Archive for the 'amplificatore' Category

05
Apr
16

Father of loud day 2016

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15
Gen
16

MOD stupido

Questa passerà alla storia come la modifica più stupida ed inutile che si possa fare ad un amplificatore Fender Hot Rod Deluxe III: in origine la luce che indica che c’è corrente è rossa come sul 99% degli apparecchi elettrici, ora invece è… DEEP PURPLE!

02
Gen
16

Anno nuovo…

Anche se già so che non sarà un buon anno, anzi, almeno dal punto di vista della mia strumentazione le novità sono radicali e definitive. C’è ancora tanto spazio, ma a parte un delay-di-servizio e forse un booster, ma per ora non ne sento il bisogno, avrei comunque lo Spettrodrive nel cassetto pronto ad entrare, non vedo cosa altro potrebbe servirmi: forse l’Hall of Fame mini, ma anche qui per ora non ne sento l’esigenza dato che il riverbero dell’Hot Rod Deluxe fa egregiamente il suo dovere (anche se il plate un po’ mi manca insieme a qualche esagerazione tipo church!)

L’immagine non rende onore alla Strato del bù con la nuova colorazione: non si vedono le venature del legno ed anche il colore, nonostante non abbia usato il flash (ecco perché l’immagine è così sgranata), è falsato. Insomma, un’altra strato impossibile da fotografare perché cambia look a seconda della luce: va dal giallino molto tenue, al grigio sporco sino al verde-vomito che tanto piace a Son of Aleric. I più attenti avranno notato anche un cambiamento di posizione delle due modulazioni che si trovano tutte e due all’inizio del percorso del segnale: così frusciano un bel po’ quando esagero con il gain, nonostante una sia analogica e l’altra digitale, ma se le metto nel send/return del Gurus non frusciano più anche se secondo me sono meno efficaci, infatti anche prima ne avevo una davanti e l’altra dopo le distorsioni; ma questi sono piccoli aggiustamenti che non cambiano la sostanza del tutto. Anche il Ditto Looper è lì più che altro per non lasciarlo chiuso nel cassetto, lo uso solo per i video per farmi una base su cui ‘giocare’, ma non esiterò a toglierlo anche solo per dare più aria agli altri pedali.

Ora un’immagine con il flash: anche questa però non coglie il giusto colore della Strato; insomma, avere strato dal colore impossibile da fotografare è un po’ la mia ‘dannazione’!

Da ultimo aggiungo solo che tutto questo non mi è costato un euro: ho riscoperto l’arte del baratto e quindi anche se sicuramente nel tempo ci ho perso qualche cosa, tutto quello che vedete (verniciatura Strato a parte) è frutto di compra-vendite e permute. A dire il vero sono anche in attivo al punto che metà della verniciatura della strato me la sono sovvenzionata tramite la vendita di pedali precedenti. E avrei ancora qualcosina da vendere come, ad esempio, il Vibe artigianale di MNK…

23
Dic
15

Nuovo corso

Sarebbe stato più ‘figo’ dire New Deal, ma sto portando avanti la mia piccola e inutile battaglia per il salvataggio della lingua italiana contro i ‘barbari d’Albione’ e quindi? Quindi si riparte da qui!

Fender Hot Rod Deluxe III trovato usato con cono Celestion V30 e valvole finali JJ sostituite dal venditore venerdì scorso. L’accoppiata Fender Strato + Fender ampli sul pulito è un’assoluta novità per me ed è veramente bella; poi con il Gurus DoubleDecker avrò alla portata di due click i suoni di ben due tipi di Marshall. Semplice e, mi auguro, efficace.

P.S. – Dell’Alter Ego non so ancora che fare, cioè se tenerlo o no: vedrò…

21
Dic
15

The End

Neppure io pensavo sarei stato capace di essere così radicale, però è successo: un po’ per caso e po’ voluto resta il fatto che del mio passato prossimo sembra rimanere veramente ben poco. Confrontando questa immagine con quella del 29 novembre, poco più di venti giorni fa, sembra indubbiamente finita un’epoca.

La cosa strana è che non provo nessun rimpianto: “Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e, dal chiaroscuro, esso non si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo”.

 

06
Mar
15

Svelato anche l’ultimo test

Va beh, con tutta “l’educazione” che vi ho fatto con gli ascolti precedenti ormai questo test svolto con i pedali di fatto non aveva più nessun segreto ed era facilissimo riconoscere i due amplificatori: A=Blackstar HT-40, B=Peavey Classic 30. Il suono del Peavey rimane sempre molto inscatolato, ma si comporta bene con i pedali, il Blackstar è molto più Hi-Fi cosa che può piacere o meno; di certo c’è che il Classic 30 ha un look spettacolare con quel tweed e con il suo OD tirato ben benino ci fai rock-blues alla grande, specie con gli humbucker, ma è un suono abbastanza lontano da quello che cerco io.

