Posts Tagged ‘Suhr

29
Ott
14

Suhr RIOT LTD

Non faccio a tempo a posare un OD e subito me ne salta addosso un altro: destino crudele   😀 .

Sssstttt! Torniamo seri perché questo è un pedale ‘coi fiocchi’ dal pedigree importante: parliamo di Suhr, mica robetta! Già, è il famosissimo RIOT in versione ancora liscia e non la nuova RELOADED: ma come mai questo colorino assurdo? Non dovrebbe essere viola? Per capire il perché bisogna ‘capottarlo’.

Capito? Si tratta di una colorazione limitata, cioè una serie speciale: questo è il numero 92 di 300 che hanno questo colore; roba da collezionisti (esiste anche il nero, l’ho visto sul web). Va beh, ma a me che sia viola shocking o verde-rana poco importa   😉 .

Conoscete poi la mia innata curiosità e quindi… via con l’autopsia!

Questo non ha nulla del pedale boutique, ma è proprio industriale con i componenti microscopici in SMD e pure con una bella ‘resinata’ su un chip per renderlo irriconoscibile e quindi TOP SECRET!

Va beh, queste son tutte cose che a me interessano poco: come suona? Solito test con la stessa chitarra di questi giorni, cioè la Strato con i CS’69: ho pure tentato di risuonare gli stessi riff del test del LITTLE BRUTE DRIVE in modo che qualcuno, con un po’ di pazienza, può andare a confrontare il suono dei due pedali.

Iniziamo con la prova del GAIN: come sempre prima il suono pulito e poi sposto la manopola del GAIN a salire; le indicazioni sono nel file sonoro.

In cima al pedale avrete notato uno switch a 3 posizioni denominato VOICE: non è facile capire a cosa serva, in teoria serve a spostare un po’ la centratura dei medi per avere 3 voci diverse:

  • SX (sinistra) – voce ‘organica’ che dovrebbe rispondere naturalmente alle sollecitazioni dinamiche e del controllo del volume della chitarra;
  • CENTRO – si va verso l’hi-gain con medie avanti e un rinforzo delle medio-basse;
  • DX (destra) – voce ‘scooped’ e quindi con i medi indietro.

Oggettivamente non è facile notare la differenza – sembra che sulla nuova versione Reloaded questa funzione sia stata migliorata – anche se dal vivo è un po’ più evidente rispetto alla registrazione; la posizione a destra è la mia preferita.

Ora è la volta della manopola TONE: prima a zero, poi a ore 9, poi al centro, poi a ore 3 e quindi al massimo; switch al centro e LEVEL e GAIN a ore 12.

Ho quindi tentato nuovamente di far sentire la differenza dello switch VOICE con meno distorsione e mettendo tutti gli altri controlli a ore 12: vediamo un po’ cosa esce.

Va beh, è sempre difficile notare la differenza, almeno io faccio fatica.

Che dire del pedale? Costruzione ottima, contenitore solidissimo, pulsante ‘a piede’ abbastanza silenzioso e morbido, diverso dai soliti, switch VOICE poco incisivo e suono abbastanza credibile di Marshall imballato, Marshall moderno però, ma… ma io preferivo il Little Brute Drive perché pedale molto più aperto sulle medio-alte e più dinamico. Il Little Brute Drive sembra un OD che parte da leggero boost ed arriva ad un livello di cattiveria ‘brutale’, ma rimane sempre un OD anche se con forte connotazioni distorte quando tirato al massimo; il RIOT è un distorsore a tutti gli effetti ed anche se tenuto bassissimo, a livello minimo di gain tra l’altro abbassa il volume, rimane sempre complicato da gestire con il volume della chitarra o con il tocco.

Va beh, finisce qua questa lunga prova di pedali del mese di ottobre: ben 5!!!! Restituito tutto anche questa volta anche se il pedalino rosso… quasi quasi… Non faccio a tempo a posare i pedali che l’amico del negozio mi fa: “Guarda qui che cosa c’è nell’usato!” Così mi appioppa un altro pedale   😮 .

13
Mag
14

SUHR: mannaggia a te!

Ieri mi sono preso del tempo libero dalle 17 in poi perché, vista la settimana stracolma di impegni che mi si presenta, volevo ritagliarmi uno spazio di tempo per montare il nuovo pickup Suhr sulla mia ‘Strato del bù’. Non che potessi fare molto altro visto che sono infortunato: sabato sera mi sono recato in camera da letto per andare a dormire e, contrariamente al solito, ho acceso la luce per vederci meglio, di solito io giro in casa al buio, e difatti ho preso in pieno lo spigolo del letto con il quarto dito del piede destro. Un dolore allucinante, pensavo di essermelo rotto ed in effetti potrebbe anche essere, ma non ho fatto lastre o altro. Naturalmente la crema Voltaren era scaduta ad Aprile 2014, la solita fortuna, e quindi ho potuto solo mettere del ghiaccio e un anti-dolorifico. Domenica mattina dito tendente al blu-nero e quasi non riuscire a camminare; lunedì ematoma che si sposta lungo il piede, ma dolore sopportabile tanto che sono andato al lavoro come sempre sino alle 16.30; dopo? Dopo è tempo di ‘pickup hour’! 😀

