Posts Tagged ‘MNK

22
Gen
17

Mistero svelato

Non potendomi permettere l’originale – non l’avrei mai preso comunque perché certi prezzi per me sono assolutamente ‘immorali’ – ho deciso che era venuto anche per me il momento di provare il ‘mitologico’ Klon. Dopo attenti studi e ricerche sul web e non essendo un amante del TS9 ho pensato che fosse l’unica tipologia di pedale che mi mancasse di provare; quindi chiesto all’amico Sergio et voilà!

La grafica è stata pensata e realizzata dall’amico Son of Aleric che è riuscito, non so come, a ricordarsi che il mio primissimo gruppo, avrò avuto 16 anni, aveva appunto un nome mitologico e quindi ha riproposto tale creatura, in versione più moderna, sul ‘mio’ Klon personale.

20
Gen
17

Giornata di arrivi!

Giovedì 19 gennaio è stata una giornata particolare in quanto mi è arrivato di tutto da provare: andiamo quindi in ordine cronologico.

Mattina

L’amico Jean Shepard di Facebook mi ha fatto una sorpresa inviandomi qualcosa di cui non sapevo nulla; sempre tramite Facebook conosco chi l’ha costruito, ma non ne ho mai avuto uno e quindi potrò provare se realmente a me questo ‘coso’ serva o meno.

Ad una prima prova sembra proprio che io non abbia bisogno di un buffer: solo chitarra e ampli con aggiunta di buffer non cambia praticamente nulla; poi ho messo il buffer ad inizio pedaliera e lì qualcosina cambia, ma veramente poco. Non recupero acuti, come si legge spesso, ma ottengo solo un lievissimo boost di volume, come se la chitarra fosse un pelo più presente, ma niente di sconvolgente, C’è da dire che la mia pedaliera è stracolma di pedali bufferizzati e quindi la cosa ha un senso. Farò qualche prova anche con la pedaliera del bù che è costituita da pedali molto meno nobili e ‘a rischio’.

Pomeriggio

Grazie al web scopro che verso le 17 hanno ritirato nella portineria del mio luogo di lavoro un pacco arrivato da Parma: no, non è il mitico prosciutto.

Molti di voi riconosceranno la professionalità del pacco con tanto di adesivo con il logo: Sergio fa le cose per bene 😉
Però poi dentro non sai mai cosa troverai perché ‘maschera’ le sue creazioni in contenitori improponibili: una volta mi arrivo il Vibe dentro la scatola di un dolce tipico della zona, questa volta è stato ancora più fantasioso.

Alla fine ti rimane sempre quel dubbio: “Ma ci sarà quello che ho chiesto?”

Ceeeeeerto che c’è!

Come potrete notare la sua professionalità è pure aumentata: persino il velcro viene fornito :blink: !

Penso che mi odierà ancora per tutto quello che gli ho fatto passare: i primi contatti risalgono al 2 settembre dello scorso anno, poi mi ha fatto un mini-corso sul pedale in oggetto ed ho fatto le richieste più assurde: dalla vernice – ha cambiato quella solita per venire incontro alle mie follie – alle manopole – le ha dovute ordinare, ma la prima spedizione si è persa non si sa dove dalla Germania all’Italia – al logo, il suo non mi andava, e quindi lo volevo ‘nudo’… poi quando tutto era pronto un altro mio amico – Son of Aleric, utente anche del forum – ha deciso di farmi un logo personalizzato per dare un vestito degno al pedale.

Come vedete un’odissea durata 4 mesi e mezzo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Sergio stesso alla fine mi è parso orgoglioso del risultato al punto che me l’ha spedito a tradimento senza neanche mandarmi un’immagine prima:; ha voluto farmi la sorpresa.

Volete vederlo?

E no, subito no, un po’ di suspense!

Sera

Ho sempre avuto una curiosità: provare una SX stratocaster! Ne parlano un gran bene, ma sono difficilissime da recuperare al punto che anche nell’usato, almeno in Italia, sono rarissime. Ogni tanto ne salta fuori qualcuna, ma o hanno prezzi improponibili – per quanto ottime siano non possono costare quanto una messicana usata – o sono lontanissime. Ogni tanto vado su mercatino musicale e butto dentro ‘SX stratocaster’ nel motore di ricerca e vedo se salta fuori qualcosa; stavolta qualcosa è uscito! Incredibilmente ne ho trovata una in provincia di BG; non ho assolutamente bisogno di un’altra chitarra, ma la curiosità è tanta. Contatto l’utente nella speranza che stia come minimo a Clusone o lontanissimo in modo da non farne niente: abita a 5 minuti da me! Ragazzo gentilissimo, me la porta a casa e mi dice che lui deve partire per motivi di lavoro e quindi la posso tenere sino a settimana prossima e farci quello che voglio. Anche se non mi serve potevo dire di no?

