Posts Tagged ‘Guitar Rig

26
Gen
13

E sono 100!!!

Questo video è il numero 100 e quindi è un po’ auto-celebrativo, ma ci può stare. Ripercorro senza un ordine cronologico preciso i miei ultimi 4 anni su Youtube scegliendo qua e là alcuni dei miei momenti migliori, almeno quelli che io reputo essere i migliori. Ho scoperto così di essere invecchiato – che scoperta! – di essere dimagrito, ci voleva, di non avere più alcune chitarre che, risentite, suonavano benissimo. Onestamente sono sempre stato fortunato con le strato: americane, messicane, indonesiane, cecoslovacche, Fender, Squier, BaCH (non si vede nel video)… per me suonano tutte bene o, più probabilmente, sono di bocca buona e poche pretese.

Purtroppo Youtube mi ha sempre bocciato quello che ritengo essere la mia performance migliore e il mio sogno di essere, almeno virtualmente, parte del disco che ha cambiato la mia vita. Lo conoscete già, ma lo metto lo stesso 😉

 

09
Ago
11

The making of … (parte 2)

Ed ecco la seconda parte del video con in mezzo un inserto pubblicitario demenziale 😆  e sorpresona finale. A dire il vero il brano finale, poi scartato, è stato suonato un po’ a caso senza ripassarlo o provarlo prima: sono andato un po’ a memoria ed è il secondo take (nel primo avevo clamorosamente sbagliato la scala conclusiva).

08
Ago
11

The making of… (parte 1)

Mettendo insieme gli outtake delle registrazioni audio-video della Rolling Caster ed aggiungendo qualche informazione cerco di spiegare come realizzo i miei video. L’idea me l’ha fatta venire il commento a questo blog di Thesonofalerik (sappi che è colpa tua! ;-))

Il racconto è diviso in due parti: una già su Youtube è quella che vedete qui, l’altra è in caricamento.
Mi spiaceva buttare via, come mio solito, gli altri spezzoni musicali realizzati e quindi… ve li beccate qua 😆

07
Ago
11

La mia terza stratocaster

Ed ecco giunta l’ora di presentare la mia terza stratocaster; come mai è passato così tanto tempo prima di questa presentazione ufficiale? Avrete notato che mi sono passate fra le mani chitarre che non sono mai state presentate ufficialmente come ‘la mia…’, ad esempio la BaCH o la Squier o la Fender messicana; in effetti una chitarra diventa ‘mia’ solo quando corrisonde in tutto a per tutto ad una mia ‘idea sonora’ ed ha subito le modifiche necessarie affinché diventi una parte essenziale del mio modo di esprimermi. Ok, lo so, ho detto un sacco di cavolate ed espresse pure male, ma vi assicuro che quando una chitarra la sento ‘mia’ allora la presento e, salvo casi eccezionali non prevedibili, tipo default delle finanze, rimarrà con me per sempre perché ha raggiunto ormai lo status necessario ad essere appunto una delle ‘mie’ chitarre. Strana storia quella di questa chitarra e chi mi ha seguito qui avrà seguito tutte le vicissitudini dell’acquisto e delle sue trasformazioni, le racconto in breve anche nel video; ora ha raggiunto la maturità e la posso presentare come terzo elemento del mio piccolissimo arsenale di Stratocaster. Ma sono tutte strato? Certo, “Che noia!” direte voi, ed avete ragione: ma ognuna ha una voce sua, una caratteristica sua che io sento come ‘mia’, come facente parte del mio modo di esprimermi. Ho la strato metallara anni ’80, la vintage ’74 per ‘sentirmi’ il ‘blackmore dei poveri’ ed ora ho questa che mi permette di esplorare nuovi mondi sonori: nella vita si cambia e invecchiando mi piace ‘lavorare’ con sonorità inedite, per me, e diverse dalle precedenti.

