Archive for the 'Esempi sonori' Category

01
Nov
14

MXR Fet Drive Joe Bonamassa

Come dissi l’ultima volta non appena restituisco un pedale in prova subito me ne salta in mano un altro: questa volta non l’ho voluto io, ma mi è stato chiesto di ‘farci un giro’ dall’amico del negozio. Già sapevo che non fosse il ‘mio’ tipo di pedale, ma non si sa mai e quindi l’ho preso e portato a casa: si tratta dell’MXR FET DRIVE versione ‘firmata’ da Joe Bonamassa.

Cominciamo con il dire che da quando ho preso la strato nera odio tutto ciò che è nero ed è lucido perché il nero è solo un grande raccoglitore di ditate e impronte digitali. La seconda considerazione è che un pedale con uno switch con scritto ‘HI-CUT’ dubito fortemente possa fare al caso mio e poi c’è il fatto che è il signature di Bonamassa (notare le ditate!).

Non ho nulla contro il buon Joe che sicuramente è un grandissimo chitarrista, ma di sicuro non ha il dono della simpatia anche se purtroppo uno la faccia non se la sceglie, ma se la ritrova così dalla nascita. Certo è uno che di suoni, chitarre ed ampli un po’ se ne intende!

Alla faccia dell’arsenale 😮 . Il fatto poi che sia passato dall’endorser Fender a quello Gibson al di là del campanilismo che mi contraddistingue – chi? Io? – l’ha reso per me un filo più anonimo come suoni, rimane una ‘grande mano’; ma è un parere personale ed a parte un paio di concerti visti su Youtube non è che lo conosca più di tanto, anzi!

Ma torniamo al pedale; la prima cosa che ho notato prendendolo in mano è che non pesa nulla! Venendo dallo Suhr con il suo contenitore bello pesante o dal Little Brute Drive che concentrava tutto il suo peso in uno spazio ristretto, questo pedale sembra fatto di niente da tanto è una piuma; non sto dicendo che è debole, ma che pesa proprio pochino. Va beh, aprendolo scopro che non ha la pila – e questo sicuramente contribuisce alla leggerezza – ma anche la PCB in SMD di sicuro non aiuta a dare al tutto una sensazione di robustezza e ‘di peso’, appunto.

Sinceramente io di questo pedale non ci ho capito un tubo anche se ho il sospetto che sia perfettamente identico alla sua versione ‘liscia’ non firmata che è tutta bianca e con le manopole disposte in modo leggermente diverso; questo costerà di sicuro di più anche se quello che sto provando è un usato: evidentemente non è già piaciuto a qualcuno. Sì, lo ripeto: questo pedale non l’ho minimamente capito! Se è vero che è associato al nome di un artista io non è che ci abbia poi sentito il suono-Bonamassa, ammesso poi che Joe ne abbia uno solo di suono: visto il suo arsenale direi che è impossibile. Quando mi trovo in una situazione simile io di solito mi affido ai settaggi consigliati sul libretto di istruzioni, che io leggo anche se brevissimo, per cercare di uscire dall’impasse. Sono solo 3 le sonorità ‘consigliate’ e la prima si chiama appunto Joe Bonamassa: regolo il pedale e… dai, non è possibile, c’è qualcosa che non va! Suono appena sufficiente sul pickup al ponte e ingolfatissimo con il pickup al manico al punto da credere di aver rotto l’ampli o il cono tanto i bassi sono strabordanti. Faccio un giro su Youtube e trovo la presentazione di Joe dello stesso ‘suo’ pedale: va beh, lui ha una Gibson, ma la natura ingolfata ed a tratti ‘fuzzosa’ del pedale la riconosco: allora suona proprio così, boh! Ascoltiamola in un esempio sonoro fatto al volo e con pochissima ispirazione tentando di blueseggiare un po’: la Strato usata è sempre quella con pickup CS’69 e utilizzo pickup al ponte e al manico, i settaggi sono quelli dell’immagine (ditate comprese) e sono quelli chiamati Joe Bonamassa.

Torno al manuale di istruzioni molto perplesso soprattutto a causa del suono del pedale con il pickup al manico e passo ai settaggi consigliati per il secondo esempio sonoro: il nome è OVER D CLIFF. Mi si accende un campanello, ma… mi ricorda un brano di Eric Johnson, mmm… giretto su Youtube e scopro che il pedale in effetti è molto indicato anche per ricreare quel suono solista quasi violinistico molto chiuso del buon Eric. Ah beh, ma allora è la volta che imparo il motivetto di Cliff of Dover: sia mai! Cerco una tablatura e in 3 minuti – già solo 3!!!! – tento di imparare il motivetto, ma mi si ingarbugliano subito le dita e quindi passo ad altro. Ecco i settaggi e l’esempio sonoro.

