperto, me l’ha detto lui, che c’è anche il metodo di scurire il legno con le lampade UV   😮 .

Probabilmente non farò nulla perché prima voglio essere sicuro che liuteristicamente la chitarra sia a posto, poi si vedrà! Però non venitemi a dire che se potessi farla diventare così non sarebbe bella (battipenna ‘verde-latte-menta compreso).

 

Ok, ok, avrei il ponte moderno etc., ma bella lo è comunque! (comunque un ponte vintage che mi avanza e praticamente nuovo ce l’avrei pure).

Visto in giro pickup I-Spira montati su varie chitarre e, per l’occasione, proverò anche delle corde nuove che lui utilizza per i suoi setup: da fesso non avevo portato le mie. Saranno corde D’Orazio, italiane.

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