Posts Tagged ‘Eternity Fuse

24
Ott
14

E con questo post saluto i 3 pedalozzi!

Ora è tempo di chiudere questa ‘faticaccia’, per me e per voi, dell’ascolto dei tre pedali che avevo in prova; già, avevo… perché due sono già rientrati e il terzo ritorna oggi con buona pace del mio portafoglio.

Chiudo con due esempi veramente un po’ estremi: il primo riguarda i due pedali ‘simil-Plexi’ tirati ben benino a far caos a più non posso: il Pinnacle ha il boost inserito e il Plexitone è tirato al limite della suonabilità (infatti alla fine lascio un attimo il silenzio, si fa per dire, per far capire quanto sono al limite dell’innesco). Il silenzio prima e dopo i riff è voluto e serve per far sentire anche il fruscio che hanno quando sono tirati per il collo; il fruscio del Plexitone arriva molto prima rispetto all’altro ed io lo sento sotto appena prendo fiato nel suonare. Va beh, beccatevi immagine e file sonoro.

 

 

Il Lovepedal Eternity Fuse non raggiungerà mai tali suoni devastanti, non è detto che sia un male, e l’ho un po’ trascurato, ma è più difficile da ‘spiegare’, ma… ok, cambio Strato e prendo quella con i CS’69 e il Mi basso che sferraglia come un pazzo, prima o poi lo metto a posto se ci riesco, attacco il Lovepedal e… faccio sentire i 3 switch e sposto anche la manopola che nell’esempio sonoro chiamo ‘tono’ mentre in realtà è una specie di treble booster. Occhio che sono 10 minuti di ‘cazzeggio’ puro: avvertiti!

 

22
Ott
14

Tutto bene ora?

Titolo che serve per dire che ho usato il riff di All Right Now per farvi sentire tutti e tre i pedali uno dopo l’altro. Ma procediamo con ordine: la chitarra usata è la nuova Squier Stratocaster Vintage Modified 70 con pickup al ponte (il suo di serie e quindi il Duncan Designed™ SC-101 Single-Coil): volume al massimo a scanso di equivoci!

Ho modificato un attimo la modalità di ascolto: prima faccio sentire il suono pulito dell’ampli e poi i tre pedali uno dopo l’altro (dovrebbe leggersi sul file sonoro quando passo da uno all’altro). La scelta del riff è dettata da due fattori: il primo è che presenta delle pause e quindi è possibile sentire se i pedali hanno fruscio o no; la seconda motivazione è che se cercate bene nei miei post ‘vecchi’ troverete lo stesso riff fatto anche con la Super Crunch Box e quindi è possibile, anche se in minima parte, un confronto anche con quel pedale Plexi-style. Le regolazioni dei tre pedali sono visibili qua sotto e ci sono alcune osservazioni da fare: la prima è che nessuno fruscia, ma per motivi vari: il Lovepedal anche al massimo della sua ‘cattiveria’, occhio allo switch tutto a destra, rimane un pedale con poco gain e molto silenzioso di suo; il Pinnacle è anche molto silenzioso, ma comunque è a metà gain della sua modalità più tranquilla; il Plexitone ha il gain appena accennato e quindi non è neanche al 10% delle sue possibilità (lui si che fruscia dopo!)

 

Ora non resta che andare ad ascoltarli   😉 .

21
Ott
14

Gli esempi sonori continuano

Andiamo avanti con gli esempi sonori edanche stavolta rovino Hendrix! (prometto che non lo faccio più: sorry 4roses!) Volevo qualcosa di calmo in cui usare i tre OD, ma abbassando la manopola del volume per vedere come reagivano. La chitarra è una Strato (ma va?), quella ancora senza nome e per adesso chiamata provvisoriamente “68+1” in quando monta i pickup CS ’69: in pratica il battipenna della Classic Player 60 montato su un corpo Warmouth e manico sempre della Classic Player 60. Forse dovrei chiamarla: ‘pasticciocaster’ visto le cavolate che riesco a combinare io! Non mi trovo a mio agio con questa strato perché ha il manico troppo stretto rispetto al ponte e quindi i due MI vanno fuori dal manico con estrema facilità; per fortuna l’amico Mauro The Wall mi ha indicato la soluzione ed è in viaggio verso di me il suo ponte con fori di fissaggio del corpo di 56 mm. e interasse corde di 52 mm: così dovrei aver rispolto quel problema. Purtroppo rimane l’altro problema: dopo due anni il manico, forse a causa dell’umidità enorme di quest’anno, ha iniziato a muoversi e quindi ho le corde che sbattono un po’ dappertutto sul Mi basso, ma non da altre parti, ma non è detto che tra un paio di settimane la situazione non cambi radicalmente (già successo quest’estate dove era il mi cantino a sbattere: boh!) Va beh, la chitarra è comunque quella e per tutta la durata dell’esempio sonoro il volume è sempre fisso su 7! Come sempre metto la foto del pedale con le sue regolazioni e poi sotto l’esempio conoro.

