Posts Tagged ‘Fender

02
Gen
16

Anno nuovo…

Anche se già so che non sarà un buon anno, anzi, almeno dal punto di vista della mia strumentazione le novità sono radicali e definitive. C’è ancora tanto spazio, ma a parte un delay-di-servizio e forse un booster, ma per ora non ne sento il bisogno, avrei comunque lo Spettrodrive nel cassetto pronto ad entrare, non vedo cosa altro potrebbe servirmi: forse l’Hall of Fame mini, ma anche qui per ora non ne sento l’esigenza dato che il riverbero dell’Hot Rod Deluxe fa egregiamente il suo dovere (anche se il plate un po’ mi manca insieme a qualche esagerazione tipo church!)

L’immagine non rende onore alla Strato del bù con la nuova colorazione: non si vedono le venature del legno ed anche il colore, nonostante non abbia usato il flash (ecco perché l’immagine è così sgranata), è falsato. Insomma, un’altra strato impossibile da fotografare perché cambia look a seconda della luce: va dal giallino molto tenue, al grigio sporco sino al verde-vomito che tanto piace a Son of Aleric. I più attenti avranno notato anche un cambiamento di posizione delle due modulazioni che si trovano tutte e due all’inizio del percorso del segnale: così frusciano un bel po’ quando esagero con il gain, nonostante una sia analogica e l’altra digitale, ma se le metto nel send/return del Gurus non frusciano più anche se secondo me sono meno efficaci, infatti anche prima ne avevo una davanti e l’altra dopo le distorsioni; ma questi sono piccoli aggiustamenti che non cambiano la sostanza del tutto. Anche il Ditto Looper è lì più che altro per non lasciarlo chiuso nel cassetto, lo uso solo per i video per farmi una base su cui ‘giocare’, ma non esiterò a toglierlo anche solo per dare più aria agli altri pedali.

Ora un’immagine con il flash: anche questa però non coglie il giusto colore della Strato; insomma, avere strato dal colore impossibile da fotografare è un po’ la mia ‘dannazione’!

Da ultimo aggiungo solo che tutto questo non mi è costato un euro: ho riscoperto l’arte del baratto e quindi anche se sicuramente nel tempo ci ho perso qualche cosa, tutto quello che vedete (verniciatura Strato a parte) è frutto di compra-vendite e permute. A dire il vero sono anche in attivo al punto che metà della verniciatura della strato me la sono sovvenzionata tramite la vendita di pedali precedenti. E avrei ancora qualcosina da vendere come, ad esempio, il Vibe artigianale di MNK…

23
Dic
15

Nuovo corso

Sarebbe stato più ‘figo’ dire New Deal, ma sto portando avanti la mia piccola e inutile battaglia per il salvataggio della lingua italiana contro i ‘barbari d’Albione’ e quindi? Quindi si riparte da qui!

Fender Hot Rod Deluxe III trovato usato con cono Celestion V30 e valvole finali JJ sostituite dal venditore venerdì scorso. L’accoppiata Fender Strato + Fender ampli sul pulito è un’assoluta novità per me ed è veramente bella; poi con il Gurus DoubleDecker avrò alla portata di due click i suoni di ben due tipi di Marshall. Semplice e, mi auguro, efficace.

P.S. – Dell’Alter Ego non so ancora che fare, cioè se tenerlo o no: vedrò…

12
Nov
14

Nuovi cluster

Appena tornato da una riunione fiume a scuola ed eccomi di nuovo a provare ‘nuovi cluster’ con alcuni pedali da me poco utilizzati, almeno per il momento.

Giusto per rendere le immagini meno monotone ho aggiunto anche ‘pezzi’ della chitarra che sto usando nelle mie prove sonore; un po’ una fregatura avere tante strato perché alla fine suonano diverse e quando trovi il suono giusto con una lo perdi con le altre etc. : dura la vita del chitarrista!

Altro giro, altri pedali, ma la mancanza del MicroAmp in testa a spingere io la sento parecchio: proviamo a girare i primi due e sentire che succede.

Succede che non mi piace tanto, anzi… va beh, mettiamo via e dormiamoci sopra   😉 .

01
Giu
14

Invecchiando…

… si rincitrullisce!  :laughing:

Stavo cercando una custodia per una delle mie strato dato che la sua mi sta lasciando: si sono rotte le zip, ma non la cerniera, proprio il pirolo che si prende in mano per trascinarla. Ok, era una di quelle scrause da pochissimo, ma aveva il logo Fender; ho cercato nel ‘mio’ negozio, ma le fanno arrivare solo su ordinazione ed hanno solo quelle dal prezzo osceno e non si sa mai se sono disponibili. Dunque? Dunque il web; guardate che ho trovato.