Continua pure la mia lotta personale con Youtube che mi ha pizzicato ancora con il copyright: questa cosa mi sta veramente facendo passare la voglia di fare video perché mi fa sentire quasi che fossi un malfattore quando invece voglio solo passare del tempo a suonare mettendo a disposizione la mia piccola esperienza accumulata negli anni. Nel video sentirete tre brani: il primo è su una base, regolarmente pagata, dove ho improvvisato in stile fusion; di tale brano non so neppure la struttura armonica, ho semplicemnete scoperto la il mi minore ci stava bene sopra ed ho suonato di conseguenza. Ho cercato di essere il più ‘fus(i)o(n)’ 😆 possibile lasciandomi alle spalle il mio retaggio rock: non so se ci sono riuscito, ma mi ha permesso di farvi sentire le differenti voci della mia strato.
Il secondo brano non ha bisogno di presentazioni: fa parte del mio passato che non rinnego e mi diverte sempre perché mi permette di sfogarmi facendo casino 😉
Il terzo, che credo sia quello ‘pizzicato’ dal copyright, è un’assoluta anteprima per me: suono completamente pulito dall’inizio alla fine con molti impacci e incertezze, ma volevo usare proprio quei suoni lì per costringermi a qualcosa di nuovo e difficile per me. Il vero problema è che l’ho ‘tirata giù’ ad orecchio e suonata, per esercitarmi, solo in due mezzi pomeriggi (ho trovato la tab, ma per leggerla ci ho messo una vita solo per il primo rigo scoprendo poi che ad orecchio imparavo il tutto in 10 minuti); questo ha fatto sì che non l’abbia memorizzata bene, non sia proprio come l’originale e non abbia fatto del tutto mio il pezzo. Va beh, l’importante è divertirsi, no?

15
Apr
11

Flashbak TC Electronic sotto esame: prima parte

Come avete visto nel post precedente la mia pedaliera è praticamente finita con l’arrivo del TC Electronic Flashback, un delay tanto piccolo quanto interessante. Ho già il fratello maggiore Nova Delay, ma questo è, se possibile, ancora più interessante e più facile da usare: come dicono gli inglesi è ‘user-friendly’. Infatti con il fratellone ho fatto giusto un paio di presets, ma mi sono bloccato (anche per mancanza di idee), con questo invece ho pasticciato un paio di ore giusto ieri e così… stamattina, visto che era inaspettatamente libera ;-), ho acceso la mia fotocamera ed ho fatto al volo un piccolo test per farvelo sentire. Si vede e si sente che è fatto in fretta e furia, ma spero si capisca qualcosa; come al solito ieri avevo trovato dei fraseggi molto più belli mentre oggi tra controllare la registrazione video, il PC e l’audio… insomma, non è venuto proprio come volevo, ma penso possa bastare per capire come suona questo pedalozzo. In attesa che si carichi la seconda parte beccatevi la prima.

25
Mar
11

Provando la mia nuova Fender Classic Player 60

Non avevo tempo di fare una recensione di quelle ‘serie’, ma state certi che prima o poi arriverà. Tra l’altro ho recensito le mie prime due strato, manca ancora la terza (la Rolling Caster), sto modificandola, è in fase di lavori in corso, e quindi non potevo recensire la ‘quarta’ operando un salto spazio-temporale  icon_nicetongue.gif
Quindi vi dovete accontentare di un bluesettone di 4 minuti per sentire come se la cava la chitarra; per il chitarrista non ci sono più speranze data l’età  :lol:

Ricordo che questa è la famosa ‘chitarra della moglie’, l’ha scelta lei, ma se mi vedesse con la camicia del giorno prima stropicciata e senza essermi nemmeno pettinato (registrato stamattina tra le 8.30 e le 9.00, non proprio un orario da musicista)… mi sa che mi farebbe un bel cazziatone  icon_nono2.gif