Iniziamo con il Lovepedal e fate attenzione a dove è posizionato lo switch!

Ora è la volta del Wampler e questa volta mi ricordo di far sentire il suono pulito prima di inserire il pedale (ma occhio anche qui allo switch superiore).

E per finire il Plexitone!

A voi le conclusioni (non sull’esecutore e l’esecuzione ^^’ ).

20
Ott
14

Continuano esempi da ieri

Come avevo detto ieri avevo escluso il Lovepedal Eternity Fuse dalla prova perché troppo diverso dagli altri due; però… però Hey Joe è un brano che non richiede suoni esasperati e così mi sono deciso di fare l’esempio sonoro anche con questo pedale anche se non lo accosto direttamente agli altri due. Dello switch a 3 posizioni continuo a non capire nulla e quindi l’ho lasciato in mezzo ‘inventandomi’ che fosse la posizione di default: ecco le regolazioni del pedale.

Sempre stessa chitarra, la ‘Strato del bù’, ed ho utilizzato la stessa sequenza di pickup.

18
Ott
14

Quei tre!

Quali tre? Questi tre   😉 .

Una delle fortune che ho, almeno in un negozio di BG, è quella di poter provare a casa i pedali, casomai li volessi acquistare (ho ancora un gruzzoletto di credito non indifferente dalla vendita della mia RollingCaster), e quindi ricordando una mia affermazione di un video, in cui sostenevo che ‘gli overdrive non sono mai troppi’, ho deciso di farne una scorpacciata! In realtà io ne volevo solo uno, poi son diventati due ed alla fine me ne è stato rifilato anche un terzo: si poteva dire di no?   🙂

Non ho seguito una vera e propria logica: volevo qualcosa di cattivissimo per non tirare l’ampli a quei livelli e tenerlo su un crunchettone più tranquillo, volevo poi un TS ‘on steroids’, per riprovare quel tipo di pedale che a me non piace affatto, ma quando lo sento da altri rimango sempre allibito, ed un ‘classico’ come una ‘Plexi-in-a-box’, uno dei tanti pedali che ci prova. Per ora il video non c’è e, visti gli impegni, non credo ci sarà mai, ma posso sempre tentare di descriverli e, magari, farveli sentire con esempi sonori: meglio di niente, no? Ma partiamo con la descrizione.

Lovepedal Eternity Fuse

Questo pedale è un grosso mistero perché dei pedali Lovepedal non si riesce a sapere quasi nulla, sono poi talmente tanti e differiscono così poco uno dall’altro che sono anche quasi oggetto di collezionismo se non di culto per qualcuno; una volta ho chiesto ad uno del Mercatino alcune informazioni e mi ha detto che li aveva tutti, anche quelli che cambiavano solo nel colore pur rimanendo uguali dentro. In origine erano anche costruiti a mano ‘point-to-point, ora non più, ma costano sempre uno sproposito. Già sapere il nome è un’impresa visto che è totalmente anonimo: dopo varie ricerche sul web, anche queste nient’affatto facili, ho concluso che è l’Eternity Fuse, probabilmente versione 5 (mi pare che siano già alla 11), comunque la prima ad avere la PCB all’interno.

L’ennesimo pedale nero che da fotografare è impossibile. In realtà dovrebbe essere 3 pedali in 1 perché con lo switch hai la possibilità di passare da clean booster a treble booster e overdrive vero e proprio. Non esiste uno straccio di manuale di istruzioni da nessuna parte ed anche sul web chi l’ha avuto va praticamente a tentoni per cercare di capire a che servono le manopole (lo switch è un mistero irrisolto). Sulla versione seguente, colore beige con manopole marroni ma comunque sempre lo stesso pedale (forse!), almeno ci sono le scritte Level a sinistra, Drive a destra e ‘GLASS’ in alto al centro   😮 . La manopola Glass un po’ è spiegata e non è un controllo di tono semplice, ma un vero e proprio treble booster e quindi non aumenta gli acuti, ma taglia i bassi in ‘quel modo’ caratteristico dei treble booster degli anni ’70. Vero? Lo sentiremo, spero. Si tratta di un pedale boutique che più boutique non si può dato che costa uno sproposito: ben oltre i 200 euro, anzi, siamo più verso i 300 euro. La versione beige l’ho sentita su un Fender Hot Rod dell’altro chitarrista con cui suonavo e con il Blues Drive della BOSS tirava fuori un suono spettacolare, da far tremare i muri della sala, ma proprio sulle note soliste. Ho trovato anche scritto che in teoria si può cambiare anche facilmente l’IC interno per sperimentare altre sonorità, ma gli altri IC non vengono forniti, ma te li devi cercare: utilità? Per me zero. Naturalmente l’ho aperto per curiosare e… il deserto!!!!!!!!!!!!!