Bella vero? Ok, un po’ appariscente lo ammetto, ma poi ho voluto vedere anche l’immagine dell’interno :sconvolto:!

Non ci volevo credere: tamarraggine allo stato brado :lol:
Non troverò mai il coraggio di prenderla, ma mi piace pure  :-[ per quanto è ‘fuori-di-melone  :fool:: costa pure solo 49 euro, neppure tanto!
Mia moglie quando si veste dice sempre che bisogna avere qualcosa di ‘semplice’ per sdrammatizzare il look, ma dite che si ‘sdrammatizza’ troppo? Ogni volta che la guardo mi vien da ridere :lol: :lol: :lol:.

30
Mag
14

Tutto tace

Eh già, si avvicina la fine dell’anno scolastico e quindi sono occupatissimo e non ho il tempo di fare praticamente nulla anche se ogni tanto attacco la chitarra e una strimpellata di una ventina di minuti me la faccio 🙂 . Ho anche cambiato le corde a due strato usando una logica un po’ diversa: sulla RollingCaster, che suona già morbida e scura di suo, ho montato le Ernie Ball Slinky Hybrid per renderla un po’ più squillante anche se la sua natura non ne è risultata stravolta, mentre sulla Strato 68+1 (questa la capisce solo chi ha visto uno degli ultimi miei video) ho montato sempre delle Ernie Ball Slinky Hybrid, ma quelle rinforzate al titanio. Quest’ultime non ricordo più dove le ho comprate e sembrano essere scomparse dai negozi e mi spiace perché suonano bene e promettono di essere durevoli. Ho fatto il bravo ed ho pure aggiornato il documento dove tengo traccia di quali corde ho sulle mie strato e di quando le cambio: con 5 strato e la memoria di un vecchietto se non facessi così sarei perduto! Come farei a ricordarmi allora che su due strato ho corde installate nel gennaio e giugno 2013? 😮

Ho trovato anche un paio d’ore per opacizzare anche il bordo esterno della Strato del bù continuando così quel folle tentativo, iniziato tempo fa, di togliere lo strato laccato trasparente di vernice dal corpo della chitarra: ne avevo parlato qui (quanto tempo che è passato!) Certo che è un lavoro infinito (tra l’altro senza smontare il manico è anche un lavoro scomodo) e poi sul nero i segni si vedono sempre un po’ in controluce, ma prima o poi farò anche il lato davanti, magari finita la scuola. La cosa curiosa è che dopo averla opacizzata metto una cera per restaurare il legno che riempie i piccoli graffi, ma ridona una certa lucentezza al tutto: comunque una finitura così non ce l’ha nessuno 😀 . Devo solo decidere se cercare di far uscire anche il legno vivo dove si appoggia il braccio per simulare un leggero relic o no; Son? Che poi magari chissà quanto devo ‘levigare’ ancora prima di arrivare al legno…

No, purtroppo o per fortuna, nessuna immagine stavolta: non ne ho avuto tempo… va là che vi è andata bene 😉 .

13
Mag
14

SUHR: mannaggia a te!

Ieri mi sono preso del tempo libero dalle 17 in poi perché, vista la settimana stracolma di impegni che mi si presenta, volevo ritagliarmi uno spazio di tempo per montare il nuovo pickup Suhr sulla mia ‘Strato del bù’. Non che potessi fare molto altro visto che sono infortunato: sabato sera mi sono recato in camera da letto per andare a dormire e, contrariamente al solito, ho acceso la luce per vederci meglio, di solito io giro in casa al buio, e difatti ho preso in pieno lo spigolo del letto con il quarto dito del piede destro. Un dolore allucinante, pensavo di essermelo rotto ed in effetti potrebbe anche essere, ma non ho fatto lastre o altro. Naturalmente la crema Voltaren era scaduta ad Aprile 2014, la solita fortuna, e quindi ho potuto solo mettere del ghiaccio e un anti-dolorifico. Domenica mattina dito tendente al blu-nero e quasi non riuscire a camminare; lunedì ematoma che si sposta lungo il piede, ma dolore sopportabile tanto che sono andato al lavoro come sempre sino alle 16.30; dopo? Dopo è tempo di ‘pickup hour’! 😀