L’immagine non le rende giustizia perché il manico è molto più ambrato – stile Squier Vintage modified – e con un legno vagamente occhiolinato. Lo so: è nera e tutti sapete che io con il nero non vado molto d’accordo. Suonare suona pure bene, il manico è comodo e la tentazione è forte; se Son of Aleric volesse un muletto io ci farei un pensierino… ok, la paletta è piccola, ma è una delle poche forme ‘non originali’ che si lascia guardare. I segni bianchi sul corpo sono riflessi della luce perché la chitarra è immacolata e completa di custodia: ha i limiti di tutte le chitarre economiche – tremolo con blocco inerziale piccolo in zama, capotasto in plastica – ma una Squier della stessa fascia di prezzo se la mangia in un boccone!

16
Feb
15

Release Candidate 1

Basterà? Per ora sì!

Ho disatteso le ‘regole auree del RAFFUS’: sono più di 8 pedali (10 + accordatore, ma quest’ultimo per me non è un pedale in senso stretto), non ho ‘minimo’ 4 overdrive e si vedono i cavi. Pazienza!
Ora vediamo quanto resiste; qualche piccolo cambiamento è sempre dietro l’angolo, ma si tratterà di ‘limature’ su un impianto generale in fondo stabile già da parecchio tempo.

23
Dic
14

Piano B

Oggi sono stato nel ‘mio’ negozio di fiducia e in 30 minuti sono successe tante cose: prima di tutto ho visto vendere in diretta la mia, “ex-mia”, RollingCaster: fa una certa impressione vedere un ragazzo guardare tante strato usate, prendere ‘quella’, andare nella saletta e provarla – Little Wing e i Saxon, che ho suonato giusto settimana scorsa pure io per provare il nuovo pedale – uscire e dire che la prendeva. Pure la custodia era la mia e ci sono dentro anche le molle che mi avanzavano etc., io faccio le cose per bene   😉 . Ha poi chiesto alcune caratteristiche ed allora Stefano gli ha detto di chiedere a me che ero il ‘vecchio’ proprietario: facciona sorpresa! Gli ho spiegato dei pickup I-Spira, del circuito fatto in modo da avere anche la selezione manico-ponte stile Tele etc., la RollingCaster è uscita e stavolta mi sa che non la rivedrò più. Nessun rimpianto, ma era un’ottima chitarra che avevo saputo migliorare alla grande e che stava accordata in modo spettacolare sempre (chiedere a Cut): ci facevo 3 ore di prove senza mai aver bisogno di toccarla. Questa cosa la rimpiangerò di sicuro!

Quindi ho dato un’occhiata a tutte le Suhr nuove appena arrivate e… splendide chitarre, nulla da dire! Non le ho provate perché… perché tanto 3000 euro non li ho, ma persino l’humbucker mi è stato detto che suona solo leggermente più rotondo di un single coil, ma è la strato senza i difetti della strato.

Quindi a tradimento, dopo aver saputo che in negozio ci sono due vintage vere, una del ’62 ed una del ’66, appena arrivate da londra e dal prezzo improponibile, mi è stata messa sotto il naso una custodia, anzi un flight case di quelli veri con su scritto un nome: Yngwie Malmsteen.

Lei, la ‘Play it loud’ originale, identica a quella dello svedese: c’è pure la paletta spezzata e incollata nuovamente, la tastiera scallopped, molto poco a dire il vero, marcia dal sudore, gli stessi identici segni… ne esistono solo 100 in tutto il mondo ed una è a BG lasciata da un tizio che ne ha 3!   😮  Una cosetta da 15.000 euro: un giro mi sarebbe piaciuto farlo, ma è quasi un’opera d’arte che si ha paura a toccare tanto è cara – di certo non per paura di rovinarla – e poi è ben al di là di ogni considerazione morale.

Ma a cosa si riferisce il ‘Piano B’ del titolo? Semplice: alla pedaliera B! Non è che sono finito nel film Jurassik Park con il sito B, ma quasi   😀 . Se la pedaliera principale, che ancora non c’è, mi lasciasse a piedi come potrei fare? Semplice, basta averne una di backup anche se di minor valore giusto per finire la serata: da notare che serate in programma ancora non ce ne sono! Ma anche portarsi avanti indietro la pedaliera alla sala prove con chitarra e ampli – si sa: ho solo due braccia! – non è il massimo della comodità (e non l’ho mai portata alle prove!) quindi una pedaliera di riserva fa sempre comodo e, tra l’altro, aiuta a capire molte cose. Ho preso i pedali che non uso in quella ‘ufficiale’ e mi son fatto una pedaliera secondaria – Piano B, appunto – per vedere come suona; ecco, suona, come sempre, con il mio suono!

Ci sono differenze con l’altra? Sì, ma non tante come uno potrebbe pensare. Certo, alcuni pedali-B sono cloni di quelli ‘ufficiali’ e quindi è naturale che suonino uguali al 90%, ma ho anche scoperto che aggiungendo un delay, che avrei anche già pagato se mi accontentassi di un Mooer, potrei già suonare tranquillamente senza dannarmi ulteriormente. Da notare che alimento tutto con un alimentatore BOSS e daisy chain, i cavi di collegamento sono dei Reference: uno costa quasi come uno dei pedali!

Curioso, vero? Anni di prove, recensioni, permute, scambi, prove per arrivare qua? Alle volte ‘less is more’ come direbbero gli inglesi: meno è meglio come diciamo noi.