Ma siamo matti? Per me è immorale già un pedale da 200 euro (ok, ammetto che il T-Rex Replica costa di più, ma per i delay sapete tutti che ho un debole…), ma andare ben oltre i 200 per una scatola, una pila, un IC , tre pot, uno switch e poco altro… non lo capisco. Potrà suonare anche benissimo, ma c’è un limite alla decenza IMHO!

Wampler Pinnacle distortion

Questo pedale invece sta intorno ai 200 euro ed è un classico a suo modo: un “Van Halen-in-a-box”! Sì, avete letto bene: questo pedale non si rifà ad un ampli, ma ad un suono ‘generico’ di un chitarrista: il famigerato ‘brown sound’ di Eddie Van Halen, specie quello dei primi dischi (sì, proprio quando c’erano ancora i dischi!)

C’è anche la versione più grande dello stesso pedale con lo switch ‘a-piede’ per inserire o meno il boost, boost che è regolabile con un trim interno, non nella versione piccola che sto provando io. Che ci fa l’uomo del crunch, cioè io, con un distorsore? Beh, certi suoni cattivi vanno un po’ al di là del crunch e quindi bisogna ‘osare’ un po’ di più. Di Wampler avevo già provato il Plextortion e non mi era piaciuto affatto, ho avuto il delay con il nome lunghissimo – Faux Tape Echo etc. – ed era ottimo e questo è un marchio che non ho mai capito bene perché alla fine i pedali mi paiono suonare tutti molto simili, ma è innegabile che Brian Wampler sia un produttore serio che ha intrapreso una strada tutta sua interessante. Certo che io con un pedale ‘alla VH’ senza saperlo suonare, avendo uno stile opposto al suo e con solo strato… ci vuole coraggio o incoscienza? Il pedale non costa poco, molto meno dell’altro visto precedentemente, ma praticamente con il mio credito lo prenderei ‘gratis’ e comunque almeno questo dentro ha qualcosa da guardare!

Strano non sia tutto resinato: evidentemente Wampler non è un talebano come certi costruttori che copiano e poi resinano le PCB per nascondere le loro malefatte! In questo pedale si vedono componenti che sembrano essere di qualità e non PCB fatte in SMD che poi non sono recuperabili in caso di guasto.

Carl Martin Plexitone

Questo pedale l’avevo già provato in negozio, a casa (ma non ditelo al mio amico del negozio) e… ne parlano tutti bene, costruito con la consulenza di Pete Thorn – mica pizza e fichi – un altro giro se lo meritava, no?

Mettere una Plexi in un pedale è uno sport nel quale si sono cimentati un po’ tutti, anche lo stesso Wampler ed in effetti anche il pedale sopra dovrebbe essere una simil-Plexi pompatissima. Di questo pedale ho un ricordo vivissimo: gain da morire e, quindi, anche fruscio: ri-ascolteremo! Il fatto che ci sia una sola manopola del tono a me non piace molto, preferirei un’equalizzazione completa, ma devo dire che anche il più ‘risparmioso’ di tutti: un po’ sotto i 200 euro, ma non di tanto. Altra sua caratteristica è che pur essendo alimentato a 9 volt in modo tradizionale l’alimentazione viene poi ‘pompata’ internamente a 12 volt (come il suo fratello maggiore, sempre della Carl Martin, ben più grosso).

Mi aspettavo più affollamento, ma la PCB appare ordinata anche se ci sono dei componenti talmente piccoli che dubito siano stati saldati lì da un essere umano (magari da un elfo?); in alto, al centro, noto quella strana bobina che penso sia quella che pompa l’alimentazione, ma potrei toppare alla grande. Poi a furia di frequentare il diyer sardo Marcello vuoi vedere che ho capito che sono quei 3 led a sinistra? Magari invece no: boh! Anche qui niente resina: sarà un bene o un male?

Acquisterò uno di questi? Onestamente non lo so; dopo le disavventure, per fortuna risolte, con il Blackstar mi frulla per la testa l’idea di rivoluzionare proprio tutto e permutarlo magari con un Fender Hot Rod o, meglio, un Hiwatt ‘cinese’ e demandare tutto ai pedali per affrontare una nuova sfida. Io sono uomo da chitarra-cavo-ampli ( + delay!) e poi fare tutto con il volume della chitarra, ma si può anche tentare strade diverse, no?

Ora resta da ascoltarli; come detto non prometto nessun video, ma magari qualche registrazione al volo riesco a farla. Ora a voi resta solo da pregare: per cosa? Qualcuno perché faccia i samples, altri perché invece non ci riesca proprio   😀 .




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Mauro Principi

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