Archive for the 'Blackstar HT-40' Category

21
Dic
15

The End

Neppure io pensavo sarei stato capace di essere così radicale, però è successo: un po’ per caso e po’ voluto resta il fatto che del mio passato prossimo sembra rimanere veramente ben poco. Confrontando questa immagine con quella del 29 novembre, poco più di venti giorni fa, sembra indubbiamente finita un’epoca.

La cosa strana è che non provo nessun rimpianto: “Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e, dal chiaroscuro, esso non si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo”.

 

27
Nov
14

Post inutile

Già, ma è risaputo che invecchiando si rincitrullisce   😛 .

L’immagine è di più di un mesetto fa, ma illustra bene il gradi di demenza raggiunto dal sottoscritto; a esser pietosi sarebbe più giusto dire che mi segno le cose per non dimenticarle anche se la scritta a sinistra…   🙄

Considerando poi il fatto che stavo per mettere la ‘mia firma’ sul frontalino davanti dovete ammettere che son stato persino sobrio. Ma in cosa consiste la ‘special edition’? Basta guardare dentro per capire.

Completamente rivalvolato con valvole Tung Sol Gold Pin nel preamplificatore e EL34 JJ nella sezione finale; cono Celestion V30.

Ora suona come dico io!

03
Set
14

Si riparte!

Ripartire da zero vuol dire riscoprire il suono ‘nudo e crudo’ del proprio amplificatore e riscoprire che mi piace ancora parecchio; almeno questa è la mia opinione anche se so che l’amico 4roses invece l’ha venduto   😥 . Ma c’è di più: dopo ben 4 anni che è qui con me è finalmente diventato ‘mio’, come? Semplice: ho finalmente tolto l’adesivo della bandiera inglese e il cartellino dell’ISF che non avevo mai toccato da quando l’avevo portato a casa.

Non è proprio come quando l’ho preso perché qualche modifica c’è stata. Prima di tutto quella estetica delle manopole ‘a becco’ chiare che fanno un po’ ‘old school’ – e sono facilmente leggibili – poi il cambiamento delle valvole del pre con delle Tung-Sol e per finire il ‘nuovo’ cono Celestion Vintage V30. Ora suona proprio come dico io e cioè bene   🙂 . Non sarà la Limited Edition uscita quest’anno, con il bel tolex viola e il V30 come la mia modifica, ma è ancora quasi nuovo nonostante qualche viaggetto su e giù per l’auto l’abbia fatto.

Che dire del suono? Beh, se l’ho comprato ai tempi dopo lunga ricerca un motivo ci sarà stato e devo dire che mi soddisfa ancora: un pulito, volendo, molto cristallino e una distorsione rock potente che arriva ad essere estrema, anche troppo. Dove è un po’ manchevole questo combo è nel territorio in mezzo, cioè quello del crunch leggero ed è proprio per questo motivo che partì la lunghissima epopea della pedaliera che poi è finita per andare per strade diverse. Per le prove in saletta anche così, senza nessuna aggiunta, basta e avanza; non sono mai riuscito a ‘tirarlo’ a dovere, infatti è questa la grande incognita: con il master sino a metà rimane con le sue caratteristiche, oltre… non so bene. L’unica volta che lo feci non mi piacque molto, ma aveva ancora il vecchio cono; penso che non mi capiterà più di arrivare così in alto perché mal che vada lo microfono o uso la sua uscita ‘speaker emulation’ che è fatta molto bene (testata in un paio di situazioni).

So perfettamente che non è un ampli boutique e neppure blasonato,: è roba quasi da supermarket con il suo ‘Made in Korea’ scritto sul retro, anche se su progetto inglese. Questo è quello che posso permettermi ed in fondo mi va più che bene perché avere di più sarebbero soldi sprecati; poi, detto tra di noi, anche i Marshall erano ampli abbastanza proletari e poco quotati: poi la storia prese un’altra strada.

Ok, da qui si riparte   😉 .