Potevo fare un pezzo dei miei amati Deep Purple o del grande-mitico-irripetibile Blackmore? Certo che sì, ma… che gusto c’è? Oramai considero il suonare come una sfida per cercare qualcosa di nuovo mai fatto prima; certo, certo, lo so, alla fine faccio sempre le stesse cose, ma lasciatemi credere che così non sia.
Siccome sono stufo di avere problemi di copyrights con Youtube che sega certi miei video per motivi non meglio precisati (ho sotto osservazione anche la nona di Beethoven perché materiale ‘protetto’: adesso mi venite a dire chi sono gli eredi di Ludwig? Che ci ho guadagnato? Mi pare morto da più di 50 anni, no? Mistero!) sono andato su Jamtrackcentral ho scaricato un po’ di basi free (ho comprato anche tutte quelle blues in un’offerta clamorosa) e ne ho scelta una: la meno rock, un po’ blues, ma senza ‘quel’ giro di 12 battute. Insomma ho scelto una base che mi piaceva molto perché era la tipica sequenza ‘strappa -lacrime’ e un po’ melanconica, insomma romantica nel senso ottocentesco del termine, molto Sturm und Drang  icon_omg.gif
Con la base arriva anche un esempio di solo con trascrizione di ben due giri: porca paletta è in La maggiore e chi sa come si improvvisa qui sopra? (a parte la furbata solita di usare la pentatonica di fa# min.  icon_firuli.gif)
Ho avuto un paio di pomeriggi liberi in cui:
1 – ho capito che non sono in grado di fare il solo proposto: troppo lontano dal mio stile, non riesco a ‘sentirlo’ e quindi farlo;
2 – ho cercato di imparare almeno l’inizio e le prime 4 battute quasi assomigliano alla trascrizione (sottolineo il quasi);
3 – del secondo giro, non sapendo fare nulla di quanto trascritto – odio le tablature e il pentagramma è scritto pure sbagliato in quanto mette le note di partenza del bending e non la nota di arrivo  :x – ho ‘rubato’ solo un’idea, quella cromatica;
4 – la base intera senza solo è composta di 6 giri uguali ed io ne sapevo giusto metà del primo ed una battuta del secondo  icon_nono.gif, andiamo proprio bene  icon_ehmm.gif
5 – Visto che i giri erano 6   icon_idea.gif ad ogni giro ho usato una posizione diversa del selettore per far sentire le 5 combinazioni; parto da 5 di volume ed aumento quasi di una tacca ad ogni cambio pickup. Il sesto giro torno a rifare il tema d’inizio, le famose 4 battute, in full volume per sentire la differenza da come sono partito; sono cervellotico vero?
6 – quando vado al pickup al ponte al massimo di volume si sente che sono sull’orlo, anche un po’ più in là, del feedback  icon_ciglia.gif, non perdo proprio il vizio di suonare al limite  icon_maseifuori.gif (se date un’occhiata al monitor del mio PC dietro vedrete come diventano ciccie le tracce di Reaper mentre registro: volume al limite del clip  icon_asd5.gif)
7 – è il terzo take in quanto nei primi due ho preso delle stecche paurose: nel primo già al primo giro, nel secondo al 5 giro  :x, mi ero rilassato.
8 – ogni tanto rimango indietro e corro dietro al pezzo; avendo avuto solo un pomeriggio di tempo per fare le ‘prove’ (parola grossa) non avevo ancora ben memorizzato la sequenza degli accordi che è sì elementare, ma ad un cero punto il si min. diventa maggiore e se non sto attento al re… sono cavoli amari.
9 – Il problema di timing non precisissimo è dovuto al fatto che suono sempre in condizione non ideale: nella testa ho come un ‘nastro’ che fa girare la sequenza degli accordi, quasi li vedo scritti sullo spartito  icon_maseifuori.gif (è il mio metodo di ricordare), se mi concentro troppo sull’esecuzione rimango indietro sul ‘nastro’ ideale, se mi concentro sul ‘nastro’ perdo di vista l’esecuzione… insomma: faccio casino!
10 – Si percepisce chiaramente, almeno secondo me, che più mi avvicino alla fine più mi rilasso e quindi faccio più casino, pure troppo per il genere: quando attacco il pickup al ponte è proprio un’apoteosi, quasi un grido lancinante (già vi vedo davanti al video dire: “Basta!!!!!!!!!!!!!” icon_bigrazz.gif)

Nonostante tutto a me piace e ne sono anche stupidamente orgoglioso perché è qualcosa di molto diverso da come ho sempre suonato e la sequenza di accordi non è sicuramente una delle mie preferite o frequentate di solito. Noto con piacere che mentre suono mi sto un po’ ‘beckizzando’: oramai uso il polso della mano destra per azionare il tremolo in modo inusuale (è una delle novità di questa mia seconda vita chitarristica) e riguardando il filmato mi sono accorto che ad un cero punto suono con le dita e non l’avevo proprio previsto.