 

Anche l’ultimo esempio consigliato dal manuale ha un nome senza senso, ma evocativo: FLOYD THE PIG! Io di Pink Floyd ci sento poco se non la tendenza a ‘fuzzare’ in modo ‘spernacchiante’ sulle note basse specie quando vado sui bassi ed uso il pickup al manico. Comunque già che ‘ho fatto 30 facciamo anche 31’ e ascoltiamo anche questo suono; alla fine provo anche a citare i Pink Floyd con esito a dir poco ridicolo IMHO.

 

Pedale già restituito: scusa Joe, ma proprio non fa per me!

Annunci
29
Ott
14

Suhr RIOT LTD

Non faccio a tempo a posare un OD e subito me ne salta addosso un altro: destino crudele   😀 .

Sssstttt! Torniamo seri perché questo è un pedale ‘coi fiocchi’ dal pedigree importante: parliamo di Suhr, mica robetta! Già, è il famosissimo RIOT in versione ancora liscia e non la nuova RELOADED: ma come mai questo colorino assurdo? Non dovrebbe essere viola? Per capire il perché bisogna ‘capottarlo’.

Capito? Si tratta di una colorazione limitata, cioè una serie speciale: questo è il numero 92 di 300 che hanno questo colore; roba da collezionisti (esiste anche il nero, l’ho visto sul web). Va beh, ma a me che sia viola shocking o verde-rana poco importa   😉 .

Conoscete poi la mia innata curiosità e quindi… via con l’autopsia!

Questo non ha nulla del pedale boutique, ma è proprio industriale con i componenti microscopici in SMD e pure con una bella ‘resinata’ su un chip per renderlo irriconoscibile e quindi TOP SECRET!

Va beh, queste son tutte cose che a me interessano poco: come suona? Solito test con la stessa chitarra di questi giorni, cioè la Strato con i CS’69: ho pure tentato di risuonare gli stessi riff del test del LITTLE BRUTE DRIVE in modo che qualcuno, con un po’ di pazienza, può andare a confrontare il suono dei due pedali.

Iniziamo con la prova del GAIN: come sempre prima il suono pulito e poi sposto la manopola del GAIN a salire; le indicazioni sono nel file sonoro.

In cima al pedale avrete notato uno switch a 3 posizioni denominato VOICE: non è facile capire a cosa serva, in teoria serve a spostare un po’ la centratura dei medi per avere 3 voci diverse:

  • SX (sinistra) – voce ‘organica’ che dovrebbe rispondere naturalmente alle sollecitazioni dinamiche e del controllo del volume della chitarra;
  • CENTRO – si va verso l’hi-gain con medie avanti e un rinforzo delle medio-basse;
  • DX (destra) – voce ‘scooped’ e quindi con i medi indietro.

Oggettivamente non è facile notare la differenza – sembra che sulla nuova versione Reloaded questa funzione sia stata migliorata – anche se dal vivo è un po’ più evidente rispetto alla registrazione; la posizione a destra è la mia preferita.

Ora è la volta della manopola TONE: prima a zero, poi a ore 9, poi al centro, poi a ore 3 e quindi al massimo; switch al centro e LEVEL e GAIN a ore 12.

Ho quindi tentato nuovamente di far sentire la differenza dello switch VOICE con meno distorsione e mettendo tutti gli altri controlli a ore 12: vediamo un po’ cosa esce.

Va beh, è sempre difficile notare la differenza, almeno io faccio fatica.

Che dire del pedale? Costruzione ottima, contenitore solidissimo, pulsante ‘a piede’ abbastanza silenzioso e morbido, diverso dai soliti, switch VOICE poco incisivo e suono abbastanza credibile di Marshall imballato, Marshall moderno però, ma… ma io preferivo il Little Brute Drive perché pedale molto più aperto sulle medio-alte e più dinamico. Il Little Brute Drive sembra un OD che parte da leggero boost ed arriva ad un livello di cattiveria ‘brutale’, ma rimane sempre un OD anche se con forte connotazioni distorte quando tirato al massimo; il RIOT è un distorsore a tutti gli effetti ed anche se tenuto bassissimo, a livello minimo di gain tra l’altro abbassa il volume, rimane sempre complicato da gestire con il volume della chitarra o con il tocco.

Va beh, finisce qua questa lunga prova di pedali del mese di ottobre: ben 5!!!! Restituito tutto anche questa volta anche se il pedalino rosso… quasi quasi… Non faccio a tempo a posare i pedali che l’amico del negozio mi fa: “Guarda qui che cosa c’è nell’usato!” Così mi appioppa un altro pedale   😮 .

24
Ott
14

E con questo post saluto i 3 pedalozzi!