20
Ago
14

Ricomincio da capo …

18
Ago
14

Un mese senza chitarra

Già, tra ferie e menate varie è più di un mese che non prendo in mano la chitarra e, a dire il vero, non è che mi mancasse poi tanto; ho fatto veramente il minimalista giusto per vedere se sapessi ancora suonare e quindi giusto chitarra-cavo-ampli.

Ragazzi è ufficiale: non so più suonare     😮 !

Provato a fare l’intro pulita di Still I’m sad come si trova nell’ultimo album dei Rainbow datato 1995: non solo devo togliere il 60% delle note per fare qualcosa, ma questo era prevedibile visto che LUI è irraggiungibile, ma non riesco neppure a ricordarmi i passaggi dopo 10 minuti; brutta cosa l’età!

11
Nov
13

Alla ricerca del suono perduto – parte 12

Finalmente sono giunto alla fine: sono ben 35 minuti, ma non sono solo parole, anche se sono sempre troppe, sentirete anche i suoni delle mie strato. Un grazie a tutti coloro che mi hanno seguito sino a qui: avete avuto pazienza, coraggio ed incoscienza!

Non so che altro scrivere: evidentemente stavolta sono rimasto veramente ‘senza parole’ :-D.

02
Ago
13

Questione di coni (e non sono gelati)

Su consiglio di RAWEL34, un nome che è già un programma, un amico conosciuto in un forum con il quale ‘colloquiamo’ ormai via email (lui riesce ad ottenere suoni bellissimi a basso volume con un Marshall ed un attenuatore: dovreste sentire che razza di Brown sound alla Van Halen tira fuori!) ho provato a prendere in considerazione di fare qualche esperimento sul mio combo per vedere se riuscivo a modificargli un pochetto il suono che era un po’ troppo imballato specie ad alti volumi. Da tempo ci giravo intorno a questa cosa e non sapevo decidermi perché un cambio di cono in un combo è sempre un salto nel buio, ma l’amico Rawel34 mi ha rassicurato grazie alla sua grande esperienza. E allora? E allora usando ancora parte del credito del mio BBpreamp dato in permuta con soli 50 euro mi sono portato a casa un Celestion Vintage 30, cono da molti odiato per i suoi acuti e la sua pasta sonora, ma che sulla carta avrebbe dovuto aiutare un po’ il mio combo in quelle frequenze in cui era carente. L’ho preso due giorni fa, ma non avevo il coraggio di cambiarlo da solo perché pensavo fosse difficile; ok, avevo anche paura del risultato. Stamattina nonostante il caldo, non so perché ma alle 8,30 si colava già, ho preso il cacciavite elettrico (di disfarmi i polsi con le viti del pannello posteriore ne so qualcosa dai tempi del Marshall ed ora mi sono fatto più furbo) ed ho cominciato il lavoro. Ecco il mio vecchio cono in tutto il suo vecchio splendore.

Beh, a parte le viti del retro devo dire che la sostituzione è di una facilità imbarazzante: 4 viti per togliere il vecchio cono, 2 faston da scollegare (che bello, non c’è bisogno del saldatore!), prendere il nuovo cono e procedere in ordine inverso. Ci ho messo 10 minuti appena e sono stato lungo perché dovevo asciugarmi il sudore :-D. La prima impressione appena ho tolto il cono nuovo dalla scatola dopo aver smontato quello vecchio è stata: “Ma quanto pesa?” Prima ancora di chiudere il pannello posteriore mi sono tolto la curiosità: pesa ben 1,5 kg. in più di quello ‘vecchio’ e questo aumento si sente tutto alzando il combo che già era un macigno: ora è marmo di Carrara! Mi prenderò uno di quei supporti con le ruote perché è diventato veramente pesante: di suo pesava già 24,4 kg. e quindi ora siamo a 26 kg. tondi tondi! Ecco il nuovo cono al suo posto.