Va beh, beccatevelo e vedete di non stare troppo male; gli amici amanti del blues sopportino con stoica rassegnazione  icon_friends.gif

05
Feb
11

La mia seconda STRATOCASTER

Purtroppo quando si ha a disposizione solo un mezzo pomeriggio per ricordare i pezzi e un paio d’ore alla mattina per registrare non si possono pretendere buone esecuzioni: ci si deve accontentare che siano solo decenti o almeno non indecenti. Va beh, onore ai brani originali, che sono dei capolavori chitarristici anche se in modo diverso tra loro, e onore ad una ‘vecchia’ chitarra 😉

04
Lug
10

A lezione dallo ‘zio’: parte prima

Me ne sono inventata un’altra: le video-lezioni. Sarà che è proprio nel mio DNA insegnare qualcosa, sarà che si dice che ‘chi non lo sa fare può sempre insegnarlo’, sarà che… insomma ho provato un nuovo approccio a quei brani talmente famosi che quando si suonano nessuno fa più attenzione ai particolari. Ho deciso di iniziare con un brano conosciutissimo, ma secondo me ancora passibile di sorprese: Smoke on the water. Sicuri, sicuri di sapere proprio tutto su questo riff così famoso? Io no, infatti scopro ancora cose nuove e mi va di condividerle con voi in modo da facilitarvi il compito. Lo so, lo so, non è il brano più nuovo che esista, ma nel mio lavoro ‘reale’ c’è una cosa che ho imparato e che è diventata quasi un comandamento per me: insegnare solo ciò che si sa! (secondo me è un ottimo consiglio)

Forse sarebbe stato più giusto seguire il consiglio di Wittgenstein: “Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.”

Ma non l’ho fatto! Va beh, cominciamo con il dire che non è bene prendere ciò che dirò come oro colato, ma può essere un buon punto di partenza per studiare, discutere, suonare, ecc.  Naturalmente in un video non si riesce ad esaurire l’argomento e ci sono vari errorini, ma mi piace mantenere la naturalezza della cosa e quindi lascio le cose abbastanza fluide per non apparire troppo ‘professorale’. Quanti video saranno alla fine? boh, non lo so; solo per Smoke on the water ne ho già fatti 4 e ne prevede altri due per concludere il discorso quindi vi conviene ‘stare in campana’. Forse vi chiederete perché non li metto tutti insieme; semplice, per non annoiare. Penso che sia più facile perdere 7-8 minuti ogni tanto che doverseli sorbire tutti in una volta; tra l’altro non ci sono ancora tutti 😮

Iniziamo dal primo che è una semplice disquisizione su come è costruito il riff: niente di difficile, solo pensieri in libertà.

31
Mag
10

Jingle: una specie di gioco

Tanto, ma tanto tempo fa mi capitò di scrivere questo pezzo per… ma è tutto spiegato in questo primo video 😉

Ma la spiegazione, non è finita: ecco perché c’è anche un secondo video. Alla fine lo suono pure: due minuti, pochi? Anche troppi 😆

19
Apr
10

Il ‘mio’ Malmsteen Medley

PREMESSA

Ed alla fine il momento è giunto e ho affrontato, lo ammetto con molto timore, un brano di Malmsteen.
Inizio subito con il chiedere umilmente scusa a tutti i seguaci del chitarrista svedese: il ‘mio’ concetto di Malmsteen è molto diverso dall’originale e vi ritroverete ad ascoltare più un chitarrista hard-rock (toh, che caso) che uno neoclassico. Molti sentiranno del tradimento in tutto ciò, ma io no: io ci vedo solo la voglia di suonare fregandosene se delle sue 64 note ne riesco solo a fare solo 32 o, peggio, 24.
La musica è fatta per essere ascoltata, ma anche suonata e non credo che sarò mai accusato di vilipendio per non aver azzeccato tutte le note del maestro svedese. Di certo io e Yngwie abbiamo due cose in comune: l’ammirazione per Blackmore e la panza (lui pure più di me  :lol:).