Sapete già tutti quanto ami saldare, ma mi sono fatto coraggio ed ho smontato corde, battipenna, tolto il pickup del Guitarset Gilmour replica (un mostro da 11.58 K; ricordo all’amico Cut che il Duncan SSl-5 spara pure di più: 12.9 K anche se ci sono voci che il ‘vero’ pickup al ponte di Gilmour sia un SSL-1 da soli 6.5 K) e montato il Suhr ML hot bridge al ponte dato per 6.9 K; volevo provare qualcosa di meno dirompente in quanto ho notato che preferisco i pickup ‘spompi’. Ho subito perso una molla maledetta del pickup (ritrovata naturalmente dopo che avevo messo via tutto), comunque ne ho di riserva, bestemmiato in turco antico per spelare i fili in stoffa stile vintage, chi li ha inventati era un malato di mente, scottato una mezza dozzina di volta con il saldatore, ma non tanto con la punta, il motivo è che i fili si surriscaldano e in qualche modo li devo pur tenere in mano! Alla fine ce l’ho fatta e il problema è solo chiudere il battipenna, impresa non facile visto che per sicurezza non ho tagliato i fili lunghi del pickup perché… a tagliare c’è sempre tempo, ma ad allungare no. Rimonto una corda, non nuova ma le stessa di prima dal momento che se posso riciclo tutto quando faccio dei lavori, attacco l’ampli e faccio una prova veloce per vedere se le saldature funzionano o no. Funzionano 🙂 ; uso anche il barbaro metodo di picchiettare con un oggetto metallico, una forbice nello specifico, i poli dei pickup per vedere se funziona il selettore in tutte le posizioni: ho un circuito del tutto particolare detto blender, che mi permette di miscelare il pickup al ponte con quello al manico, con master tono e volume completo di treble bleed. Insomma: un casino di fili messi dentro a caso dal sottoscritto 😦 . Felice dei mie lavori monto le altre corde e già che ci sono decido di regolare finalmente l’altezza dei pickup a questa chitarra e scopro che il pickup al ponte, il Suhr nuovo, ha i poli che già seguono il radius del manico come vedete nell’immagine sotto.

Quindi il trucco di tenere la parte degli acuti più alta e i bassi più bassi, appunto, non serve a nulla: il pickup deve stare proprio parallelo al battipenna perché così è stato pensato: il bello della modernità! A me avere il pickup dritto giusto fa un po’ specie visto che sono abituato a vederlo storto, ma tant’è… ho pure messo le molle giuste come si vede nella foto dal momento che io ho sempre pensato che andassero montate al contrario ed infatti sulle altre strato le ho al contrario!

Ci siamo, metto via tutto – errore fatale – ed accendo l’ampli: suono manico ok, suono ponte ok, metto ponte+centrale e… schifo terribile!!!!!!!!!!! Son partite tutta una serie di maledizioni verso Suhr e i costruttori di pickup che non usano una codifica uniforme per i pickup: ma ci vuole tanto a mettersi d’accordo! Il suono è flebile, fatto solo di acuti, aspro: una ciofeca inascoltabile insomma; che è successo? Non so bene quale sia la spiegazione tecnica e cioé se sia ‘out-of-phase’ a causa dell’avvolgimento al contrario e dell’inversione di polarità dei magneti o dei satelliti di Saturno che non collaborano tra di loro e che ce l’hanno con me… insomma: così non va! Questa cosa capita spesso con il pickup centrale ed è risolvibile scambiando la saldatura dei fili. Insomma io da ‘bravo bambino’ ho messo il nero a terra ed il bianco al selettore con i risultati di cui sopra. Sono un tipo calmo, ma volevo lanciare il tutto fuori dalla finestra.

Oggi pomeriggio la scena si ripete, zoppico solo un po’ meno: smonto le corde e le conservo – a dire il vero pendono dal tremolo al di là del tavolo, mica sono così scemo da toglierle dal ponte – smonta battipenna, dissalda i fili, ritaglia la stoffa con improperi annessi, risalda il tutto con scottature comprese, riprendersi dal mal di schiena di star piegato sulla chitarra (sedia no?), fissa il battipenna con sole due viti, rimonta una corda, rifai il ‘test della forbice’, fissa il battipenna in modo completo, rimetto le corde che ormai hanno più segni che altro, accordo, accendo l’ampli e… procurarsi motosega nel caso qualcosa non andasse bene! Ho fatto scattare l’interruttore standby con molta paura: manico ok, ponte ok, centrale ok (tanto chi lo usa) ed ora? Già, inutile giraci intorno: incrociamo le dita e contiamo soprattutto sul fatto che stavolta non ho messo via nulla ed è tutto pronto per sventrare la strato un’altra volta. Ponte+centrale… eureka, funziona! E funziona anche tutto il resto: ora posso mettere via tutto, tranne una cosa. Cosa? Tenetevi forte: dopo anni che ne ho parlato male e che le ho sentite su dall’amico 4roses ecco a voi…

Incredibile, vero? Ora devo solo capire come funziona perché questo ‘coso’ è lontano mille miglia dalla mia idea di delay, ma sono sempre in tempo ad imparare, vero?