Ora è tempo di chiudere questa ‘faticaccia’, per me e per voi, dell’ascolto dei tre pedali che avevo in prova; già, avevo… perché due sono già rientrati e il terzo ritorna oggi con buona pace del mio portafoglio.

Chiudo con due esempi veramente un po’ estremi: il primo riguarda i due pedali ‘simil-Plexi’ tirati ben benino a far caos a più non posso: il Pinnacle ha il boost inserito e il Plexitone è tirato al limite della suonabilità (infatti alla fine lascio un attimo il silenzio, si fa per dire, per far capire quanto sono al limite dell’innesco). Il silenzio prima e dopo i riff è voluto e serve per far sentire anche il fruscio che hanno quando sono tirati per il collo; il fruscio del Plexitone arriva molto prima rispetto all’altro ed io lo sento sotto appena prendo fiato nel suonare. Va beh, beccatevi immagine e file sonoro.

 

 

Il Lovepedal Eternity Fuse non raggiungerà mai tali suoni devastanti, non è detto che sia un male, e l’ho un po’ trascurato, ma è più difficile da ‘spiegare’, ma… ok, cambio Strato e prendo quella con i CS’69 e il Mi basso che sferraglia come un pazzo, prima o poi lo metto a posto se ci riesco, attacco il Lovepedal e… faccio sentire i 3 switch e sposto anche la manopola che nell’esempio sonoro chiamo ‘tono’ mentre in realtà è una specie di treble booster. Occhio che sono 10 minuti di ‘cazzeggio’ puro: avvertiti!

 

23
Ott
14

Sia fatto il ‘metallo’!

I pedali non sono più con me, almeno due, ma ho ancora le registrazioni di altri esempi sonori da condividere con noi. Questa volta, come avrete capito dal titolo, il Lovepedal resta in panchina perché non è in grado di raggiungere certe ‘vette’ di gain: l’ho già spremuto del tutto la volta precedente. Anche la chitarra cambia ed è la ‘prima strato’, quella dell’83 con manico scavato e pickup Seymour Duncan, quelli belli potenti. Ora il Wampler Pinnacle lo spremiamo ben benino e siamo nel ‘suo’ territorio: il brown sound in stile Van Halen. A dire il vero ha ancora molto margine di cattiveria in quanto lo switch boost è ancora disinserito   😉 . Ho usato i settaggi consigliati dalle istruzioni per eseguire proprio questo brano: certo, io non ho degli ‘humbuckers veri! In mezzo il suono si pulisce con l’utilizzo della manopola del volume regolata da me ‘al volo’.

Prima il suono pulito e poi… scateniamo la ‘bestia’!

 

Ora tocca al Plexitone cimentarsi nella stessa prova: le condizioni sono le medesime, cambia solo il pedale e, come potete notare dall’immagine, non è che l’abbia poi spremuto più di tanto.

 

La vera differenza è che stavolta il cambio di volume ‘al volo’ mi è riuscito sin troppo ed infatti cerco di rimediare alzandolo un po’ dopo, prima della sfuriata finale.

 

Ma per non farvi aspettare troppo aggiungo altri due esempi sonori ancora più estremi: metal anni ’80!!!!!!!! Stessa chitarra e tutto come prima: pompo solo (solo?) di più i pedali.

Stavolta il Wampler ha lo switch su ‘Modern’, ma ancora senza boost, pronto per ‘decollare’ verso suoni belli cattivelli!

 

 

Riuscirà il ‘piccolo’, si fa per dire, Plexitone ad arrivare sin lì? Ce la fa, ce la fa   🙂 .

 

Notato come il piccoletto va facilmente, anche troppo, in feedback? E guardate dov’è la manopola del gain   😮 !

Tra l’altro l’ho scoperto per caso, anche se è scritto chiaramente sul manuale, e la foto lo ribadisce con il suo ‘Bypass’ semplice… già, il Plexitone non è True bypass anche se in fondo non significa nulla.

22
Ott
14

Tutto bene ora?

Titolo che serve per dire che ho usato il riff di All Right Now per farvi sentire tutti e tre i pedali uno dopo l’altro. Ma procediamo con ordine: la chitarra usata è la nuova Squier Stratocaster Vintage Modified 70 con pickup al ponte (il suo di serie e quindi il Duncan Designed™ SC-101 Single-Coil): volume al massimo a scanso di equivoci!