28
Nov
14

Cosa ho scoperto oggi?

Sono cocciuto e il suono che ho in testa prima o poi lo raggiungo e non è che ci manchi poi tanto   🙂 .

Nuovo giorno e nuovo esperimento: 30 minuti prima di una riunione scolastica e 30 minuti dopo esser tornato a casa. Sapere che sono un fanatico del lasciar riposare le orecchie per questioni di salute ed anche per evitare le suggestioni del momento che sono sempre pericolose. Oggi ho scoperto che se metti due leggeri overdrive in catena ottengo una quasi-distorsione dinamicissima: una delle mie follie! Ho praticamente messo due pedali uguali uno dietro l’altro, lo Sweet Baby e lo Sweet Honey (il primo clone del secondo), cioè quelli arancioni, e… boom, suono pazzesco   😮 !

Anche senza boost o prima o dopo si ottengono suoni interessanti e posso usare o l’uno o l’altro per l’accompagnamento e/o il solo. Sarà la quadratura del cerchio? Bah, staremo a vedere   😉 .

04
Nov
14

Esperimenti…

Situazione strana in questo periodo: voglia di suonare poca, ponte strato nuovo da montare sulla Strato-pasticcio-relic e chi più ne ha più ne metta ma rimando sempre, una marea di pedali provati, un cassetto pieno di pedali da utilizzare a prendere la polvere, una pedaliera nuova vuota da riempire e nessuna voglia di farlo: neanche ci sto pensando ancora. Ma c’è di peggio: in un negozio ho 200 euro di credito da spendere come voglio, in un altro 80 e un Carbon Copy pronto da vendere e/o permutare, ma zero idee di cosa fare. L’ampli ha ripreso ad andare come un violino, ma non uso più il suo OD: solo il pulito ed i pedali, alla fine ho scoperto come fare per ottenere dei suoni decenti anche con il delay messo di fronte e l’idea è proprio quella di usare l’ampli così d’ora in avanti. Sento già le proteste dei puristi, ma se appena mi ci metto senza neanche tanto impegno li frego tutti con una registrazione qualsiasi perché capire dove ci sia l’OD dell’ampli e quello di un buon pedale è quasi impossibile nel genere che suono io ed anche se non andrò mai più in giro avere solo due cavi in giro e da collegare è una comodità troppo allettante per rinunciarci. Lo Joyo Sweet Baby è un buon pedale suonato da solo, a tratti persino spettacolare ed assolutamente inaspettato, ma appeno lo uso con altri pedali, ne basta uno o prima o dopo, ecco che subentra uno strano ronzio probabilmente di alimentazione che non è enorme, ma fastidioso: evidentemente 40 euro hanno qualche lato negativo. Ho i soldi per prendermi lo Sweet Honey senza spendere una lira, ma suonerà uguale come il suo clone? C’è chi dice sì, chi dice che sia più scuro… provarlo non posso. Ho visto un’altra marea di OD interessanti anche se forse quello che mi serve è un bel distorsore per fare le parti più cattive; il Gurus Naked CH1 mi tenta non poco anche se il Little Brute Drive è spettacolare: se solo avesse la manopola del volume esterna…

Mentre perdo il tempo pensando a queste inutili cose ogni tanto tiro fuori la chitarra e collego un pedalino dei miei per ricordarmi giusto come suona: alle volte lo boccio, alle volte lo promuovo. Sono giunto alla conclusione che non esiste la pedaliera che va bene per tutto, ma si dovrebbe costruirne una volta per volta a seconda delle esigenze e, forse, persino del brano da eseguire. Ho scoperto che questa ‘filosofia’ la usa anche un certo Andy Timmons in sala d’incisione e se la fa lui…

E allora? Allora ispirandomi a lui oggi mi sono costruito la pedaliera più grossa che abbia mai usato da agosto ad oggi, cioè da quando ho smantellato e venduto quella vecchia; per l’occasione ho persino utilizzato per la primissima volta il nuovo alimentatore CIOKS DC-10! Ho deciso per un inizio calmo, quasi fusion, ma alla fine la mia anima esce sempre fuori e con questo setup minimalista, nell’ampli pulito, sono arrivato persino a suonare Panama dei Van Halen!!!!!!!!!!!! Sia chiaro: non avevo lo stesso suono, impossibile, ma si poteva suonare e questo la dice lunga sul mio grado di ‘cottura’ odierno.

Se solo Luca Villani sapesse come uso il suo I-ODS… certo che passare da 14 pedali a 4 e divertirsi a far casino lo stesso… solo io ci riesco! Naturalmente non sarà la mia pedaliera, ma è l’inizio del nuovo ‘viaggio sonoro’ che mi porterà chissà dove; purtroppo o per fortuna non ho registrato nulla: meglio per voi 😉 .

07
Mar
14

Ma…!!!???!!!

Mio nonno diceva che “il gioco è bello quando dura poco”!


Aveva ragione: il mio è durato troppo!




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Mauro Principi

La musica è arte, armonia, cultura, e soprattutto cibo per l'anima.