11
Mag
14

Nuovo pickup

Lo Xotic SL non c’è più, scambiato con questo pickup che vorrei provare al ponte della mia mitica ‘strato del bù’. Quello che ho suona bene, ma è bello potente, sin troppo, volevo provare una via di mezzo tra qualcosa di vintage e qualcosa di moderno, ma lo volevo anche assolutamente diverso dai soliti Seymour Duncan e Di Marzio (a dire il vero la mia prima scelta sarebbe stato un Di Marzio, ma sembra essere diventato introvabile in quanto tutti gli importatori italiani stanno messi malissimo dal punto di vista economico e sembra non arrivare più nulla. Thomann detiene già il 40% del mercato italiano mandando in crisi tutti i canali ufficiali: ok, non tutto viene per nuocere, ma pensare che distributori ‘storici’ italiani possano sparire dall’oggi al domani fa realmente impressione!)

Adesso devo solo trovare il tempo materiale di montarlo e sapete bene quanto io ami usare il saldatore!!!!!!!!!!!!

06
Mag
14

Mini-raduno bergamasco

Questa prima foto non vi ingolosisce già un po’? Circa un anno fa, ma potrebbe essere di più visto che non ricordo bene, entrai nel ‘mio’ negozio di fiducia e fui riconosciuto da un ragazzo come quel pazzo di nome ‘Vigilius’ che faceva video su Youtube e bazzicava per vari forum: sì, avete letto bene: sono stato riconosciuto! Insomma, sono una Star, per la precisione ‘doppio brodo Star’! 😀 Ma torniamo all’immagine, quel ragazzo, a furia di incontrarlo sempre nel medesimo negozio, è diventato un amico che è passato dal ‘virtuale’ al ‘reale’: alle volte con il web succede così, anche più spesso di quanto si pensi. Beh, oggi pomeriggio riunione a casa mia per scambiarci chitarre e impressioni varie; 5 delle chitarre dell’immagine sono le mie stra-conosciute strato viste sul web più volte ed in fondo di scarso valore, mentre l’amico CUT, lo chiamo con il suo nickname dei forum, si è presentato con altre due delle sue chitarre: in mio onore si è presentato con due Stratocaster ed una pedaliera. Sorvolando sull’ampio disordine del mio divano ci siamo diretti nell’antro di Vigilius, quello che vedete in tutti i miei video, ed abbiamo messo per terra le nostre due pedaliere; per uno strano scherzo del destino sono identiche come contenitori, due Diago, ma diverse come contenuto: la mia zeppa con 15 pedali, la sua con 5 pedali collegati e due ‘parcheggiati’ il cui destino è ancora incerto. Purtroppo non ho fatto una foto delle due pedaliere affiancate, ma vi assicuro che facevano letteralmente paura, se non altro per le dimensioni. La sua aveva un wha, un Whammy 5, divertentissimo, un BOSS DD-3, il mio primo delay, che si difende ancora alla grande IMHO, lo Zoom MS-CDR 70, quello tanto osannato da 4roses e finalmente ho capito il perché -che è nettamente meglio della Zoom G3 che ho avuto (evidentemente tutta la potenza del chip è stata dirottata sugli effetti con notevoli risultati) – ed uno stupefacente BOSS Blues Driver Keeley BD-2, un pedale veramente spettacolare! I suoi due pedali ‘in panchina’ sono italiani, ma hanno veramente anche loro un suono grandioso: il primo è un Liquid Mind Analog Chorus della Nemphasis che ha veramente un gran suono, molto ‘organico’, come si dice oggi , mentre io lo definirei ‘tridimensionale’ – e lo sapete tutti che a me i chorus hanno stancato – l’altro è il Blue’s Devil della LAA di Sorasio ed anche questo ha un suonone spettacolare con i single coil, quasi come un Twin Reberb a cannone. Ancora una volta mi maledico per non aver fatto un’immagine delle due pedaliere!