Risultato? Sono soddisfatto, è come se tutto fosse più a fuoco e la cosa mi stupisce perché il Seventy/80 che avevo lo usano anche negli impianti voci proprio perché neutro, ma evidentemente la chitarra non vuole cose neutre! Il suono non ne è uscito stravolto, ma le note sono più a fuoco, nette e persino la differenza pickup al manico e ponte è meno forte di prima, cosa che a me non dispiace affatto. Dicono tutti che i coni nuovi sono ‘duri’ e devono farsi, ma se il cono si ‘smollasse’ troppo mi spiacerebbe un po’ perché a me piace così definito.

Ora devo decidere se tenere il retro aperto o chiuso: aperto manca un po’ di bassi e botta, la soluzione ottimale sarebbe una via di mezzo… ho preso due assicelle di legno perché magari potrei fare degli esperimenti chiudendo solo la parte sopra, anche per protezione, o quella sotto. Vedrò il da farsi, per ora lo chiudo.

Parte del problema è che io l’ampli ce l’ho sul comodino e suono seduto e quindi il cono è quasi all’altezza delle orecchie, poi quando mi alzo in piedi cambia tutto; pensare che queste cose le so, ma per comodità ci casco sempre.

30
Nov
12

Ed ora tocca al Blackstar!

Ve l’avevo detto che non era finita? La mania di personalizzazione ha ‘contagiato’ anche il Blackstar; elettronicamente avevo già tempo fa cambiato le due valvole del pre per avere un suono più caldo e meno anonimo, ma ora è tempo di rifare il look! A dire il vero il look ‘all black’ del mio HT-40 non mi dispiace affatto in quanto è abbastanza fine senza essere troppo da ‘metallaro’.

https://i0.wp.com/i47.tinypic.com/2zrmh68.jpg

Carino vero? Però è un macigno con i suoi 24 kg.!!!!!!!!! La prima contraddizione che avrete notato è che il maniaco del look e della personalizzazione, cioè io, ha lasciato l’ampli nello stesso identico stato con cui è arrivato a casa: ha ancora il cartellino della pubblicità dell’ISF che pende dalla prima manopola e, a destra, l’adesivo con la bandiera inglese ad indicare l’uso di componentistica Made in UK come il cono Celestion. Nonostante qualche concerto e l’averlo strapazzato a destra e a manca in auto ambedue i ‘cimeli’ sono lì dal giorno stesso in cui l’ho comprato. Come vedete non c’è proprio nulla che non va, ma… ma si possono rendere un pelo più leggibili le manopole? L’amico 4roses le ha sostituite con altre rotonde che hanno la parte in mezzo in metallo, ma io volevo trovare qualcosa di diverso.

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Niente da dire, le manopole sono anche leggibili, ma ultimamente mi è venuta la mania dell’Ac30, ma non posso permettermelo e poi gli unici che ho provato non sono mai riuscito a capirli e domarli, però… però avevano una caratteristica retrò che mi è sempre piaciuta: le manopole ‘a becco’ che sono di una comodità allucinante da usare e vedere. Detto, fatto: ordinate manopole a becco piccoline. Da montare, sono quelle con la vite, sono un caos allucinante visto la sporgenza dello chassis dell’ampli fatta apposta per non rovinare accidentalmente le manopole; montate le prime due mi accorgo che sono troppo piccole e, pur funzionando, non stanno troppo bene perché appaiono un po’ sproporzionate. Misuro un po’ meglio e provo ad ordinare quelle più grandi che vanno inserite a pressione; appena arrivate le provo e… bingo, questa vanno! Inizio a montarle e… sorpresa! La sezione EQ in pezzo ha i potenziometri ravvicinati ripsetto agli altri e quindi non ci stanno, i becchi si incastrano tra di loro ed è impossibile quindi la regolazione. Mannaggia!!!!!!!! Allora mi è venuta un’idea malsana: manopole ‘a becco’ grandi dove si può e quelle piccole nella sezione EQ; disposte così sono diverse come dimensioni, ma la cosa ha pure un senso. Ci provo: ecco il risultato.

https://i0.wp.com/i47.tinypic.com/2ni5ds3.jpg

A me non dispiace affatto e mi sembra che anche la diversità delle dimensioni delle manopole centrali, sono anche di un altro tipo, non si noti poi più di tanto.