Ho modificato un attimo la modalità di ascolto: prima faccio sentire il suono pulito dell’ampli e poi i tre pedali uno dopo l’altro (dovrebbe leggersi sul file sonoro quando passo da uno all’altro). La scelta del riff è dettata da due fattori: il primo è che presenta delle pause e quindi è possibile sentire se i pedali hanno fruscio o no; la seconda motivazione è che se cercate bene nei miei post ‘vecchi’ troverete lo stesso riff fatto anche con la Super Crunch Box e quindi è possibile, anche se in minima parte, un confronto anche con quel pedale Plexi-style. Le regolazioni dei tre pedali sono visibili qua sotto e ci sono alcune osservazioni da fare: la prima è che nessuno fruscia, ma per motivi vari: il Lovepedal anche al massimo della sua ‘cattiveria’, occhio allo switch tutto a destra, rimane un pedale con poco gain e molto silenzioso di suo; il Pinnacle è anche molto silenzioso, ma comunque è a metà gain della sua modalità più tranquilla; il Plexitone ha il gain appena accennato e quindi non è neanche al 10% delle sue possibilità (lui si che fruscia dopo!)

 

Ora non resta che andare ad ascoltarli   😉 .

21
Ott
14

Gli esempi sonori continuano

Andiamo avanti con gli esempi sonori edanche stavolta rovino Hendrix! (prometto che non lo faccio più: sorry 4roses!) Volevo qualcosa di calmo in cui usare i tre OD, ma abbassando la manopola del volume per vedere come reagivano. La chitarra è una Strato (ma va?), quella ancora senza nome e per adesso chiamata provvisoriamente “68+1” in quando monta i pickup CS ’69: in pratica il battipenna della Classic Player 60 montato su un corpo Warmouth e manico sempre della Classic Player 60. Forse dovrei chiamarla: ‘pasticciocaster’ visto le cavolate che riesco a combinare io! Non mi trovo a mio agio con questa strato perché ha il manico troppo stretto rispetto al ponte e quindi i due MI vanno fuori dal manico con estrema facilità; per fortuna l’amico Mauro The Wall mi ha indicato la soluzione ed è in viaggio verso di me il suo ponte con fori di fissaggio del corpo di 56 mm. e interasse corde di 52 mm: così dovrei aver rispolto quel problema. Purtroppo rimane l’altro problema: dopo due anni il manico, forse a causa dell’umidità enorme di quest’anno, ha iniziato a muoversi e quindi ho le corde che sbattono un po’ dappertutto sul Mi basso, ma non da altre parti, ma non è detto che tra un paio di settimane la situazione non cambi radicalmente (già successo quest’estate dove era il mi cantino a sbattere: boh!) Va beh, la chitarra è comunque quella e per tutta la durata dell’esempio sonoro il volume è sempre fisso su 7! Come sempre metto la foto del pedale con le sue regolazioni e poi sotto l’esempio conoro.

Iniziamo con il Lovepedal e fate attenzione a dove è posizionato lo switch!

Ora è la volta del Wampler e questa volta mi ricordo di far sentire il suono pulito prima di inserire il pedale (ma occhio anche qui allo switch superiore).

E per finire il Plexitone!

A voi le conclusioni (non sull’esecutore e l’esecuzione ^^’ ).

20
Ott
14

Continuano esempi da ieri

Come avevo detto ieri avevo escluso il Lovepedal Eternity Fuse dalla prova perché troppo diverso dagli altri due; però… però Hey Joe è un brano che non richiede suoni esasperati e così mi sono deciso di fare l’esempio sonoro anche con questo pedale anche se non lo accosto direttamente agli altri due. Dello switch a 3 posizioni continuo a non capire nulla e quindi l’ho lasciato in mezzo ‘inventandomi’ che fosse la posizione di default: ecco le regolazioni del pedale.

Sempre stessa chitarra, la ‘Strato del bù’, ed ho utilizzato la stessa sequenza di pickup.




PRIVACY POLICY E COOKIE POLICY

Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all'uso dei cookie. In alternativa è possibile rifiutare tutti i cookies cambiando le impostazioni del proprio browser oppure uscire dal sito. Qui di seguito potete trovare la gestione della privacy e dei cookie da parte di Automattic (la società che gestisce la piattaforma Wordpress.com) Privacy Policy and Cookies; per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Law.

Benvenuti!

Questo blog è dedicato a tutti gli appassionati di chitarre, direi quasi esclusivamente Fender, e del vecchio e sano Hard-Rock anni '70. Il mio è solo un hobby condiviso in rete quindi il sito è da considerarsi 'amatoriale' e non ha nessuno scopo di lucro.

Avvertenze

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
luglio: 2019
L M M G V S D
« Giu    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Visitatori

  • 145.966 visite
Follow Vigilius's Weblog on WordPress.com

Blog che seguo

Categorie

Archivio

Annunci

Ritchie Blackmores Rainbow

Ritchie Blackmore's Rainbow - the ultimate resource

Mauro Principi

La musica è arte, armonia, cultura, e soprattutto cibo per l'anima.