Ma il pezzo forte erano le sue due stratocaster: la prima è una Custom Shop da sbavo che lo stesso CUT mette in mostra in modo giustamente orgoglioso.

Notevole vero? Quello che nessuna immagine può veramente mettere in risalto è la tridimensionalità del relic: i graffi sono veri e profondi, sopra il pickup al ponte sembra esserci stata una reale battaglia. Si può discutere più o meno all’infinito sul relic, ma indubbiamente ha fascino e poi sul sunburst è veramente ‘artistico’. Certo, un relic simile può essere visto solo su una strato realmente abusata da anni e anni di LIVE da un chitarrista particolarmente pesante e ‘macellaio’, ma la nitro ha un fascino immortale per me; il manico è bellissimo in quanto è una specie di mazza da baseball in quanto a spessore, mai visto niente del genere. Sorprendentemente però la mano si aggancia al manico in modo comodissimo nonostante le dimensioni più che generose ed appena penno un accordo ecco che riconosco il 69 al manico: gran pickup! Al centro non si sa bene cosa ci sia mentre al ponte un Texas special che suona comunque abbastanza aperto. Anche il retro della chitarra è veramente martoriato.

La parte con il legno vivo è ben scurita e sembra veramente intrisa di sudore. Il manico tanto è comodo tanto mi risulta rovinato sulla tastiera, forse in maniera sin esagerata. A parte la paletta, che ha un colore ambrato da sbavo, devo onestamente ammettere che non ho mai visto una tastiera in acero così vissuta, come se chi l’avesse suonata non si lavasse le mani da decenni. Forse è un po’ esagerato come relic, ma comunque è ben eseguito senza dubbio alcuno.

Ma è il corpo che veramente un capolavoro tanto da meritare un’immagine ravvicinata.

Come dicevo ho immediatamente riconosciuto il 69 al manico ed allora molto titubante ho preso la mia Strato ’68+1′, quella specie di mostro fatto di varie parti della CP60 con un corpo verniciato alla nitro e pickup CS ’69, ed ho osato suonarla dopo; temevo un debacle completa ed invece se l’è cavata bene, il suono del ’69 c’era tutto anche sulla mia ed anche se costa più di 1/3 in meno non è stata spazzata via dalla sorellona blasonata. Non voglio dire che siano uguali, ci mancherebbe, ma la mia strato ne è uscita tutto sommato dignitosamente: il manico formato gigante della Custom Shop fa la differenza come sustain e grandezza del suono.

Quindi è stata la volta dell’altra sua strato: la Road Worn Player che altro non è che una Road Worn con alcuni aggiornamenti che la rendono più moderna come la tastiera più piatta e le meccaniche moderne; un po’ la differenza che passa tra la serie Classic e Classic Player, ma con in più la verniciatura alla nitro e il relic. Eccola in tutto il suo splendore con un look veramente particolare, ma di sicuro fascino.

Non sono un grande amante delle chitarre bianche, ma devo ammettere che sono le più fotogeniche ed anche nei video rendono alla grande al contrario del mio tanto amato sunburst. Monta i Texas Special che sono stati una grossa sorpresa per me: gran volume, poca ‘mediosità’ e tantissima grinta. Non me l’aspettavo! Il manico piatto disorienta su una chitarra dal look così retrò, ma è molto simile a quello che è successo alla mia ’68+1′ che ha il look di una Strato del 60 e poi il manico piatto in palissandro con tasti medium jumbo: un’accoppiata che rende ragione del passato e del presente, proprio come la chitarra di CUT che si è lanciato in assoli molto tirati come vuole la chitarra.

E così tra una strato e l’altra, un pedale e l’altro sono passate quasi 3 ore e mezza e non sono riuscito ad esaudire uno dei sogni di CUT: sentire la JCM800! Sarà per la prossima volta dove magari porterà la sua Charvel rossa con due humbucker che sembra uscita direttamente da un video degli anni ’80. 😉

Il mio sogno invece è di riuscire a fare anche un mini-raduno con Son of Aleric che non è lontanissimo e magari anche 4roses, lo svizzero-Superman!

20
Mar
14

Disegnati la tua Strato!

Per tutti gli amanti delle personalizzazioni ecco che la Fender mette a disposizione una pagina dove andare a ‘disegnarsi’ e progettare la propria chitarra; la cosa bella è che poi la puoi anche comprare. Al di là di tutto è troppo divertente giocare a fare il ‘piccolo Leo Fender’: cliccate qui.