MALMSTEEN MEDLEY – INTRO 1

Perché un medley? Semplice, perché una decina di anni fa mi ero fatto questa base e finalmente l’ho potuta usare; purtroppo voi siete le vittime di tutto ciò. Su questa base ho suonato una sola volta LIVE , anche tagliata dopo il primo pezzo, in uno spettacolo dimostrativo sui vari modi di suonare la chitarra e mi ero inventato un altro finale sperimentale: la chiusura della Toccata e fuga in re minore di Bach. A dire il vero non mi piacque molto perché Bach è Bach ed è meglio lasciarlo al suo posto; così ho rispolverato la base originale lunghissima e pallosissima per suonarci su. In origine avevo pensato ad altri 2-3 brani, ma di alcuni di loro non mi riuscivano più proprio quei passaggi topici ed ho dovuto quindi rinunciare; a dire il vero senza troppo rammarico. Quindi alla fine la scelta è ricaduta su questo Medley di 2 brani strumentali che risultavano essere fattibili quasi per intero (il ‘quasi’ è d’obbligo).

Il primo video è una delle mie solite introduzioni in cui parlo dello svedese – forse ne dò un giudizio un po’ duro, ma sono stato sin troppo sincero – e spiego la prima parte del mio medley. Avrò detto tutto? Sicuramente no; ad esempio non dico che nella parte centrale acustica ho un’esitazione mostruosa e per mettere quelle due note in più, tra l’altro inutili, ho rischiato di mandare all’aria tutto. Questo, lasciatemelo dire, è molto ‘alla Malmsteen’! Quando lo vidi la prima volta in un concerto a Milano oltre ad essere caduto inciampando nei fili (che risate) non azzeccò, una volta che sia una, il tempo con l’eco in quanto voleva metterci sempre troppe note: insomma, sborone dall’inizio alla fine (ero con mio alunno a quel concerto e lui, che ha il dono di intrufolarsi dappertutto, intercettò il pony-pizza e consegnò personalmente la pizza a Yngwie nel suo van facendosi firmare un autografo su un biglietto da 1000 lire – già, l’euro ancora non c’era – biglietto che usò il giorno dopo a scuola per comprarsi la focaccia all’intervallo. Lo recuperò saltando un pezzo della mia lezione, ma era per una giusta causa; chissà se ce l’ha ancora  :?:). Tornando alla parte acustica si sente che ci sono degli svarioni mostruosi, ma ho registrato e poi montato il video un paio di giorni dopo e, accortomi, degli errori non avevo né la voglia, né il tempo di rifare così è rimasto tutto ‘allo stato brado’ .

MALMSTEEN MEDLEY – INTRO 2

In questo secondo video introduttivo, per vostra fortuna più breve, parlo della parte finale del mio medley, quella dedicata al secondo brano. Poi faccio vedere da vicino la mia Strato ‘alla Malmsteen’ (che in origine doveva essere ‘alla Blackmore’, ma avendo a disposizione una foto dello svedese ho cercato di copiare quel manico lì. Ora ho visto da vicino la Blackmore Signature ed ho scoperto che Blackmore ha uno scallopped diverso per forma e molto meno pronunciato, specie sui primi tasti, della mia); scoprirete che sono riuscito ancora a fare la mia ‘cavolata’ .
Per il resto penso di aver detto tutto.

MALMSTEEN MEDLEY – (finalmente!)

71  files e 11 GB di suono e video: roba da matti! 
Ciononostante il video sarà meno bello delle altre volte ed anche il sonoro è meno fedele a causa del fatto che per riuscire a montare il tutto ho dovuto fare delle doppie codifiche dei filmati perdendo così in qualità; mi spiace, ma i mezzi sono questi  😦 [Ho poi scopeto che youtube me l’ha convertito in HD sino a 1080 e se avete pazienza caricatelo così che di colpo diventa più bello]
Dove non suono ho cercato di mettere immagini inerenti al titolo dei brani cercando così di spezzare la monotonia; avevo anche pensato di suonare in piedi, ma da solo nella mia stanza mi sembrava di essere un deficiente!
Rinnovo le scuse (i fans giustamente mi massacreranno) e divertitevi un po’; Malmsteen non lo risentirete da me per un altro bel po’  😉




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Mauro Principi

La musica è arte, armonia, cultura, e soprattutto cibo per l'anima.