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Sono perfettamente consapevole che l’ampli suona esattamente come prima, ma non si dice che ‘anche l’occhio vuole la sua parte’?

E non è ancora finita!

18
Giu
12

Ho fatto un po’ pace con il Blackstar!

Se avete letto il post dal titolo ‘Autocritica feroce’ allora vi ricorderete della mia esperienza LIVE poco felice dovuta a problemi, diciamo ambientali, ed al fatto che il mio ampli ad alti volumi aveva cambiato il suo comportamento sonoro riservandomi delle sorprese poco gradite. Oggi finalmente ho avuto un po’ di tempo libero al pomeriggio ed ho provato a fare quella cosa che mi frullava nella testa da tanto: usare la mia cassa Marshall 2×12″ con il Blackstar HT-40 – ‘per sentire di nascosto l’effetto che fa!’ (‘sta cosa mi ricorda Jannacci).

Vado nel soggiorno di casa mia – non il luogo ideale ma tant’è… – prendo il Blackstar, mai più toccato dal giorno fatidico, lo odio ancora per il suo 25 kg., accendo il power, prendo la mia Classic Player 60, perché ha ancora i pickups di serie, abbasso lo standby senza toccare nulla, quindi ancora regolazioni del ‘concerto’ e…: stesso suono che mi aspettavo con il Master a ore 1, grossissimo ed ho il gain appena a ore 3! Strimpello un paio di minuti sul pulito; il volume è bello alto ed anche se ho il soggiorno grandissimo (ne so qualcosa visto che ho pagato l’IMU) e penso che chi passava nei paraggi si sarà fatto alcune domande sulla mia sanità mentale (per mia fortuna ho l’unico appartamento i cui muri perimetrali non confinano con nessuno). Inserisco il canale OD e provo il riff di Burn: volume da quasi mal d’orecchie, ma medio-basse presentissime e fastidiose per me: che sia l’ora del treble booster? Porto i medi a ore 9, i bassi pure, anche meno, e sparo gli acuti al massimo: quasi ci siamo al ‘mio’ suono, ma devo staccare per forza lo switch del canale per avere un voicing più hard-rock e meno metallaro. Abbasso il gain a ore 12 e ci siamo anche se ancora manca la parte medio alta che tanto mi piace; l’ampli va in feedback su quasi ogni nota senza alcun problema e la compressione è sin troppa a questo volume. Suonicchio su clean e OD un paio di minuti per imprimermi in testa il suono ben benino e poi stacco tutto.

La cassa 2×12″ è già lì pronta: stacco un cavo dietro al Blackstar ed attacco la cassa Marshall 1936 da 130 watt, 8 Ohm, che mi ha accompagnato con la sua JCM800 in tutta la mia carriera ‘rumorosa’ da ‘idiot-rock-star’. Non tocco nulla sul Blackstar, abbasso lo switch ON, attendo 1 minuto e abbasso anche lo standby: abbasso il braccio ed esegui una cordata e… volo via!!!!!!!!!!!!!! Un sorriso ebete mi spunta sulle labbra, ma passo subito sul pulito: la differenza con il cono del combo non è abissale, graffia solo un po’ di più, ma neanche tanto. Sicuramente il suono è più pieno e tridimensionale: si apre di più e risuona di più nell’aria (te credo: ne sposta il doppio!) Passo al canale OD e qui la musica cambia del tutto: le medio-alte che tanto mi piacciono e che ci sono nella mia JCM800 le ritrovo all’80%. Avevo appena fatto la doccia e quindi mi sono autopettinato ed asciugato i capelli con il riff di Burn!!!!! 😀 Qui suona veramente in un altro modo: non credevo i coni facessero tanta differenza. I bassi hanno pacca, ma non rompono e non impastano; i medi, anche se ne uso pochi, danno corpo e gli acuti svettano abbastanza; sono ancora pochi per me, ma con alcune regolazioni mi avvicino molto al mio ideale. Faccio anche l’esperimento di alzare il master al massimo per far lavorare le finali e regolare il volume con la manopola del pre, ma non ottengo risultati significativi. Sarà una mia impressione, ma con la 2×12″ ho persino più definizione ed uso meno GAIN: suono i primi Deep Purple tranquillamente con il GAIN a ore 9 e lo switch del voicing disinserito. Mistreated è favolosa con solo l’ampli e la cassa 2×12″ (ok, qui ho alzato il GAIN sino a ore 11): tremano i vetri con il master a ore 12 e non ho manco il delay se no arrivavano i carabinieri e mi arrestavano in pieno delirio ‘blackmoriano’.