Naturalmente io non ho resistito a fare una veloce prova e mi sono ‘disegnato’ due strato, così giusto per sognare.

Carine vero?

02
Feb
14

Ma… a voi è mai capitato?

Cosa?
Che una corda di una muta nuova – quasi nuova – sia completamente sballata?

Cambio corde alla RollingCaster e, già che ci sono, fotografo l’interno per sapere come è fatto il mio wiring e conoscere il valore del mio condensatore (non l’ho capito perché ha dei numeri strani e vi chiederò da altra parte cosa vogliono dire). Prendo una muta nuova di DR Pure Blues, 009-046, comprata un anno fa – odio il packaging che le mette due per bustina di carta, tra l’altro con un ordine folle IMHO tipo 6-3, 5-3, 4-1 – e la installo senza il minimo problema. Non devo settare nulla perché quelle avevo e quelle ho rimesso: quando trovo qualcosa che funziona lo tengo perché così non devo regolare il ponte ogni volta dato che a me piace bello sospeso.
Faccio lo stretching e tutto è nella normalità; suonicchio un po’ a chitarra spenta e… c’è qualcosa che non va: dopo il XII tasto è un orrore!
Controllo l’intonazione delle sellette e scopro che il RE è clamorosamente calante, ma tanto tanto. Le altre corde sono perfette al centesimo mentre tra l’armonico al XII e la stessa nota diteggiata quest’ultima è calante di più di mezzo-tono. Troppo!
Comincio a lavorare sulla selletta e svito per avvicinarla al capotasto, ma sono poco fiducioso: ad orecchio già capisco che è impossibile una tale compensazione con la sola selletta. Arrivo praticamente a fine corsa; ancora mezzo giro e si ‘sgancia’ del tutto, e la situazione è migliorata, ma non di tanto: pensate che la lancetta dell’accordatore ancora è tutta a sinistra e non ho più margine. PANICO!!!!!!!!!!

Ma cosa è successo? La mia amata RollingCaster che suona divinamente con i suoi I-Spira! 😦
Corro sul web e vedo se c’è soluzione: non c’è a meno di spostare manico, ponte etc.; ma le altre 5 corde sono perfette, non può essersi spostata solo una ‘fetta’ di ponte o di manico.
L’ultima ratio: che sia la corda? In 30 anni e passa che suono non mi è mai capitata una corda fallata e poi come fa ad essere fallata solo da lì in giù?
Ho altre 3 mute ancora nuove della DR, ma non mi va di spezzarle e quindi opto per una Ernie Ball sfusa di una muta che tenevo per le emergenze da placo (ma se non suono LIVE seriamente da più di un decennio? Certe abitudini mi sono rimaste). Ok, è una 024 mentre invece dovrebbe essere una 026, ma è giusto per capire.
La installo e… et voilà, adesso la corda è mostruosamente crescente dal XII tasto in giù e tutto ciò ha una logica. Riporto la selletta al suo posto giusto – non è che abbia così tanta memoria, ma non avete mai notato che la posizione delle 3 corde fini viene ripetuta quasi pari pari sulle altre tre? – e tutto torna normale: la mia RollingCaster è viva e vegeta 😎 .
Rimane il mistero della corda: sono stato fortunato io in questi 30 anni o beccare una corda fallata è quasi impossibile?




PRIVACY POLICY E COOKIE POLICY

Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all'uso dei cookie. In alternativa è possibile rifiutare tutti i cookies cambiando le impostazioni del proprio browser oppure uscire dal sito. Qui di seguito potete trovare la gestione della privacy e dei cookie da parte di Automattic (la società che gestisce la piattaforma Wordpress.com) Privacy Policy and Cookies; per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Law.

Benvenuti!

Questo blog è dedicato a tutti gli appassionati di chitarre, direi quasi esclusivamente Fender, e del vecchio e sano Hard-Rock anni '70. Il mio è solo un hobby condiviso in rete quindi il sito è da considerarsi 'amatoriale' e non ha nessuno scopo di lucro.

Avvertenze

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
agosto: 2020
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Visitatori

  • 148.693 visite
Follow Vigilius's Weblog on WordPress.com

Blog che seguo

Categorie

Archivio


Ritchie Blackmores Rainbow

Ritchie Blackmore's Rainbow - the ultimate resource

Mauro Principi

La musica è arte, armonia, cultura, e soprattutto cibo per l'anima.