Sapete già tutti quanto ami saldare, ma mi sono fatto coraggio ed ho smontato corde, battipenna, tolto il pickup del Guitarset Gilmour replica (un mostro da 11.58 K; ricordo all’amico Cut che il Duncan SSl-5 spara pure di più: 12.9 K anche se ci sono voci che il ‘vero’ pickup al ponte di Gilmour sia un SSL-1 da soli 6.5 K) e montato il Suhr ML hot bridge al ponte dato per 6.9 K; volevo provare qualcosa di meno dirompente in quanto ho notato che preferisco i pickup ‘spompi’. Ho subito perso una molla maledetta del pickup (ritrovata naturalmente dopo che avevo messo via tutto), comunque ne ho di riserva, bestemmiato in turco antico per spelare i fili in stoffa stile vintage, chi li ha inventati era un malato di mente, scottato una mezza dozzina di volta con il saldatore, ma non tanto con la punta, il motivo è che i fili si surriscaldano e in qualche modo li devo pur tenere in mano! Alla fine ce l’ho fatta e il problema è solo chiudere il battipenna, impresa non facile visto che per sicurezza non ho tagliato i fili lunghi del pickup perché… a tagliare c’è sempre tempo, ma ad allungare no. Rimonto una corda, non nuova ma le stessa di prima dal momento che se posso riciclo tutto quando faccio dei lavori, attacco l’ampli e faccio una prova veloce per vedere se le saldature funzionano o no. Funzionano 🙂 ; uso anche il barbaro metodo di picchiettare con un oggetto metallico, una forbice nello specifico, i poli dei pickup per vedere se funziona il selettore in tutte le posizioni: ho un circuito del tutto particolare detto blender, che mi permette di miscelare il pickup al ponte con quello al manico, con master tono e volume completo di treble bleed. Insomma: un casino di fili messi dentro a caso dal sottoscritto 😦 . Felice dei mie lavori monto le altre corde e già che ci sono decido di regolare finalmente l’altezza dei pickup a questa chitarra e scopro che il pickup al ponte, il Suhr nuovo, ha i poli che già seguono il radius del manico come vedete nell’immagine sotto.

Quindi il trucco di tenere la parte degli acuti più alta e i bassi più bassi, appunto, non serve a nulla: il pickup deve stare proprio parallelo al battipenna perché così è stato pensato: il bello della modernità! A me avere il pickup dritto giusto fa un po’ specie visto che sono abituato a vederlo storto, ma tant’è… ho pure messo le molle giuste come si vede nella foto dal momento che io ho sempre pensato che andassero montate al contrario ed infatti sulle altre strato le ho al contrario!

Ci siamo, metto via tutto – errore fatale – ed accendo l’ampli: suono manico ok, suono ponte ok, metto ponte+centrale e… schifo terribile!!!!!!!!!!! Son partite tutta una serie di maledizioni verso Suhr e i costruttori di pickup che non usano una codifica uniforme per i pickup: ma ci vuole tanto a mettersi d’accordo! Il suono è flebile, fatto solo di acuti, aspro: una ciofeca inascoltabile insomma; che è successo? Non so bene quale sia la spiegazione tecnica e cioé se sia ‘out-of-phase’ a causa dell’avvolgimento al contrario e dell’inversione di polarità dei magneti o dei satelliti di Saturno che non collaborano tra di loro e che ce l’hanno con me… insomma: così non va! Questa cosa capita spesso con il pickup centrale ed è risolvibile scambiando la saldatura dei fili. Insomma io da ‘bravo bambino’ ho messo il nero a terra ed il bianco al selettore con i risultati di cui sopra. Sono un tipo calmo, ma volevo lanciare il tutto fuori dalla finestra.

Oggi pomeriggio la scena si ripete, zoppico solo un po’ meno: smonto le corde e le conservo – a dire il vero pendono dal tremolo al di là del tavolo, mica sono così scemo da toglierle dal ponte – smonta battipenna, dissalda i fili, ritaglia la stoffa con improperi annessi, risalda il tutto con scottature comprese, riprendersi dal mal di schiena di star piegato sulla chitarra (sedia no?), fissa il battipenna con sole due viti, rimonta una corda, rifai il ‘test della forbice’, fissa il battipenna in modo completo, rimetto le corde che ormai hanno più segni che altro, accordo, accendo l’ampli e… procurarsi motosega nel caso qualcosa non andasse bene! Ho fatto scattare l’interruttore standby con molta paura: manico ok, ponte ok, centrale ok (tanto chi lo usa) ed ora? Già, inutile giraci intorno: incrociamo le dita e contiamo soprattutto sul fatto che stavolta non ho messo via nulla ed è tutto pronto per sventrare la strato un’altra volta. Ponte+centrale… eureka, funziona! E funziona anche tutto il resto: ora posso mettere via tutto, tranne una cosa. Cosa? Tenetevi forte: dopo anni che ne ho parlato male e che le ho sentite su dall’amico 4roses ecco a voi…

Incredibile, vero? Ora devo solo capire come funziona perché questo ‘coso’ è lontano mille miglia dalla mia idea di delay, ma sono sempre in tempo ad imparare, vero?




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Mauro Principi

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