Comunque ho già restituito da un po’ il Classic 30, ma altre trasformazioni sono in atto. Tanto per cominciare mi son presentato alle prove con la mia pedaliera ultima versione e cioè quella che già conoscete: questa qua sotto!

Ma non ho portato il Blackstar HT-40 come amplificatore bensì un ‘volgare’ transistor prestatomi da Cut: il Peavey Bandit 112 ‘red stripe’ rigorosamente Made in China.

Volete ridere? Mi hanno fatto i complimenti per il bel sound che avevo: naturalmente l’ho usato sul pulito e solo con i pedali, ma il piccoletto si è difeso alla grande e considerate che l’altro chitarrista ha un Hot Rod che per me è un amplificatore spettacolare sul pulito e con i pedali. Penso che ora contratterò un buon prezzo con l’amico Cut – oppure lo tengo in ostaggio – e mi tengo il Bandit come ‘muletto’ in sala prove e casomai le valvole facessero strani scherzi.

A questo proposito credo anche che dopo oltre 4 anni il Blackstar potrebbe aver finito di svolgere il suo ruolo e magari mi metto a cercare qualcosa di più piccolo; una delle cose che ho capito iniziando di nuovo a strimpellare in un gruppo è che oggi non è più possibile usare wattaggi esagerati: se mi capitasse di suonare all’aperto, come un tempo, potrei sempre microfonare un ampli piccolo o usare la mia JCM800/bulldozer , in una situazione chiusa mi ero preso il 40 watt per avere riserva di pulito, ma raramente vado oltre ore 9 di volume altrimenti copro anche il batterista. Con il Peavey addirittura sto più basso   🙄 . Quindi? Quindi perché non prendere una di quelle mini-testate con cassa da un solo cono da 12″ per girare agilmente e non tirarsi dietro sempre kg. inutili? Ieri sera stavo conversando con Chicco che lavora per Gurus – io ho queste fortune sfacciate per cui riesco a parlare anche con i produttori e/o loro rappresentanti – che mi diceva: “non farti trarre in inganno dal “valore” del volume. Un twin ha si cento watt, e lo si tiene a 1-2 di volume.. In realtà non c’è molto di più.. Oltre il 4 cruncha e comprime e basta, non è infinito il pulito.. Sono settaggi che i costruttori hanno sempre utilizzato quando c’era la moda dei ‘tanti watt è meglio’. […] Beh tanto dipende dall’altoparlante.. Il Vox AC-30 ti rovescia ed era un 30 watt. Aveva altoparlanti molto morbidi, che si muovono con poca corrente, ma ormai coni cosi non ne trovi piu, e avevano anche i loro contro. Lo standard ormai sono i V30. Il fatto è che basarsi sul dato dei watt del produttore è un po’ fuorviante, sono spesso dati “nominali” o “commerciali” per dire: 2 finali = 50 watt. La plexy 50 in realtà ne sparava 36rms.”

Come vedete, anzi leggete, c’è sempre qualcosa da imparare: da tutti! Cose che in parte conoscevo già, ma che il ‘rumore di sottofondo’ tipico di certi forum tende a farti dimenticare; da questo punto di vista suonare con qualcuno ‘in carne ed ossa’ aiuta a capire molte cose perché suonare da soli in camera è una cosa, suonare ‘al servizio’ di un gruppo è ben altra anche a livello sonoro. Quindi tutto è possibile: potrei rivoluzionare ancora tutto dall’ampli, ai miei amati delay! Anche il Replica, che è lì da tantissimo, è sacrificabile in nome dell’economia di quello che realmente mi serve in un contesto sonoro ‘LIVE’, ma su questo parlerò in futuro; in questa ‘rivoluzione copernicana musicale’ non mi pongo limiti, tranne quelli imposti dalle mie magre finanze, ma ho scoperto che ormai sono tornato ad un’economia di baratto: saranno anni che in pratica le spese ‘importanti’ non sono vere spese, ma in realtà permute, insomma ‘baratto’ qualcosa per altro.

La pedaliera? Tranquilli, è ancora quella, ma sto sperimentando altri due pedali: uno è questo qua sotto preso dal mitico AndreaUeb che è stato così gentile da portarmelo a Torino mentre ero a trovare mio padre.

Così anch’io posso provare l’ebrezza di testare una specie di ‘Klon dei poveri’; l’altro? L’altro è di colore blu e non dico altro per ora   😛 .

05
Mar
15

Ultimo test con i pedali

Stessa chitarra e stessi amplificatori, ma stavolta vediamo come si comportano con i pedali; quali? Mooer Blues Mod, Mad Professor Sweet Honey e Joyo Crunch Distortion. I pedali sono facili da scoprire anche perché ne dico il nome all’inizio degli esempi sonori.




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Mauro Principi

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