Ma io amo farmi del male e quindi stacco la cassa e rimetto il cono del combo: ehi, il volume dov’è finito? C’è ancora, ma è molto direzionale e non ha botta e pacca, va tutto di pre; sul pulito però è più hi-fi. Quello che è percepibile fisicamente è che con la 2×12″ il suono va dappertutto e ti avvolge completamente mentre con il combo questa sensazione è assente.

La cosa che più mi ha stupito è che ho sempre pensato che il ‘mio’ suono lo facesse tutto la JCM800 con il mio rack mentre scopro ora, nonostante i 50 e passa anni, che la cassa ha un ruolo fondamentale nella costruzione del suono (quindi suppongo anche i coni).

Ora mi si aprono molte possibilità:

  • tengo il combo per la casa e le piccole occasioni ed uso la cassa 2×12″ solo per le cose grosse (se mai ci saranno ancora);
  • permuto il combo con la testata HT-50 e sfrutto la mia cassa Marshall;
  • cambio il cono del combo con tutte le incognite del caso: non è detto che lo stesso cono suoni uguale in un volume diverso (ci credete se vi dico che non so cos’abbia nella Marshall? Una volta l’ho pure aperta e mi ricordo che erano 2 coni da 65 watt, ma altro non ricordo);
  • prendo un Pod500HD e mi faccio tutti i suoni e poi li sbatto nel combo per avere una versatilità totale;
  • cambio mestiere e tento con l’ippica (peccato che abbia paura dei cavalli!)

Ognuna di queste soluzioni ha i suoi pro e i suoi contro, ma quale seguire?

 

06
Mag
11

I-Spira più esperimento

Stavolta per farvi sentire i nuovi pickup I-Spira sulla mia strato ho deciso di registrare usando un microfono. Dicono tutti che il suono così sarebbe stato molto migliore, ma, a dire il vero, a me non sembra poi così tanto diverso da quando uso Guitar Rig 4. O non sono capace io di registrare con il microfono oppure… vedete un po’ voi. Di sicuro è molto più difficile così in quanto bisogna posizionare il tutto e c’è poi il propblema che parte della base rientra nel microfono, ma, soprattutto, ho grosse difficoltà ad ascoltarmi. Eh già: lavorando con tutto che ‘esce’ dal PC posso regolarmi i volumi in modo da ascoltarmi dalle casse del computer; così invece ho la base nell’orecchio destro e l’ampli, molto più alto, nel sinistro (dipende dalla mia posizione quando registro). Dove sta il problema? Evidente: se sento poco la base fatico a sentire il tempo e ad intonare i bending; insomma si complica tutto e di parecchio. Comunque ci ho provato, lodate almeno il tentativo 😉 Suono sempre abbastanza pulito per riuscire a percepire la natura dei pickup; sull’esecuzione… stendiamo un velo pietoso, ma proprio non mi ero preparato.




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Mauro Principi

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